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A Canale 21 continua a dominare la lobby di ZazzaRai

Dell’argomento ce ne eravamo già occupati con grande risentimento del soggetto in questione, ma siamo costretti a rioccuparcene perché nonostante le nostre reprimende e i risentimenti altrui nulla è cambiato seppure tutto è più ingrigito in quella specie di “club degli amici della prostata” che va in onda tutti i lunedì con varie appendici settimanali per spillare altri soldi al produttore e agli sponsor. A Napoli ormai i grilli parlanti del calcio vi hanno trovato l’America, uno su tutti, che andiamo a subito a presentarvi …. Lui è sempre lo stesso piacione di un tempo, capello lungo anni 80′, non più fluente e alquanto incanutito, jeans e giacchettina da fighetto di periferia, quella delle balere della sua Romagna, il sorriso di chi crede di saperla lunga e sicuramente la sa lunghissima, come tutti i contadini scarpe grosse e cervello fino, quell’aria goliardica da bulletto di redazione, e da tempo, almeno una volta a settimana ormai da più di un decennio viene a Napoli, dapprima per sbarcare il lunario a Canale 34 e poi fra un’arruffianata alla tifoseria e un’altra agli sponsor produttori delle trasmissioni in cui ormai giganteggia, dominando in questi anni le scene di quegli insulsi salottini televisivi che conduce, dove si è costruita gran parte della sua carriera di giornalista showman. Ebbene stiamo parlando proprio di Ivan Zazzaroni, quello che veramente si crede il “Bello del calcio”, al punto di intitolare la sua trasmissione a Canale 21 proprio così. Vi domanderete cosa potrebbe importarci tutto questo, e veramente non ce ne potrebbe fregar di meno, se solo questo personaggio si limitasse a fare il giornalista, il conduttore o l’opinionista mentre invece, costui viene quaggiù a Napoli, a casa nostra, a fare il bello e il cattivo tempo nella televisione locale, mettendo bocca su tutto, format, ospiti, argomenti, sponsor, creandosi dal nulla assoluto una posizione di discreto potere a suo uso e consumo, grazie ai marchettoni vicendevoli che scambia con i suoi colleghi. E allora ecco invitare a lauto gettone di presenza il collega Rai piuttosto che l’ex calciatore anch’egli opinionista dell’ente pubblico. Mica sarà un caso che nella sua trasmissione si sia trasferita mezza redazione sportiva di Saxa Rubra nelle persone di Sconcerti, Collovati, Bacconi, Rambaudi, il suo amico di sempre oggi caporedattore delle pagine sportive al Messaggero, Massimo Caputi, qualche altro in quota Dazn come Marcolin, poi Marolda in quota Corriere dello Sport, il secondo o terzo quotidiano sportivo nazionale di cui finalmente dopo tante marchette è riuscito a diventarne direttore, e deve ringraziare soprattutto Napoli che se lo è cresciuto a pane, pallone e processi del lunedì, che gli hanno consentito di intessere tante e tali pubbliche relazioni, scambi di favori reciproci al punto che sembra sentirgli dire: “io sottoscritto Zazza, ti invito nella mia trasmissione e tu uomo Rai restituiscimi il favore della trastola magari invitandomi nelle tue tramissioni, affinché ce le potessimo cantare e suonare insieme per tutta settimana” fra una radio , un processo, un titolone simpaticamente a effetto sul Corsport, una paletta a Ballando con le Stelle e chissà cos’altro. E bravo Zazza a costruirsi questa lobby sempre in crescita proporzionale alle ospitate che colleziona un po’ dovunque. Questa sorta di loggia massonica nasce dai bei tempi del Guerin Sportivo estendendosi fino ai portici di Bologna con il suo vecchio concittadino Cucci, compagno di piadina, ma ormai vicino a quota cento e quindi al punto dal fargli rinunciare ad altri redditi di cittadinanza qui a Napoli. Evidentemente Cucci avrà deciso di pre pensionarsi a Pantelleria suo buen retiro, rinunciando finalmente a ripetere sempre le stesse solfe dai tempi dei mondiali di Bearzot. A prendere il suo posto nella loggetta del ZazzaRai un altro vegliardo, stavolta un toscano fumantino dalla dialettica forbita quanto e più di Cucci, stiamo parlando di quell’altro piacione vintage un tantino isterico nei suoi falsetti di nome Mario Sconcerti, prima firma sportiva del Corriere della Sera, figuriamoci le seconde e terze firme quanto ne capissero di calcio. Ad ogni modo Zazzaroni, Sconcerti, Collovati, Bacconi e quant’altri il lunedì scendono giù in gita fuori porta in questa bellissima e e generosissima città, che accoglie tutti, li coccola, li nutre a cena e dopo cena, si cura che dormano nei migliori alberghi, riempiendogli la busta di banconote da 50, per venire a insegnare a quei trogloditi tifosi napoletani come si sta al mondo del calcio, facendo del populismo di ritorno, in particolar modo Sconcerti, verso chi fa populismo in andata, il machiavellico Gianni Di Marzio. Poi magari questa ve la spieghiamo un altro giorno, ma siamo certi che ci siamo intesi ugualmente, perché che uno come Sconcerti ci viene a spiegare con snobismo seccatissimo, che c’è poco da paragonarsi alla Juventus visto che dietro ha una multinazionale, mentre noi del Napoli abbiamo un morto di fame illuminato che dobbiamo solo ringraziare se ancora siamo secondi e con i conti a posto, manco fossero i conti di casa nostra e visto che, come amano dire certi leccaculo “escluso il periodo di Maradona, ma che cosa avete mai vinto a Napoli” ? Questi del nord ci vogliono eternamente secondi e per darcela a bere esaltano oltremodo i risultati del Napoli decidendo che più di questo a Napoli non si può ottenere, soprattutto se i vuole restare simpatici a loro. Come per dire, non siete mai stati nessuno e ora vi lamentate di essere secondi? Tutto questo ci ricorda la mitica poesia di Totò, ‘A livella’ dove un un defunto nobile decaduto pretende di comandare un altro defunto, stavolta nelle vesti di un netturbino, rimproverandogli di stargli troppo vicino di loculo… Insomma vorremmo dire a questi signori che scendono a Napoli dal loro carrozzone Rai, che dovrebbero già accontentarsi di venire a guadagnare dei superextra a un migliaio di euro a trasmissione, vitto, alloggio, lavatura e stiratura, ogni settimana da anni e invece sembra che sono loro a farci un piacere, assumendo con grande snobismo quella prosopopea finto buonista, ma ugualmente populista di quelli che hanno il complesso di superiorità irrisolto e avere l’ardire di insegnarci qualcosa. Inoltre, hanno bellamente e magari anche a giusta ragione, fatto fuori dozzine di scartine fra i giornalisti locali fra quei pesi massimi che dominano la domenica sera a Canale 21 nella domenica sportiva dei poveri, fino a quelli ancor più sfigati che imperversano lingua a terra in giro per Castelvolturno, che però si sono fatti mangiare in testa da questa lobby del tortellino, che fa capo al boss Zazza. Infine, tanto per non farci mancare nulla bisognerebbe pure ringraziare che ci fanno il favore di giudicare di grande dignità il campionato del Napoli e giudicare ingrati quei napoletani stessi che non se ne rendono conto soprattutto della gestione di questo grande presidente De Laurentiis , salvo non dire che questo grande imprenditore vince solo in banca perché sul campo è abbonato a perdere, e tra l’altro nemmeno fanno parola sul fatto che non ha mai investito in un solo mattone, e neanche su un solo ciuffo d’erba per farci allenare le sue squadre, soprattutto quelle giovanili e nonostante ne avesse tutte le possibilità economiche per dotarsene. Un club da terzo mondo, perché di tutto questo modo di imprendere virtuoso resta solo una squadra che è pur competitiva, e null’altro. Squadra però ogni anno incompleta di tassello importante affinché possa competere per davvero, ma quanto basta a raggiungre qualificazioni remunerative da eterni secondi in attesa del ritorno delle milanesi, che fortuna di De Laurentiis stanno impiegando più tempo del previsto per ritornare a dominare, così come insieme alla Juventus hanno comunque dominato il calcio italiano negli ultimi 20 anni. Per cui, come insegnano quelli della combriccola di Zazza statevene boni che arrivare secondi è già tutto grasso (al cuore) che cola, che potrebbe anche andare di traverso…. Noi auspichiamo che vada di traverso a loro, e ai meglio m… dei ktm loro!

Pit

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