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Ormai sono un po’ di anni che nel calcio è più di moda parlare di economia e finanza che non di prestazioni sportive, e a Napoli più di ogni altra città, giornalisti e gran parte dei tifosi sembrano prendersi più a cuore le vicende economiche di De Laurentiis che non quelle sportive della squadra azzurra, che ormai stagnano da un po’ in quel triste primato di essere i primi fra i perdenti. Spesso a De Laurentiis piace ricordare a tutti che in Italia ancora nessuno ha capito la svolta che ha dato al calcio Walter Veltroni, quello di trasformare le società sportive in vere e proprie società per azioni a scopo di lucro, di certo lui lo ha capito benissimo perché è ormai è chiarissimo che il suo vero obiettivo non è lo scopo sportivo, ma quello di lucrare ed è legittimo che sia così, non si capisce però perché se la prende quando gli si dice che lui pensa soltanto a guadagnare. Se lo scopo è quello di lucrare, lui lo ha interpretato benissimo, poi però bisogna pure accettare che glielo si rinfacci, soprattutto quando fa promesse di altro tipo come le tantissime che ha fatto in questi anni parlando di progetti di crescita del club in senso strutturale e sportivo. Chi non ricorda le sue filippiche sulla ‘scugnizzeria’ che avrebbe dovuto essere la risposta napoletana alla Cantèra catalana.. Ebbene, non solo non è mai partito il progetto di un grande settore giovanile per i giovani talenti napoletani, ma il Napoli è da anni, l’unico Club italiano a non partecipare al Torneo di Viareggio. Detto del settore giovanile, senza voler andare in dettagli importanti dal punto di vista sportivo, perché da sempre ogni grande squadra, ogni grande club non ha mai raggiunto una crescita sia economica che sportiva senza potersi avvalere di un grande settore giovanile e di quello zoccolo duro di calciatori prodotti in proprio, basti pensare, tanto per fare alcuni fra i più importanti esempi in questo senso di grandi squadre che hanno fatto la storia del calcio grazie e soprattutto ai calciatori cresciuti e prodotti in proprio, pensiamo al grande Ajax, al Milan ed esempio ancora più eclatante del Barcellona che praticamente negli anni ha trasferito dalle giovanili alla prima squadra la sua migliore generazione di fenomeni che poi ha vinto e continua a vincere tutto nel calcio. Ma come dicevamo, De Laurentiis è bravissimo a parlare ma meno a fare, e sugli investimenti nel settore giovanile vi ha investito nulla, che non lo stretto necessario. Inoltre, il presidente del Napoli è stato fra i primi a parlare di seconde squadre da far giocare in campionati minori e poi guarda caso chi si è dotata da subito di una squadra in serie C è la Juventus, mentre il Napoli fatica persino a iscriversi al Viareggio e addirittura a crearne una di calcio femminile così come pure si prevedeva. Ma i megagalattici progetti sbandierati a reti unificate di tutto il suo zerbinaio mediatico, che non fa altro che pendere dalla sua autorevole favella, prevedevano cittadelle dello sport con centri sportivi esagerati, con dozzine di campi per farci allenare tutti dalla prima all’ultima squadra dei campus estivi a pagamento, palestre, centri di medicina dello sport, piscine riabilitative, saune e bagni turchi, albergo e uffici, insomma come quello di cui sono dotati tutti i grandi club al mondo e il Napoli che dovrebbe far parte sicuramente dell’elite del calcio mondiale non riesce nemmeno ad eguagliare le società minori italiane quanto a strutture e organizzazione. Il Novara che lotta per non retrocedere in Serie C ha un centro sportivo che s Napoli ci possiamo solo sognare. Per non parlare della questione stadio, perché anche in questo caso abbiamo sentito spesso straparlare De Laurentiis di costruirsi uno stadio in proprio di massimi trentamila posti con ‘poltroncine in pelle umana’ riservando parte della capienza gratis a tifosi con meno possibilità economiche ma meritevoli per comportamento. Bellissimo, ma non se ne vede neanche l’ombra, anche perché forse avrebbe voluto nelle varie location e terreni disponibili che è andato a visitare che fossero i vari sindaci e amministratori di Castelvolturno, Caserta, Melito, Torre del Greco a mettergli su un piatto d’argento il tutto a spese loro affinché il De Laurentiis potesse nobilitare la provincia facendosi ospitare gratis e non investire un solo euro per gli impianti come del resto già fa a Napoli con il San Paolo. Praticamente De Laurentiis ritiene che solo perché è il proprietario del marchio Napoli, tutti debbano mettergli a disposizione terreni, impianti, ristrutturazioni senza che il Club cacci un solo euro, anzi probabilmente pretende non solo che gli si metta tutto a disposizione gratuitamente impianti e quant’altro ma esige pure che si accollino tutti i costi di ristrutturazione, probabilmente pretenderebbe pure che lo pagassero per l’onore di poter godere del suo prestigioso marchio Napoli che già da solo ha un valore a suo immaginare, inestimabile! Inutile poi parlare dei progetti sportivi, perché ormai è sistematico che ogni cinque anni, non appena si arriva quasi a vincere qualcosa che De Laurentiis blocca la crescita e tutti i progetti sportivi muoiono con il secondo posto in campionato e con la cessione dei migliori protagonisti che hanno prodotto il gran risultato è allora via i Lavezzi, Cavani

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