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Le perverse strategie di De Laurentiis per non vincere: destabilizzare lo spogliatoio

Ogni qualvolta il Napoli si ritrova con qualche obiettivo raggiungibile nel mirino, De Laurentiis interviene a gamba tesa per destabilizzare. Era l’epoca di Mazzarri, il Napoli era secondo a tre punti dal Milan, occorreva che tutto l’ambiente fosse compatto e invece De Laurentiis si mise a fare dichiarazioni gratuite sul futuro di Mazzarri alla Juventus che provocarono una polemica infinita con il tecnico, che portò chiaramente il Napoli a perdere lo scontro diretto e la possibilità di competere per lo scudetto. Con Benitez più o meno uguale, così come con Mazzarri, all’inizio filava tutto liscio finché il tecnico spagnolo voglioso di vincere chiese investimenti a De Laurentiis, del resto come aveva fatto Mazzarri che invece addirittura si vide togliere Lavezzi e che avrebbe perso pure Cavani, mentre Benitez invece fino ai preliminari di Champions non solo non gli fu fatto mercato in entrata, ma addirittura si lasció partite Reina lasciando il tecnico spagnolo senza un portiere titolare per una squadra che avrebbe dovuto conquistare il girone Champions e vincere qualche trofeo. Benitez, malgrado la guerra fredda con De Laurentiis che a sua volta gli aveva scatenato contro la stampa locale, malgrado una rosa colpevolmente incompleta riuscì comunque a vincere qualcosa e andare in semifinale di Europa League. Questo evidentemente spaventó De Laurentiis, perché vuoi vedere che Benitez sarebbe poi veramente riuscito a vincere qualcosa di importante e metterlo nei guai diventando l’eroe di Napoli? De Laurentiis ha sempre frenato i tecnici quando stavano per raggiungere più popolarità di lui e che poi avrebbero avuto troppo potere nelle decisioni di mercato, qualora avessero vinto. No perché altrimenti non si spiegherebbe che ogni volta che un tecnico dapprima esaltato poi quando arriva secondo o vince addirittura qualcosa venga dipinto come il male. Uguale è accaduto con Sarri che unanimemente è stato giudicato benissimo da tutto l’ambiente mediatico e dei tifosi nonostante non avesse vinto niente, ma due secondi posti e un terzo posto non sono bastati clamorosamente a riconfermarlo, evidentemente De Laurentiis avrà pensato, vuoi vedere che Sarri dalli e dalli veramente vince qualcosa? Ora ha preso un tecnico fra i più titolati al mondo per dare un po’ di fumo negli occhi ai tifosi e fargli dimenticare l’amatissimo Sarri e ci è riuscito benissimo. Chiaramente il primo anno sono sempre rose e fiori con tutti i tecnici presi, ma il bello con Ancelotti verrà adesso perché il tecnico romagnolo a fronte delle cessioni avanzerà sicuramente richieste importanti nonostante in questo anno di transizione avesse sposato tutta la linea presidenziale… In effetti Ancelotti voleva tornare in Italia ad allenare una squadra di club e chiaramente la proposta di De Laurentiis non poteva che intrigarlo in quanto Ancelotti ha già giocato ed allenato quasi in tutte le grandi italiane, escluse Lazio e Inter in cui difficilmente allenerà, in quanto essendo stato grande romanista e milanista gli sarebbe costato troppo, per cui non poteva che allenare a Napoli, del resto avrebbe preso la seconda squadra italiana più forte giustificando la scelta, meglio di così non gli poteva andare. Poi, ci sono altri aspetti che lo hanno convinto dopo la fredda Europa di Parigi, Londra, Madrid e Monaco, perché sarebbe venuto a vivere in una città ugualmente splendida e importante ma dal clima sicuramente più gradevole, dove peraltro vive l’amata figlia, nel contempo ottenendo comunque un ingaggio di tutto rispetto e l’opportunità poco trascurabile di far lavorare anche figlio e il genero e non avere da subito assilli di risultati, in quanto De Laurentiis gli avrà chiesto tutt’altro. In primis la valorizzazione della rosa e poi di ricostruire una squadra a patto che non prevedesse l’acquisto di top player affermati, ma di individuare insieme a Giuntoli quei giovani talenti che magari un giorno diventeranno il top e proseguire il grande cammino che comunque il Napoli ha fatto in questi anni, cioè di rimanere ai vertici senza obblighi particolari di vittorie, precorrendo l’alibi preferito che non si può competere con questa Juventus. Ancelotti, avrà accettato la sfida ma solo perché non ha più nulla da dimostrare avendo vinto già tutto, magari lo stimolo più grande è proprio quello di costruirsi in proprio una squadra che magari riuscirà a vincere lo stesso ma senza top. Evidentemente è proprio questa la sfida di Ancelotti, compiere un miracolo visto che tutto quello che ha vinto lo ha conquistato esclusivamente in top club zeppi di top player che lui avrebbe dovuto solo gestire al meglio e magari avrebbe voglia di dimostrare che sarebbe capace di vincere anche in contesti diversi. Evidentemente questo Napoli gli ha dato nuovi stimoli, rafforzati anche per tutti i motivi che lo hanno convinto a venirci, ma è un’idea che però non ha fatto i conti con le strategie di De Laurentiis molto bravo ad assecondare inizialmente tutti i tecnici, ma poi destabilizzare l’ambiente quando si arriva ad un passo dagli obiettivi, affinché non si vincesse veramente. Ormai è chiaro a De Laurentiis non interessa vincere perché chi vuole vincere non fà puntualmente dichiarazioni o contro il tecnico o contro i calciatori parlando di futuro. Alla Juventus non si sognerebbero mai di mettere in discussione anzitempo i propri tesserati, al massimo lo faranno a fine stagione. De Laurentiis, che non è un ingenuo non a caso ne parla prima perché qualora il Napoli e i suoi protagonisti che lui mette in discussione, poi dovessero vincere veramente, poi gli si chiederà di riconfermare tutti quelli che hanno vinto alzargli gli ingaggi e magari comprare anche qualcun altro, impedendogli di poter vendere i pezzi migliori a plusvalenza e non poter poi investire nei giovani in prospettiva che gli consentirebbero in futuro altre plusvalenze. Lo sappiamo, questo è un discorso molto controverso e difficile da accettare, quasi incredibile ma tutto questo però non si spiegherebbe diversamente dal fatto che ogni anno non appena si arriva a tanto così da un obiettivo che De Laurentiis non destabilizzi l’ambiente con dichiarazioni tanto gratuite quanto dannose su tecnico o calciatori. Basti ricordare anche lo scorso finale di stagione, con De Laurentiis unico a festeggiare con champagne dopo l’ultima partita con il Crotone che decretó la sconfitta in campionato. Stavolta non è lo scudetto ma vi è la possibilità concreta di poter vincere l’Europa League a minare le aspettative del presidente, e se De Laurentiis volesse veramente fare di tutto per vincetla, innanzitutto, avrebbe fatto mercato a gennaio, visto che a quel tempo si era ancora dentro a tutte le competizioni, ma pur accettando che non si avesse bisogno di operare in entrata, sicuramente non si sarebbe dovuto operare in uscita, perché cedere due centrocampisti come Rog e Hamsik pur non avendo bisogno di cedere e aver fatto carte false per cedere pure Allan, la dicono tutta sul fatto che negli obiettivi di De Laurentiis non ci sono vittorie sportive, ma solo obiettivi economici di guadagno e risparmio, perché aver risparmiato i due ingaggi di Rog e Hamsik e in più aver guadagnato i soldi ricavati dalle cessioni gli ha portato nelle casse una trentina di milioni, imaginate che colpo se fosse riuscito pure a incassare 120 milioni per Allan, avrebbe fatto bingo e il Napoli ne sarebbe uscito ancor più indebolito, ma contemporaneamente anche senza cedere Allan ha comunque indebolito la squadra cedendo Hamsik e Rog ora che a centrocampo sono venuti a mancare alcuni elementi della rosa fra infortuni vari. Inoltre, siccome anche nell’emergenza Ancelotti ha portato comunque il Napoli ai quarti di Europa League, alla vigilia del doppio confronto con l’Arsenal cosa fa De Laurentiis per destabilizzare lo spogliatoio? Anticipa ai suoi calciatori che alcuni andranno via perché in accordo con il tecnico si è già deciso che qualcuno seppure fra i campioni non è adatto al gioco di Ancelotti. Questo significa innescare una miccia pericolosa all’interno dello spogliatoio e sarà del tutto normale che alcuni elementi della rosa possano risentirsi e cominciare a pensare ad altro invece che di concentrarsi sugli obiettivi. Noi crediamo che non solo i calciatori tirati in ballo da De Laurentiis possano essere fortemente seccati, ma ancor di più sarà seccato Ancelotti che mai avrebbe condiviso le dichiarazioni precoci di De Laurentiis sul futuro di certi suoi calciatori alla vigilia dei quarti di EL. Ma è chiaro che il presidente non parla mai a caso, evidentemente era necessario mandare questo messaggio solo apparentemente improvvido, ma non per le sue strategie. A questo punto siamo ragionevolmente certi che il rinnovo di Ancelotti dato per scontato da tutte le parti, a questo punto non sarà così scontato, se il Napoli dovesse uscire ai quarti per queste inutili e dannose interferenze presidenziali, ma soprattutto se in futuro si venderanno elementi cardine senza che arrivassero investimenti adeguati. A questo punto non resta che aspettare gli eventi, ma se in passato è andata sempre così, non vediamo come possa cambiare oggi, anche perché De Laurentiis mai come nel prossimo mercato avrà la possibilità di fare il pieno di plusvalenze sia fra i gioielli più richiesti che quelli più di prospettiva. Ora è chiaro che giocatori come Allan, Koulibaly, Insigne, Hisay potranno procurare grandissime plusvalenze ma ci sono anche calciatori come Mertens, Callejon e Albiol, avanti con l’età ma che dai quali è ancora possibile ricavare notevole denaro, poi ci sono degli esuberi importanti che non dovrebbero far parte del progetto come Ounas, Verdi, Diawara dai quali pure ricavare decine e decine di milioni. E a tal proposito dovessero presentarsi occasioni di grandi plusvalenze non ci sarà Ancelotti che tenga per rinunciare a tali prospettive di ricavi. Insomma sarà un mercato davvero intrigante per capire il futuro di tutti, presidente, tecnico e squadra, peró siamo certi fin d’ora che dominerà la linea presidenziale, ma per De Laurentiis stavolta sarà molto difficile gestire ancora al meglio questo tipo di politica e strategie, perché abbiamo la sensazione che malgrado le campagne stampa amiche, sarà molto difficile convincere tutti i tifosi, e alcuni di loro già da tempo disertano lo stadio, a causa di questo eterno e illusorio progetto, ma soprattutto dovrebbe essere difficile convincere un tecnico scafato ed esigente come Ancelotti, a meno che per il tecnico non sarà più importante restare a Napoli per la figlia, per dare un futuro al figlio, perché a Napoli si vive e si mangia bene e quant’altro. Ma sinceramente ci rifiutiamo di pensare che un tecnico del genere sputtani tutta la sua carriera solo per garantirsi una comoda pensione dorata avallando certe avide politiche presidenziali, però ormai manca poco al finale di stagione e al prossimo mercato già in atto, non resta che aspettare gli eventi, perché nel calcio i bluff non durano mai troppo a lungo anche se a Napoli De Laurentiis finora ci è riuscito benissimo anche con fortuna a farlo, ma difficilmente sarà ancora possibile! Chi vivrà, vedrà!

Pippo Trio

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