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La ‘discesa dei barbari’ al Sud, a Napoli effetto Lega: Salvini superstar, De Luca e De Magistris nel mirino

di Peppe Papa

Il Pd raccoglie le sue ultime spoglie provando a renderle buone per il riciclo, Forza Italia nicchia in attesa dell’occasione buona per inserirsi e dire la sua, De Magistris continua a fare chiacchiere, ma alla fine salva la sua sgangherata amministrazione grazie al prestito ponte di Cdp concesso dal governo ‘nemico’, mentre il governatore De Luca prova a resistere cercando di dare fondo a tutte le prerogative che competono al suo ruolo per non esserne sopraffatto.  E’ l’effetto Lega in Campania e in particolare a Napoli, dopo la decisa discesa al Sud dei ‘barbari nordisti’.

Matteo Salvini, il Capitano, è giunto nel capoluogo partenopeo per la terza volta nell’ultimo mese e mezzo e giura di tornarci a breve, magari ad assistere alla demolizione della Vela verde di Scampia.

“A Napoli ad aprile ci sarà il primo atto di demolizione alla Vela verde di Scampia. Sarà un periodo complicato ma se riuscirò a trovare due ore sarei orgoglioso di esserci perché è il simbolo di una restituzione ai cittadini in un’area nota non solo in Italia”, ha detto al termine del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza tenutosi in prefettura ieri in città. Una dichiarazione cui il sindaco non ha avuto il coraggio di controbattere – rivendicando quello che da sempre rappresenta uno dei punti simbolo della sua promessa elettorale – per non irritare troppo il Ministro e essere coperto di contumelie da parte degli avversari, o peggio ritorsioni dai Palazzi romani. Meglio far finta di niente.

Nel frattempo, i democratici locali, nella giornata dello xenofobo-fascista vice primo ministro nel capoluogo, non hanno trovato niente di meglio che chattare, twittare, postare su Fb, Instagram, commenti e forbite analisi, oltre che sperticati elogi, alla manifestazione dei giovanissimi ambientalisti nostrani “che rappresentano il futuro e da cui dovremmo prendere lezioni”. Anche se poi, qualcuno un po’ più attempato tra loro ha provato a dirigere la protesta dalle parti del Plebiscito, dove era atteso Salvini, per “cantargliene quattro al buzzurro leghista”.

Il quale, non ha nascosto le sue mire per quel che riguarda la Campania, dove ha annunciato che alle prossime elezioni amministrative “la Lega ci sarà con candidati del territorio a Napoli come a Bergamo”. Un impegno concreto, basato su una fiducia derivatagli da sondaggi a lui a dir poco favorevoli, che gli consentono di giocare sul velluto. “Raccolgo le candidature che vengono dalla città – ha affermato con sicumera –  faccio i dovuti controlli e mi fido. Abbiamo vinto in Friuli, Sardegna, magari ci sarà per la prima volta un governatore delle Lega in Campania. Cerchiamo di scegliere le persone migliori che siano impiegati o imprenditori”. Intanto è convinto, come ha dichiarato nel corso di una intervista a Canale 21, che con Napoli il rapporto cresce,  “più ci conosciamo e più ci piacciamo”, saranno i napoletani a decidere se si può fare di più”.

E’ così che Forza Italia, a corto di idee e di uomini da schierare nella contesa non può far altro che adeguarsi e aspettare che l’alleato cali il suo asso, o se gli riesce piazzare un proprio candidato magari più rappresentativo a livello locale. Qualcuno tra loro, Cavaliere compreso, spererebbe di lanciare Mara Carfagna la quale, però non sembra per niente intenzionata ad essere della partita, aspirando a un ruolo romano più gratificante e meno ‘problematico’ di quello di essere una ‘pedina’ nello scacchiere del centrodestra sotto il Vesuvio.

Infine, l’attacco al Presidente di Palazzo Santa Lucia, l’avversario più ostico e quello più attrezzato a contrastargli il passo, se non altro perché per certi versi parla la stessa lingua, oltre ad essere al momento saldamente alla consolle nella stanza dei bottoni del governo regionale, al quale manda a dire, a proposito dell’iniziativa istituzionale intrapresa da Vincenzo De Luca a proposito di “autonomia differenziata” delle Regioni che questa “fa bene soprattutto al Sud” e che se lui è preoccupato è “probabilmente perché autonomia fa rima con responsabilità”. “E’ difficile rispondere all’ignoranza”, ha affondato il Ministro perché “alcuni come De Luca” non conoscono “un progetto che applica un articolo previsto dalla costituzione e, quindi, non ci sono rapine, furti, secessioni e scippi ma è diverso un modello organizzativo. I numeri in sanità dicono che 1 milione di italiani dal Sud vengono a curarsi al Nord. Quindi, vuol dire che qualcosa non quadra. Se ci sono i malati a terra e le formiche negli ospedali, adesso è sempre colpa degli altri. Con l’autonomia – ha concluso – se le cose funzionano è merito tuo, ma se non funzionano è colpa tua”.

Messaggio chiaro, cui il governatore campano troverà il modo di rispondere a tono, ne siamo sicuri, anche se questo comporterà essere meno guascone e ricompattare un fronte che, se pur formalmente schierato con lui, ha bisogno di poter contare e calare un ‘atout’ per sforzarsi a sostenerlo. Compreso quel che resta del suo partito.

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