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L’OPINIONE (di Umberto Minopoli) La strage mancata e il Paese intossicato dall’odio

Basta. Fermiamoci. Io scendo. Da dove? Dal treno di questo paese intossicato: dall’odio, dalla cultura della guerra civile, dall’idea dell’avversario che diventa nemico, dalla retorica dei buoni contro i cattivi, dall’estremismo diventato carattere italiano, dai linguaggi faziosi, settari, delegittimanti. Una debordante deriva di irresponsabile follia generale che ieri, e solo per un colpo di fortuna lo abbiamo evitato, poteva farci diventare il paese del più grave, odioso, efferato, raccapricciante atto di terrorismo della storia recente: una voluta strage di bambini.

di Umberto Minopoli

E già è cominciato il rimpallo delle colpe. E’ colpa di tutti. Non credete, nessuno, di farvi colombe, vittime, dalla parte della ragione. Siamo tutti dalla parte del torto: la destra, i populisti, i cattivi per “autodefinizione” e la sinistra, i buonisti per “autodefinizione”. Retorica. Ognuno recita la parte del copione con lo stesso infame marchio di fabbrica comune: l’odio.

La ginnastica, i simboli, i linguaggi dell’odio sono diventati il lievito della politica italiana: dei populisti come degli antipopulisti. E snerva, diventa insulso, infame, inutile balbettare recriminazioni su chi ha cominciato per primo. Di chi la colpa se un pazzo esaltato ci crede ( stralunata bugia) che l’Italia (e dunque i genitori di quei bambini) uccida la gente in mare? Di chi si mette il cappello del cattivo che respinge tutti? O di chi si mette il cappello del buono, che accoglie tutti? E che, in nome di questa stupidaggine, accusa l’altro di razzismo ( una parola impegnativa ridotta, in Italia, a cliché) di ammazzare in mare? Idioti alternati. Insulsaggini parallele. Estremismo. Chi puo’ scagliare la prima pietra?

Resta il fatto che in un clima di odio reciproco può maturare il terrorismo più inumano: una strage di bambini. E’ nelle corde del populismo la cultura dell’odio, l’estremismo di sentirsi sempre all’opposizione, la ricerca del nemico esterno (la casta quelli di prima, le elites, lo straniero, l’ establishment, Bruxelles, i burocrati europei ecc ).

Ma dall’altra parte, signori, l’odio abbonda uguale. Anche quando si maschera da colomba, anche quando mette il vestito del buonismo, dei “giusti” per autodefinizione. E che, invece, poi pratica la stessa retorica estremista, infantile, insulsa e opportunista: la destra cattiva, nemica e non avversaria, mostro, simbolo del Male, razzista, “che ammazza in mare”. E’ ributtante anche questa retorica. E ha stancato anche questa retorica.

E’ venuto il momento di un terzo giocatore, quello degli stati di emergenza, quello che ferma la guerra civile e che prende a calci tutti gli estremisti, di ogni colore: la moderazione, l’amore per lo Stato casa di tutti, la ripulsa delle prediche dell’odio di parte, il civismo, il rigetto della retorica del nemico. In breve: la rivolta contro l’estremismo. Ovunque abiti.

E’ il primo insegnamento di ieri. E’ quello che dobbiamo a quei bambini: fermare l’odio reciproco. Dire a tutti, capi politici della destra e della sinistra, toglietevi quelle maschere di predicatori di odio. Quelle del cattivo per scelta e quella del buono, per autodefinizione, in guerra col cattivo. Ipocriti. Tutti. Potevate ammazzare 50 bambini. Non dovrebbero perdonarvi. Mai.

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