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Più facile che si ceda Insigne a plusvalenza che non Verdi o altri, ma forse stavolta è meglio così!

Le logiche di mercato di De Laurentiis ormai le conosciamo tutti, e sappiamo benissimo che quando un calciatore raggiunge la sua massima valutazione di mercato e dovesse arrivare l’offerta giusta, matematicamente diventa a rischio cessione. Nel Napoli i calciatori che hanno raggiunto il valore massimo sono: Koulibaly, Allan, Insigne, poi vi sono i gioiellini sui quali si è investito da poco discrete somme di denaro in ordine di tempo, come Milik, Zielinsky, Verdi Meret, Fabian, Malcuit , che a parte i due polacchi, ormai entrambi vicini al rinnovo, per le logiche di mercato di De Laurentiis sarà difficile che si privi di calciatori dal grande futuro vista l’età e gli ampi margini di miglioramento, che raggiungeranno valori di mercato massimi solo fra qualche anno. Fra questi l’unico ad aver già un’età matura potrebbe essere Verdi, sul quale il Napoli ha tanto insistentemente puntato, prima a gennaio della scorsa stagione e poi in estate, prendendolo alla considerevole cifra di 25 milioni. Verdi, purtroppo fra un infortunio e l’altro, con tanta concorrenza nel ruolo, ha fatto gran fatica a dimostrare il suo sicuro talento, in aggiunta a queste problematiche, un carattere e una personalità non ancora alla pari delle sue doti tecniche, ne hanno ritardato l’integramento, non tanto dal punto di vista ambientale perchè a Napoli insieme alla sua partner si trova benissimo, ma quanto a risultare elemento cardine della rosa. Queste difficoltà palesate e non ancora fugate prima di ieri a Roma, dove senza Zielinsky squalificato e Insigne infortunato, ha potuto finalmente esprimersi liberamente nel suo ruolo preferito, risultando a nostro avviso il migliore in campo alla pari di Koulibaly e Fabian Ruiz , facendo assist e segnando un gran bel gol, pur avendone sbagliato uno clamoroso, ma comunque ha dimostrato di esserci puntualmente nella posizione, sia per rifinire che per finalizzare, ed è proprio questo che si chiede ad un giocatore in quel ruolo, e Verdi ieri contro la Roma lo ha fatto benissimo e con ampi margini di miglioramento. Ora, basterà una sola partita cominciata da titolare a convincere Ancelotti che su di lui potrà contare in futuro nel suo Napoli, quello che sta pazientemente ridisegnando? In realtà Verdi ha giocato da titolare solo tre volte e solo in un’occasione ha fallito la prova, forse anche trascinato da tutta la squadra che non si espresse a dovere, ma quando fu schierato a Torino contro i granata e ieri a Roma, è risultato determinante per entrambi le vittorie, segnando e confezionando assist e belle giocate, che se confermate in questo ultimo scorcio di stagione farebbero pensare più ad una sua riconferma che non a quella di Insigne un tantino più indolente. Chiaramente non è per una questione di età perché Verdi forse ha anche qualche anno in più di Lorenzo, ma soprattutto per una questione di logiche di mercato, in quanto Insigne ha raggiunto una quotazione massima e per le dinamiche di mercato del Napoli diventa automaticamente cedibile, mentre Verdi vista la stagione non brillantissima, forse non ha neanche mantenuto la valutazione per cui il Napoli ha investito. Inoltre il Napoli ha troppi esterni e trequartisti, almeno due, magari anche tre partiranno, e fra questi sembra essere proprio Insigne l’indiziato numero uno, perché se è vero che su Mertens, suo eterno concorrente di ruolo ha recentemente garantito Ancelotti, Zielinsky ancor di più è un intoccabile, Callejon tatticamente imprescindibile, Verdi, Younes e Ounas cedibili solo in prestito perché non ancora vendibili a plusvalenza, e dando per scontato l’arrivo di Lozano o un altro attaccante, non potrà essere che Insigne il sacrificato. Lorenzo è più di tutti a rischio partenza anche per altri motivi, alcuni dei quali legati all’ambiente che non lo ha mai apprezzato fino in fondo, sia perché è sempre difficile essere profeta in patria e sia perché Insigne non da segni di grande personalità e maturità tale dal superare queste oggettive problematiche. Inoltre, una concorrenza nel ruolo troppo ricca, un modulo nuovo in cui è meno efficace per il suo modo di giocare, più da 433 o da 4231 che non da classico 442, e infine, come già detto la capacità con una sua cessione di poter portare tanti soldi nelle casse del Napoli che gli altri colleghi di reparto non porteranno, e magari dopo sei anni, anche per lui sarà arrivato il momento di cambiere aria. In effetti pure i due ultimi forfait dati all’ultimo minuto farebbero pensare… certo, non vogliamo azzardarci a dire che siano infortuni falsi o simulati, ma probabilmente che fossero infortuni da stress per aver troppo somatizzato una situazione di conflitto con una parte della critica, sarebbe possibile. Accadde allo stesso Verdi lo scorso anno con il suo Bologna quando venne a giocare al San Paolo e fu bersagliato dalla critica per non aver accettato Napoli . Però va anche detto che in genere i calciatori brevilinei sono meno soggetti a infortuni muscolari rispetto a quelli di tutt’altra stazza, e questi due risentimenti o contratture di Insigne ci fanno pensare che è proprio lo stress prima di una partita in cui assumersi grandi responsabilità ad avergli causato lo stop. Magari ci sbagliamo, ma sicuramente con due vittorie del Napoli così roboanti in sua assenza non aiutano un suo sereno ritorno a meno che con l’Arsenal non contribuisca in prima persona a fare la differenza e portare la qualificazione a casa zittendo tutti e confermare di essere il giocatore simbolo del Napoli da cui non si può prescindere in futuro e intorno al quale farci girare tutta la squadra. Noi sinceramente, pensiamo che difficilmente Insigne abbia la capacità mentale per imporsi come il capitan futuro che ci si aspettava sarebbe stato, forse oltre alla personalità non ancora matura per reggere tale situazione ambientale e di critica, non ne avrà nemmeno più tanta voglia. E come già detto, forse sarà pure meglio per tutti che, se proprio il Napoli dovesse cedere uno dei top, fosse Insigne il sacrificato, non solo per tutti i motivi e le logiche di mercato stile De Laurentiis, ma perché se Ancelotti si è pronunciato così tanto sul futuro di tutti e non di Insigne, farebbe capire pure perché il presidente in questi giorni ha dichiarato, tra l’altro improvvidamente prima di un quarto di finale così importante, che uno dei campioni del Napoli potrà pure andar via, perché magari non adatto al nuovo disegno tattico del futuro Napoli di Ancelotti. Noi siamo ragionevolmente certi che fosse Insigne l’indiziato e in questo caso forse è unìipotesi che trociamo pure accettabile, anche se non è che De Laurentiis lo cederà a cuor leggero e soprattutto non a prezzi di outlet, su questo ci si può scommettere. Ma fra un Koulibaly e Allan che farebbero incatenare Ancelotti in caso di loro cessione, l’imprescindibile Callejon, lo stimatissimo da tutti, Mertens, il Verdi, dalla cui cessione poco si potrà ricavare, non potrà che essere Insigne a partire sotto l’egida del marchio Raiola, che significherebbe più moneta per tutti e la possibilità di sbaragliare la concorrenza per Lozano. Scrivendo, scrivendo ci convinciamo sempre più che questo sia l’ultimo anno di Insigne in azzurro, però il calcio esoprattutto il mercato sono imprevedibili, quello che vale oggi non vale domani e non resta che aspettare gli eventi. Noi d’altro cannto, pur non condividendo quelle che riteniamo le avide strategie di mercato di De Laurentiis, nel caso di una cessione forzata di uno dei big, preferiremmo fosse Insigne, un altro Koulibaly o un altro Allan, non tanto dal punto di vista tecnico perché non è che fossero il massimo da quel punto dio vista, ma da quello della qualità specifica del ruolo, dalla grinta, dalla fisicità e dall’essre così particolarmente integrati nel tessuto di squadra, prima che eventuali loro sostituti si integrassero allo stesso modo, in tal casdo sarà veramente difficile trovare di meglio. Mentre avere in squadra ancora Zielinsky, Mertens, Callejon, Verdi, Ounas e Younes a turno e in alternativa , uno che faccia come Insigne o forse anche meglio, lo abbiamo già in rosae poi bisognerà sempre vedere quanto potrà incidere Lozano, dando per scontato che arriverebbe grazie alla doppia operazione con Raiola. Vada pure in pace Lorenzo, sicuramente con il suo indiscusso talento gli sarà più facile conquistare l’Europa che non la sua città, ma gli sia chiaro anche in quel caso servirà maturare in fretta, non c’è più molto tempo se ambisce al top, però con un ingaggio migliore e minor pressione ambientale, magari gli riuscirà più agevolmente altrove che non a Napoli, e noi glielo auguriamo di vero cuore!

Pippo Trio


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