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Primarie Pd, appello al voto: Umberto Minopoli per Giachetti

di Umberto Minopoli

Riservato ai miei amici che vivono a Napoli. Ho accettato, per le Primarie del Pd del 3 Marzo, di impegnarmi e, pur vivendo a Roma, di aprire la lista a Napoli della mozione per Giachetti segretario. Non ci sono posti o alcunchè in palio: solo una dignitosa battaglia politica. Non ci danno vincenti perchè cio che resta dell’apparato del Pd a Napoli è tutto con Zingaretti e Martina. E, forse, proprio questa è la molla per stare con Giachetti e Ascani: aria di freschezza, di novità, di distanza dagli apparati.

Stare con Giachetti a Napoli ha un duplice significato per me: impegnarmi nella mia città. Dove sono i miei ricordi, le mie amicizie che contano, i miei affetti. E poi impegnarmi a Napoli dove il Pd può scomparire. Ucciso dal correntismo e dalla separazione castale del suo personale politico. A Napoli non è mai nato il Pd del nuovo corso di Renzi. A Napoli la città è prigioniera di un triplo orrido populismo- quello di De Magistris, quello dei 5 Stelle e quello di Salvini – che umilia, offende e insulta la storia nazionale ed europea di questa grande capitale. E ne compromette interessi e aspirazioni. E il Pd, invece, rischia di vanificarsi. Appare inconsistente e liquido ai limiti dell’evanescenza. E non e’ riferimento, in città, di ceti professionali, intellettuali, produttivi che avvertono malessere e distacco per l’umiliazione della città.

Diventata terra di contesa spartitoria tra i tre populismi: estremisti, volgari e inefficaci. Che insultano Napoli. Che la umiliano riducendola a questuante, lamento assistenziale, rassegnazione alla marginalità. E il Pd? Non c’è. Resiste il Presidente De Luca in Regione. Ma il Pd a Napoli è dissolto, afono, afasico. Esiste solo come personale politico in perenne competizione: quello di sempre, attento e vigile solo nelle sfide elettorali. Dove Pd però arretra e perde sempre di più.

Chi mi ha chiesto di stare con Giachetti a Napoli sono giovani e nuovi militanti. Che non vogliono cancellare l’esperienza in Italia del nuovo corso del 2013. Anche perchè a Napoli non c’è stato. Sto con questi giovani e dò una mano a loro per aprire a Napoli, finalmente, la pagina di un nuovo Pd.

Vengo da una storia lunga, antica. Sempre nella sinistra. Ma sempre dalla parte del riformismo, del cambiamento della sinistra, delle posizioni dei miei maestri che- da Giorgio Amendola a Maurizio Valenzi, Gerardo Chiaromonte, Carlo Fermariello, Giorgio Napolitano, Aniello Borrelli – hanno fatto la storia della mia vita e, anzitutto, quella della sinistra riformista, napoletana e meridionale. E del suo glorioso contributo nazionale al rinnovamento e alla modernizzazione della sinistra, di Napoli e del Mezzogiorno. E’ in coerenza con questa storia che ho sostenuto, negli ultimi anni, le posizioni riformiste del nuovo corso di Matteo Renzi e l’azione innovatrice dei governi del Pd. Ma a Napoli, più che altrove, il riformismo non va solo difeso. Va impiantato. Di nuovo.

Il Pd di Napoli, purtroppo, è ancora “quello per il quale Renzi prometteva il lanciafiamme” che non c’è stato. Perchè Renzi è stato accantonato. A Napoli, più che altrove, occorre un Pd nuovo, diverso, più civico, più aperto, più moderno. Per questo ho scelto Giachetti ed Ascani. Ora ai miei amici a Napoli dico: alle Primarie del 3 marzo vale la pena di dare una mano. Dare un colpo al vecchio Pd di sempre e aprire qualcosa di nuovo .

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