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Di Battista silenziato e spedito in India, leader ‘in sonno’ sulla rete: M5S cambia pelle

Volevano aprire il parlamento come una scatoletta di tonno e si sono invece trasformati essi stessi in tonno, come ha brillantemente sintetizzato Makkox, al secolo Marco Dambrosio, disegnatore, fumettista e vignettista del momento noto per la sua partecipazione  alla trasmissione de La7 “Propaganda live”, immortalando Beppe Grillo su “Il Foglio” in una smorfia delle sue mentre pronuncia la presa d’atto del cambiamento di pelle del Movimento.

di Peppe Papa

Proprio così, come tutti gli altri, anzi anche peggio, perché da veri infingardi non hanno alcuna remora a farsi beffa dei loro elettori praticando il vecchio vizio italico del trasformismo.

Pertanto, senza colpo ferire, salvano Salvini dal processo con una decisione farlocca presa sulla fantomatica piattaforma Rousseau, incassano il rinvio a qualsiasi decisione sulla Tav, loro cavallo di battaglia in campagna elettorale, e si apprestano a dare una forma partito al vecchio moloc  5Stelle per affrontare le prossime sfide.

In primis, quella di non scomparire del tutto nel giro di qualche mese. Una determinazione condivisa intorno al tavolo imbandito per il pranzo, all’Hotel Forum di Roma – dove è di casa il comico genovese – tra Grillo, appunto, Luigi Di Maio e Davide Casaleggio jr.

“Abbiamo concordato tutti – ha detto il vice premier al termine dell’incontro – che serve un’organizzazione del M5S sia a livello nazionale che territoriale per essere più competitivi alle amministrative”.

Via, dunque, la regola del doppio mandato che riguarderà non solo i parlamentari ma anche i consiglieri e presidenti di Municipalità, insieme ad altre novità in cantiere che saranno rese note dopo le regionali in Sardegna, dove è atteso un risultato ‘tragico’.

Intanto, l’ordine, è quello di abbassare i toni, entrare in sonno. Alessandro Di Battista, il più agitato, è stato ‘spento’. Le sue uscite su Salvini, Macron, Mattarella, Renzi, Berlusconi fino ai suoi stessi amici stellati, peraltro senza battimano scontato cui era abituato nel corso dei Talk show dove veniva solitamente ospitato, non hanno aiutato a sostenere la causa (Abruzzo docet), perciò hanno pensato sarebbe stato meglio spedirlo a realizzare un altro reportage, in un posto ancor più lontano, magari in India, come lo stesso ha confermato nel corso dell’intervista da Fabio Fazio in Rai a “Che tempo che fa”.

Sui social network, loro principale veicolo di comunicazione, è scemata la partecipazione, come ha documentato L’Espresso elaborando i dati del traffico sul web sui principali esponenti del Movimento, rimasti improvvisamente senza voce.

“Nell’arco di tempo che va dal 10 al 20 febbraio, Luigi Di Maio ha scritto su Facebook in media 1,4 post al giorno. Tanti o pochi? Basti pensare che nei giorni precedenti, l’arco che va dal 29 gennaio al 9 febbraio, i suoi post quotidiani erano 6,2: il quadruplo”, ha rilevato il settimanale, “un crollo che non può essere giustificato neanche dall’imminenza delle elezioni in Abruzzo, visto che questa domenica c’è una nuova tornata elettorale, in Sardegna”.

Di Di Battista si è detto, la sua produzione di esternazioni è passata da due al giorno a nemmeno mezza, il ministro Danilo Toninelli da 3 a 1 e mezzo, mentre la pagina ufficiale del Movimento è crollata da 23 a 12. Ovviamente in calo drammatico anche le interazioni con i propri fan che da milioni si sono ridotte a qualche centinaio di migliaia di clic. Una vera débàcle. Ed è appena iniziata.

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