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De Laurentiis non si vanti, Napoli grande solo grazie a milioni di tifosi, il club è inferiore a tutti in Italia e in Europa

Fa veramente sorridere quando De Laurentiis bacchetta gli altri club di calcio, facendone tutte vittime dei suoi deliri di onnipotenza, dal club più grande come la Juventus, colpevole a suo dire di investire tutto il fatturato e oltre, pur di vincere, al più piccolo come il Frosinone o il Benevento di turno colpevoli a suo dire di essere club di provincia che non meriterebbero di giocare in A. Purtroppo, a Napoli soprattutto, c’è una classe di giornalisti sportivi che pur di campicchiare grazie al Napoli chiunque ne sia il proprietario, perché accadeva anche ai tempi di Ferlaino, e ancor di più oggi sono sempre pronti a piegarsi come pecore ad ogni passaggio mediatico di De Laurentiis, facendogli inoltre da portavoce dei suoi numerosi deliri che non trovano alcun riscontro nella realtà dei fatti, se non quelli mistificati da questa specie di operatori della disinformazione e quindi invece di informare la gente questi pseudo professionisti mediatici locali sarebbero capaci di buttarsi nel fuoco per compiacere questo venditore di fumo del mondo del calcio che risponde al nome di De Laurentiis, un dittatorello simil governatore della repubblica delle banane azzurre. Sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario di quanto affermiamo e non temiamo querele alcune, perchè possiamo provare tutto il contrario di quanto spesso dica De Laurentiis e ancor più spesso riportano questi rizelati tappetini societari. Ancora oggi, come in passato il Napoli è reso grande solo ed esclusivamente grazie al fatto che appartiene al cuore e alla passione di una città intera e di milioni di tifosi in tutto il mondo. Inoltre, a livello sportivo il Napoli è famoso nel mondo perché in azzurro vi ha giocato il più grande calciatore di tutti i tempi, non di certo per prendere puntualmente mazzate dalla Juventus o da club di mezza Europa come accade da anni. I napoletani devono essere orgogliosi del loro passato più glorioso per sempre, perché questo resterà nella storia del calcio in eterno ed anche questo è esclusivamente merito della passione e della generosità dei napoletani che hanno potuto permettere che Ferlaino potesse avventurarsi a portare in maglia azzurra il top dei top, senza fargli rischiare nulla nell’operazione commerciale per ingaggiare Maradona, perché quell’esborso notevole si ridusse a soli 13 milioni di fideiussioni garantite dal Banco di Napoli che sono state ripagate quasi da subito e sin già all’arrivo di Maradona, presentato agli ottantamila del San Paolo che pagarono un biglietto di mille lire solo per guardare i suoi riccioli e qualche palleggio. Inutile dire di tutto il resto che il Napoli di Ferlaino in quei sette anni ha prodotto in termini sia economici che sportivi, ma questa è storia vecchia. Però quella società era avviata a diventare fra le più grandi in Italia e in Europa non solo perché arrivò la più grande stella del firmamento calcistico, ma perché era un vero club strutturato come i più grandi. Aveva una sede prestigiosa a Piazza De Martiri, due centri sportivi, un grande settore giovanile, dirigenti di altissimo livello, una grande squadra. Non si vince a caso. Tutto questo oggi è un lontano ma dolce ricordo perché si rifanno alla migliore epoca del calcio a Napoli che chissà perché qualcuno tende sempre a sminuire escludendo dalla storia del Napoli il periodo migliore quasi come se fosse una colpa da espiare piuttosto che un vanto. Spesso si sente dire, da De Laurentiis stesso, ma che cosa ha vinto il Napoli escluso il periodo di Maradona? Chissà perché vogliono escludere quel periodo se è l’unico ad aver dato grande lustro , forse perché è difficile confrontarsi o ripetersi?Ferlaino non era affatto un filantropo, per certi aspetti era anche più pappone di De Laurentiis, ma era anche più brillante, intelligente, scafato, competente e soprattutto era super tifoso. De Laurentiis non si sognerebbe mai di comprare il top dei top fra i calciatori di oggi più forti al mondo, anche se immaginasse che potrebbe essere un affare, ma lui da mediocre imprenditore da dittarella individuale pensa di trarre profitto andando sul sicuro, più che un imprenditore è un risparmiatore, non rischia e non rischierà mai un solo euro di tasca sua e oggi si accontenta di possedere un grande club con il minimo sforzo economico, senza l’ombra di un debito e di approfittare della generosità dei milioni di tifosi che gli permettono di fatturare circa 200 milioni l’anno di ricavi fissi dovuti ai circa 20 milioni ricavati dallo stadio elargitogli dal Comune quasi a costo zero, settanta milioni di diritti tv grazie al riconoscimento di un enorme bacino d’utenza che inoltre produce sponsor sempre grazie a quel portafoglio clienti e la possibilità di investire questa notevole liquidità per allestire una squadra competitiva affinché accaparrarsi uno dei quattro posti utili per la qualificazione in Champions che in soldoni si traduce in altri cinquanta milioni e rotti fra diritti tv incassi e market pool, il resto del fatturato proviene grazie alla sistematica cessione dei migliori calciatori. E tutti gli utili vanno occultati in quelle che chiamano in gergo ‘riserve di cassa’ che non sono altro che i tesoretti di De Laurentiis che usa a suo leggittimo piacimento. Tesoretti che si aggirano tra i 50 e gli 80 milioni all’anno già da cinque anni, e senza aver investito un solo euro per strutturare un club, come fanno tutti i club di serie A dal più grande al più piccolo, perché nessuno di questi non hanno almeno una sede e un centro sportivo di proprietà, alcuni possiedono anche lo stadio pur fatturando un quinto del Napoli, tipo Sassuolo, Cagliari, Udinese e lo stesso Frosinone che De Laurentiis vorrebbe fuori dalla A. Se il Napoli di Ferlaino, che sopravviveva solo di incassi allo stadio, vivesse in questo calcio moderno dalle infinite risorse fisse, siamo persuasi che sarebbe fra i più grandi club al mondo e alcuni fra i più grandi top player giocherebbero in azzurro. Purtroppo Ferlaino alla fine della sua presidenza ha dovuto sfruttare quelle non poche risorse che produceva il Napoli per risanare le sue aziende di costruzioni in crisi dopo Tangentopoli, ma quel Napoli non è fallito perché non produceva o perchè avesse fatto il passo più lungo della gamba pagando ingaggi altissimi , questa diceria è un falso storico, poi chiaramente precipitando la situazione economica personale di Ferlaino si è trascinato dietro anche il Napoli e chi come Corbelli e Naldi presumibilmente anche raggirati da Ferlaino, per certi versi ci hanno solo rimesso centinaia di milioni nel tentativo disperato di salvare il club in pochissimo tempo, ma ormai il danno economico ereditato era insormontabile così come per altre società di Serie A, ma evidentemente a qualcuno conveniva far fallire il solo Napoli ed escluderlo definitivamente dalla torta dei diritti televisivi che si spartivano le famose sette sorelle fra cui oltre alle solite grandi, pure Fiorentina, Lazio e Parma che reclamavano spazio e quest’ultime tramite i loro proprietari Cragnotti e Tanzi operavano nel calcio grazie all’emissione di bond fasulli e nel caso di Tanzi possedendo illegalmente in modo occulto anche un’altro Club di A, il Verona. Insomma ce ne sarebbe da raccontarne di soprusi e imbrogli ai danni del Napoli ma chissà perché nemmeno i giornalisti locali vogliono restituire ai tifosi almeno un tantino di verità nascoste, ma considerando come gira in Italia c’è pure da capirli, bisogna pur portare la pagnottella a casa invece di fare i don Chisciotte emarginati come noi che abbiamo anche meno possibilità e mezzi per raccontarla giusta, ma almeno stessero zitti invece di raccontare favole per tifosi deficienti. Per quanto ci riguarda finchè ci sarà permesso di scrivere sul nostro blog o sui social faremmo di tutto per combattere questi leccaculo e il loro pappone affinchè non offendano continuamente l’intelligenza della gente, poi se certi tifosi ciucci amano essere presi per i fondelli, è affare loro, ma la verità è sotto gli occhi di tutti e non va interpretata con opinioni manipolate perchè ad oggi e da 15 anni questo è il Napoli, un grande marchio reso appunto grande dalla passione di milioni di napoletani e dalla sua più gloriosa storia, ma pur fatturando fino a 300 milioni l’anno sul nostro territorio il signor De Laurentiis non ha comprato un solo mattone per farne la Casa del Napoli, nè un ciuffo d’erba per farci allenare i suoi giovani e i campioni della prima squadra, oltre a non aver creato un solo posto di lavoro che non siano questi quattro leccaculo che fanno parte del suo staff ufficioso e ufficiale da cui più che stipendiare si fa addirittura pagare come accade con quelli di Radioleccacula. Questa, piaccia o non piaccia è la pura verità che nessuno potrà smentire, ma solo occultare, ma non ci riusciranno fino in fondo perché nel mondo del calcio i bluff si scoprono da soli, auspichiamo solamente che non si scoprano troppo in ritardo, ma questo dipende pure dalla gente qualora non sarà più disposta a farsi raccontare frottole, per tutto il resto contate pure su Cityweek, noi ci saremo!

Pippo Trio

3 Comments

  1. Sergio ha detto:

    Mai letta una cazzata simile
    Come mai in 34 anni di Ferlaino solo 3 sono stati competitivi dal 1986/’87 al 1989/’90
    Poi un paio di comparse tra 3 e 6
    20ina tra centro e bassa classifica
    E gli ultimi 5 o 6 tra A e B e lottare per la permanenza in B fino al fallimento…
    Come è possibile con Ferlaino e i miliardi dei tifosi?
    Ergo che il merito è solo di Adl che come un grande imprenditore il quale è ha gestito la società con un straordinario lavoro scegliendo uomini e allenatori giusti nei momenti giusti…
    Punto.
    Questa è un articolo cazzaro

    • Peppe Papa ha detto:

      Mai letta una cazzata simile perché lei di cazzate ne legge, ne ascolta e probabilmente ne dirà a decine ogni giorno. Comunque giusto per risponderla una volta dopodiché conoscendo il prototipo rinuncerò a farlo una seconda volta, in questo articolo non si vuole evidenziare il paragone con il Napoli del passato, e poi io stesso ho criticato Ferlaino, perché era un altro calcio, con regole e risorse diverse, i rivali di Milano e Torino erano nettamente più forti. Tutto il campionato era di altissima qualità, infatti erano periodo che l’Italia sia a livello di club che nazionale ha vinto più volte, ma non è questo che interessa sapere perché per capire questo basta andarsi s leggere la storia del calcio. Oggi il club infinitamente più forte in Italia dove vince dormendo tutte le partite all’estero prende solo mazzate, questo per dire il valore di questi campionati inncui ci vantiamo di essere secondi, ma ancora una volta ripeto, il problema non è questo, ma lo è che questa gestione societaria è di tipo accqttonesco, non c’è nulla di eccellente in chi ogni anno fattura minimo 200 milioni con i soli costi d’ingaggio che sono circa la metà del fatturato pochi altri per la gestione, mettendo ogni anno da parte un tesoretto minimo di 50 milioni e non investire un solo euro non dico per prendere un top player ma nell’acquisto di una sede, di un campo da calcio per fare allenare i giovani. il Napoli è l’unico club di calcio al mondo fra quelli di calcio professionistico a non avere una sede, un proprio centro sportivo per non dire dello stadio che hanno pure club infinitamente più poveri di fatturato del Napoli. Questa è la realtà fino s prova contraria e il cazzaro sarà lei che nega l’evidenza sposando l’idea dei tanti leccaculo del presidente. Uno in più o uno in meno non fa differenza

  2. Gennaro ha detto:

    Finalmente uno che schiatta la verità in faccia a questi papponcini Noi non ci vergognano affatto di aver vinto con Maradona come fanno i papponcini..ma siamo fieri di quel Napoli.Ferlaino è nettamente superiore a?Questo papoone da 4 soldi

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