E poi ci si meraviglia che lo stadio non si riempie…
Febbraio 18, 2019
Primarie Pd: una poltrona per tre e la paura di un flop ai gazebo
Febbraio 19, 2019

Il ‘furbastro’ delirio di De Magistris: referendum sulla secessione di Napoli e del Sud dall’Italia

Il sindaco di Napoli propone un referendum per “l’autonomia totale” della città di Napoli dal resto dell’Italia e l’adozione di una “criptomoneta partenopea”, da estendere a tutto il sud del Paese. Un estremo tentativo
di trovare una via d’uscita, più o meno praticabile, alla necessità sua personale di ritagliarsi un posto al sole nel mondo cercando di conservare la faccia e garantirsi, quando sarà il momento, una ‘pensione’ dignitosa e una vecchiaia senza patemi.

di Peppe Papa

Ossessionato da un futuro incerto sia dal punto di vista politico che umano, il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris trova conforto nel delirio, cioè in quello stato di perdita del controllo razionale, dell’intensificarsi della passione e dell’esaltazione della fantasia che ha caratterizzato prima la sua precedente vita da magistrato e adesso quella di primo cittadino della terza città d’Italia.

Un’esaltazione, però che ha una sua logica stringente legata all’estremo tentativo di trovare una via d’uscita, più o meno praticabile, alla necessità sua personale di ritagliarsi un posto al sole nel mondo cercando di conservare la faccia e garantirsi, quando sarà il momento, una ‘pensione’ dignitosa e una vecchiaia senza patemi.

Un furbastro, insomma, che cerca di massimizzare una contingenza storica, inaspettatamente girata a proprio favore nel corso dell’ultimo decennio e che alimenta con proclami, prese di posizione radicali che solleticano le aspettative dei suoi sempre più perplessi seguaci, nella speranza di non doversi cercare un vero lavoro per il resto della sua vita prossima ventura.

Punta, in prima battuta, a ritornare al parlamento europeo, ammesso che riesca a mettere insieme una coalizione in grado di assicurargli i voti necessari alle imminenti elezioni europee, oppure in alternativa, riuscire a entrare da semplice consigliere nell’assemblea regionale della Campania, proponendosi come sfidante di Vincenzo De Luca , senza speranze, alla presidenza di Palazzo Santa Lucia.

E’ così, che in questa ottica ogni lunedì mattina, affida al suo profilo Facebook le proprie esternazioni sui destini del mondo, del Paese e della città di cui ancora si fregia del titolo di fascia tricolore.

Ieri, l’ultima trovata propagandistica, che definire demagogica non rende l’idea per la pochezza di contenuti e aleatorietà, come quella di proporre un referendum per “l’autonomia totale” della città di Napoli dal resto dell’Italia e l’adozione di una “criptomoneta partenopea”, denari virtuali, che affranchi il capoluogo partenopeo dal debito che lo condanna a una situazione di subalternità e che produrrà “più risorse economiche, meno vincoli finanziari, più ricchezza, più sviluppo, meno disuguaglianze”.

“Nel contratto di governo che cementifica l’alleanza politica tra M5S e Lega (Nord-Indipendenza per la Padania)  – ha scritto – vi è l’autonomia differenziata delle Regioni. Sono già d’accordo per concedere soldi e poteri alla Lombardia e al Veneto alle quali si sta unendo anche l’Emilia Romagna a guida Pd”.

Cinquestelle e Democratici nel mirino, dunque, suoi potenziali competitor alle urne visto che entrambe le formazioni gli hanno fatto capire di non volere avere niente a che fare con lui, come carta di credito per marcare le differenze. “Noi – ha spiegato – non ci limitiamo a denunciare questa vergogna politica ed istituzionale che conduce, ad esempio, a regionalizzare l’istruzione e realizzare la secessione dei ricchi dando potere assoluto alla politica – e non ai cittadini e alle città – che siede nelle lussuose poltrone delle Regioni beneficiarie. Noi rilanciamo con la sfida dell’autonomia dei popoli. Voi volete l’autonomia differenziata e noi da Napoli chiediamo l’autonomia totale”.

E ha ricordato che Napoli è “l’unica città in Italia che ha adottato la delibera Napoli Città autonoma” che resiste “senza soldi all’attacco del Sistema Politico/Criminale” , annunciando che  “a breve entrerà a regime la criptomoneta partenopea, stiamo lavorando per la delibera finale di cancellazione del debito storico illegittimo che deriva da due commissariamenti di Stato, di cui siamo vittime e chiederemo di essere risarciti, il terremoto del 1980 e l’emergenza rifiuti prima che arrivassimo noi a bonificare dai rifiuti materiali e da quelli politici”.

Infine l’avvertimento:  “Ebbene, a questo punto, visto che avete abusato della nostra proverbiale pazienza, faremo, entro quest’anno, un referendum per la totale autonomia della città di Napoli: avremo così più risorse economiche, meno vincoli finanziari, più ricchezza, più sviluppo, meno disuguaglianze. Successivamente – ha proseguito -proveremo a realizzare, se lo vorranno anche le altre popolazioni del Sud, un referendum per l’autonomia differenziata dell’intero mezzogiorno d’Italia. Altro che zavorra del Paese, dimostreremo con orgoglio e passione, che siamo e saremo, con le nostre risorse umane e territoriali, il motore per un’Italia più coesa, più giusta e con minori disuguaglianze”.

Poi, giusto per chiarire che fa sul serio ha ribadito orgoglioso:  “È finita la pacchia per voi politici antimeridionali. Sentirete sul collo il fiato della riscossa dei Sud. Noi al Sud dopo anni di ingiustizie, discriminazioni, depredazioni e saccheggi delle nostre risorse – umane, naturali e materiali – ci stiamo riscattando raggiungendo risultati incredibili (sic) ed abbiamo tutto da guadagnare con l’autonomia totale. Autonomia per un’Italia unita, non contro come fate voi. Del resto Napoli è stata nella storia capitale e Repubblica. Siamo pronti per l’attacco! Da noi, vinta la sfida, regnerà l’umanità, la giustizia sociale, la felicità. Voi governate con il rancore, noi governeremo con la fratellanza”.

Tutto perfetto. Ideologicamente coerente al ‘giacobinismo’ della migliore tradizione della borghesia cialtrona partenopea che stenta a fare i conti con la modernità . Senza sbocchi e visione alla quale si oppone, senza fronzoli, la replica di chi quella stessa borghesia la rappresenta nello stesso contesto virtuale cui si affida il sindaco.

Raffaele Ambrosino, ex consigliere comunale di Forza Italia, e suo implacabile censore quotidiano su Fb, ha commentato, riportando il discorso vanesio del sindaco, sulla realtà spicciola: “Come pagheremmo i servizi che già hai ridotto ai minimi termini? Come pagheremmo la gestione dei trasporti, dei rifiuti, le scuole, la manutenzione, il personale, i vigili e tutto ciò che serve per amministrare Napoli a partire dal tuo stipendio? Con le tasse, le tariffe, le multe e i verbali che i napoletani non pagano? Con le percentuali di evasione che non riesci a migliorare e che vanno dal 40 al 70%? In tutto ciò, dati ufficiali, il Comune di Napoli è quello che riceve dallo Stato più soldi di tutti: 362 euro pro capite contro i 260 di Roma, i 214 di Palermo, i 146 di Bari, i 45 di Milano. E nonostante questo i cittadini di Napoli hanno le tasse più alte d’Italia e servizi pubblici penosi, per non dire assenti. Devi amministrare, fare le cose semplici, non è obbligatorio fare a gara a chi la spara più grossa”. Provategli a dare torto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *