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De Laurentiis, il vero sindaco di Napoli e governatore della Regione Campania

La storia è maestra di vita, quante volte avremmo sentito questa massima anche un po’ noiosa, ma così maledettamente vera, ed è proprio la storia di Napoli da quella più antica fino a quella contemporanea che ci fa capire di quanto questa città di Napoli è questa regione Campania abbia meritato tutte le dominazioni che si sono succedute, per questa indolenza, per mancanza di orgoglio di un popolo che quasi volontariamente decide di farsi vessare e comandare da altri che vengono da queste parti per sfruttare, depredare o quanto meno decidere per conto loro. Stavolta il personaggio che attraverso il calcio riesce a dominare una città intera e le sue istituzioni a cominciare dall’attuale sindaco De Magistris ai suoi collaboratori e persino il governatore della Regione De Luca, poi dal primo all’ultimo dei giornalisti, avvocati, commercialisti e a gran parte dei tifosi, disponendo ordini e comportamenti a tutti. Ebbene questo personaggio si chiama Aurelio De Laurentiis, che solo con il suo atteggiamento da governatore della Repubblica delle banane, senza nemmeno bisogno di essere votato, senza il minimo sforzo economico e neanche organizzativo, piega chiunque gli capiti a tiro, per ottenere i massimi vantaggi personali con il minimo sforzo. Gli basta fare un po’ la voce grossa, delirare qui e là diktat smadonnando di brutto contro chiunque e tutti proni ai suoi voleri. Mai accaduto nulla di simile neanche in una città dominata nei secoli da chiunque l’abbia invasa, perché dai greci ai romani, dai saraceni agli angioini, passando per svevi, normanni, borboni e sabaudi, nessuno è stato capace di dominare la città di Partenope senza che si versassero lacrime, sangue e denaro, mentre a questo pittoresco personaggio ex produttore di cinepanettoni gli riesce di dominare esclusivamente con la sua avidità, arroganza, strafottenza, antipatia, ed a ogni suo delirio come per magia tutti a calarsi le braghe. L’ultima dimostrazione della sua autorità basata sul nulla assoluto che non sia il solo privilegio di essere il presidente del club di calcio, l’abbiamo avuta un paio di giorni fa, quando nell’ennesima riunione per decidere i lavori allo stadio che da anni scrocca al Comune, a cui lo fanno partecipare simbolicamente per cortesia, lui addirittura sbotta appellando malamente tutti con parole irripetibili e dando persino del camorrista ad un assessore, solo perché vorrebbe imporre il colore dei sediolini e come già da anni imporre tempi e modalità della messa in opera, senza che i lavori che lui sollecita continuamente intralciassero i suoi affari e i suoi eventi, come dire volere la botte piena e la moglie ubriaca. Parla come se fosse lui il padrone dello stadio, il comandante generale, l’unico ad aver diritto di parola. Inoltre la pretesa di mettere dei sediolini multicolor per dare l’impressione televisiva che fossero occupati è un espediente triste, fasullo e truffaldino, come se uno mettesse nelle mutande una melanzana per dare l’impressione di essere virile. Ma a parte le ironie, quello che più colpisce è questa autoinvestirura di De Laurentiis a comandare a casa di altri, perché se a qualcuno ancora non fosse chiaro, lo stadio San Paolo non è di sua proprietà, per cui non avrebbe nessuna voce in capitolo sulle decisioni da prendere sulle varie ristrutturazioni, di quale colore usare per i sediolini, in che modo e tempi debbano svolgersi i lavori, perché questo riguarda unicamente al proprietario della struttura che è il Comune di Napoli e ai commissari per le Universiadi nominati dalla Regione che dovranno gestire i fondi pubblici destinati alla ristrutturazione dell’impianto cittadino. De Laurentiis in tutto questo non dovrebbe avere alcuna voce in capitolo tranne che per dire gentilmente la sua quando viene coinvolto cortesemente a queste riunioni, ma non più di tanto, e sicuramente senza alcun diritto a decidere alcunché tranne per qualche consiglio qualora volesse essere preso in considerazione, ma senza alcun obbligo. Si potrebbe capire che De Laurentiis decidesse in quanto avrebbe acquistato il San Paolo, se si fosse proposto di prenderlo in concessione a vita garantendo con soldi propri la ristrutturazione necessaria, in tal caso i sediolini se li può anche fare ognuno con un colore diverso e farsi i lavori nei tempi e nei modi che lui ritiene più adeguati, ma che abbia voce in capitolo senza mai aver cacciato un euro, essendo spesso e volentieri moroso dei canoni di locazione, e fare pure una chiavica i proprietari, che poi sono anche fra le massime autorità cittadine, nonché i tifosi di cui non gliene frega nulla, non si può tollerare. Soprattutto non è tollerabile definire un cesso lo stadio che finora gli ha consentito di incassare per il suo utilizzo a costo zero, più di 150 milioni in 16 anni, e circa un miliardo e mezzo di euro per tutto il movimento dei suoi affari di calcio, e invece di ringraziare sindaco, città, tifosi e quant’altri si mette pure a pretendere, pontificare, accusare, e allora significa che questa città e tutte le sue categorie sono veramente cadute in basso e meritano di essere trattati in malo modo da questo signore. In un paese normale uno come De Laurentiis non lo farebbero nemneno fiatare oltre a non consentirgli di mettere su un’impresa nel calcio senza avere strutture, organizzazione e capitali a garanzia di un’impresa così importante. In Inghilterra ad uno come Cellino lo hanno cacciato perché non garantiva i tifosi e le istituzioni sulla bontà dei suoi progetti imprenditoriali nel Leeds, club inglese di serie B, mentre in Italia si è consentito a chiunque di poter fare calcio in qualsiasi club, basti pensare a quei banditi di Tanzi, Cragnotti che spendevano e spandevano i soldi che hanno rubato alla gente con falsi bond, ed ora ci toccano pure queste nullità imprenditoriali come De Laurentiis che sfrutta alla grande il marchio Napoli, le strutture che gli vengono messe a disposizione, e senza pagare alcun costo per tutto quello che gli viene concesso. A Napoli non paga nemmeno il caffè al bar, l’albergo O il ristorante. Ma la cosa più squallida è che invece di contrastare questi personaggi che pensano solo a sfruttare, addirittura persino fra i politici ci si divide accusandosi vergognosamente l’un l’altro, poi tifosi contro tifosi, governatore della Regione contro sindaco e collaboratori, pensando di ingraziarsi colui che potrebbe veicolare voti affinché questi tristi figuri venissero rieletti e continuare a far imperare questo personaggio che nonostante non avesse nessuna autorità, classe e ricchezza, fa il bello e il cattivo tempo. Una cosa è certa, se De Laurentiis è così bravo a comandare nonostante non fosse nessuno gli si dovrà riconoscere grande arguzia e capacità, ma questo non esclude la pusillanimità di un popolo e dei suoi governatori più volte rieletto, ridotti tutti come pecore mansuete ad ogni comando di questo pastore tiranno. A questo punto sarebbe più coerente candidare De Laurentiis a governatore unico di Napoli e Campania, vista l’autorità acquisita elargita da questi zerbini checsi srotolano continuamente al suo passaggio,. Del resto a lui neanche interessa essere eletto a sindaco di Napoli , tanto comanda e decide lo stesso come gli pare pur non avendo cariche istituzionali e senza nemmeno avere l’incombenza del ruolo e delle relative responsabilità, così sarà anche più libero dopo aver fatto i suoi affari, succhiato tutte le risorse a suo vantaggio, di potersene andare con la cassa ben piena esattamente come storicamente hanno fatto tutti i dominatori di Napoli, dopodiché si ha voglia di fare il solito vittimismo piagnone, questa è la realtà di Napoli e come insegna la storia nessuno farà mai niente per cambiarla.

Pippo Trio

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