Il Napoli, come la cucina di Masterchef, per vincere serve un grande cuoco non un oste della tradizione
Aprile 2, 2019
Universiadi: De Luca, invece di fare squadra con il Comune, continua a ‘bullizzare’ l’assessore Borriello
Aprile 3, 2019

M5S in ‘ansia da prestazione’ si butta a sinistra: Pd pronto a dialogare

Il Movimento cinque stelle, al culmine della sua maturazione, cambia pelle per non scomparire e si mette a giocare alla politica. L’operazione nella sua ingenuità è ardita, ma tanto vale cominciare e vedere cosa accade.

di Peppe Papa

Hanno capito che inseguire Salvini sul terreno di una destra selvaggia, allergica ai diritti, più populista di quanto non lo siano loro stessi, è inutile, non paga. Così provano a buttarsi a sinistra, cercando di recuperare il voto di dissenso provenuto dal Pd che li ha abbandonati, lasciandosi aperta una finestra che guarda a quei democrat, a partire dal suo segretario, i quali non disdegnerebbero, “qualora vi fossero le condizioni”, di intraprendere un’avventura insieme.

Il Movimento cinque stelle, al culmine della sua maturazione, cambia pelle per non scomparire e si mette a giocare alla politica. L’operazione nella sua ingenuità è ardita, ma tanto vale cominciare e vedere cosa succede. Il prossimo step sono le lezioni europee di fine maggio, i sondaggi dicono brutto, c’è bisogno di darsi una smossa cominciando a pendere le distanze dal loro alleato di governo, “sporcandone” ogni mossa “come finora ha fatto lui…”.

Dallo stato maggiore grillino hanno fatto sapere che “da ora in poi risponderemo colpo su colpo alle loro provocazioni. Soprattutto – hanno sottolineato – ci faremo sentire sui temi della sicurezza e non faremo passare altre scelte di estrema destra come l’orribile convegno sulla famiglia di Verona”. E, come primo atto concreto del nuovo corso, hanno seppellito definitivamente il disegno di legge del senatore leghista Pillon su separazione e affido condiviso, definito “oscurantista”, con la dichiarazione di un esponente di peso della nomenclatura Cinquestelle, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Vincenzo Spadafora.

“Il provvedimento Pillon è chiuso – ha detto ospite della trasmissione tv, Omnibus – quel testo non arriverà mai in aula, è archiviato. Sono state fatte le audizioni in Commissione Giustizia, adesso c’è un nuovo tavolo LegaM5S al quale sono invitate anche le opposizioni”. Che non aspettano altro pur di infilarsi in qualche modo nelle crepe apertesi nel cemento del contratto di governo giallo-verde e rientrare in partita.

Da una parte Forza Italia che spera di recuperare un rapporto organico con Salvini specialmente adesso che viaggia con il vento in poppa, dall’altra il Pd del nuovo corso il quale a sua volta strizza l’occhio ai pentastellati con la convinzione di poterli prima o poi fagocitare e ristabilire il vecchio ordine. In breve, tra auspici e illusioni, più o meno la solita manfrina destinata, appena dopo l’appuntamento elettorale continentale, a fare i conti con la realtà di un Paese la cui economia sta rapidamente precipitando verso il baratro.

Servirà probabilmente una cura da cavallo, chi si accollerà l’incombenza? Difficile sia qualcuno dell’attuale compagnia di giro della politica italiana, d’altronde Cottarelli è da un anno in panchina in attesa di essere chiamato al capezzale dell’Italia da Mattarella. In fondo converrebbe a tutti, anche a chi eventualmente dovesse uscire trionfante dalle urne, nel frattempo che lui fa il lavoro sporco loro potrebbero dedicarsi  a riorganizzare i fronti stabilendo nuove gerarchie e strategie proseguendo la legislatura, chiamata tra l’altro, a dover eleggere il prossimo presidente della Repubblica.

Sempre che non spunti un terzo incomodo in grado di sparigliare le carte, una formazione politica del tutto inedita capace di catalizzare quella parte di società silenziosa e disincantata che si è rifugiata nell’astensione. Sarebbe allora un’altra storia, dove molti dei protagonisti attuali scomparirebbero dalla scena per mai più probabilmente farci ritorno, il che rappresenterebbe già un’apprezzabile risultato.

1 Comment

  1. Gmail ha detto:

    All’articolista è tutto chiaro, chissà perché, anche il fatto che Cottarelli sia predestinato a salvare il Paese. La realtà è più complessa, purtroppo. L’unico modo per sparigliare le cose potrebbe essere una sinistra che attraverso una politica seria di alleanze possa disarticolare l’asse lega – M5S, per creare le condizioni di un governo con i grillini. Il M5S ha ancora una buona percentuale di voti e il problema è indebolire la lega e la destra del nostro paese.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *