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A Roma tutti leoni, dopo Empoli, solo coglioni… Un po’ di equilibrio nei giudizi non guasterebbe

Il mondo del calcio è strano, soprattutto quello del calcio parlato, dove vale tutto e il contrario di tutto. E allora capita che si vince una partita e si è i più forti al mondo, una settimana dopo si perde e non si è all’altezza di una squadra che lotta per non retrocedere. Questo è tipico del tifoso medio, indotto a pensare così grazie a un mondo come quello del giornalismo sportivo che per fare ascolti, audience, lettori, esaspera ogni argomento cavalcando l’onda del momento con commenti, opinioni ora con enfasi esagerata, ora con critiche, accuse, veleni del tutto fuori luogo senza che si tenga conto che il calcio è un gioco e come tutti i giochi di abilità si vince e si perde, esistono gli avversari che competono, dove ognuno ha diritto a vincere come pure a perdere senza che altri debbano giudicare quanto non abbia già giudicato il campo. A Napoli questo modo un po’ isterico di vedere e giudicare il calcio viene esasperato ancor di più che altrove, per questa grande passionalità che i napoletani riversano nel calcio, ma non perché siano diversi dagli altri, perché accade dovunque, ma perché il calcio è forse il mezzo più semplice e alla portata di tutti per potersi permettere un riscatto sociale che purtroppo in tanti altri settori è più difficile ottenere. Lungi da noi voler fare della sociologia spicciola, ma diversamente non si spiega questa totale irrazionalità quando si tratta di parlare e analizzare il calcio, altrimenti qualcuno dovrebbe spiegarci perché una squadra come il Napoli, la settimana prima vince a Roma e i calciatori, il tecnico diventano tutti eroi e poi tre giorni dopo ci si rimangia tutto per un incidente di percorso, l’ennesimo e visto che non si tratta di un episodio isolato, ma è già capitato più di una volta, magari anche due, tre o quattro se non cinque o sei e allora non si capisce nemmeno l’enfasi di certi giudizi di soli tre giorni fa. Non si riesce a capire perché chi fa calcio parlato, opinione, informazione tende a ignorare quanto accada in un campo di calcio, in una partita e in un’intera stagione se non addirittura ignora la storia del calcio immaginandosi un calcio tutto suo che prescinde dai risultati, dalle carriere dei protagonisti, dalla storia delle squadre e dei club, e magari si giudica vincente un allenatore che non ha mai vinto niente, e un rincoglionito un tecnico che magari ha fatto incetta di titoli e trofei, oppure giudicare top player un calciatore che non fa tre partite buone di fila e magari giudicare un brocco chi ha un rendimento costante. Purtroppo a Napoli siamo abituati a queste montagne russe dei giudizi e allora capita che un Higuain fa 40 gol in campionato, diventa il miglior centravanti al mondo, poi va via dalla propria squadra e repentinamente diventa uno sfigato di calciatore. A Napoli è capitato anche con gli allenatori, che si idolatrano oltre modo l’eroe in camicia Mazzarri, piuttosto che il rivoluzionario Sarri in tuta, i quali in tutta la loro carriera hanno vinto poco o nulla e al contrario si spermacchiano con fastidiosa indisinenza e mancanza di rispetto allenatori che hanno vinto tutto quello che si può vincere nel calcio come Benitez e Ancelotti… Ma quello che più ci lascia perplessi è che pensano pure di avere ragione! Ieri il Napoli perde a Empoli e solo tre giorni fa gli stessi che avevano vinto a Roma tranne qualcuno in panchina sembravano tutti campioni, Ounas paragonato al miglior Lavezzi, Fabian Ruiz a Kakà e Redondo, ancor prima a Insigne volevano dagli la 10 di Maradona e la fascia di capitano, ma ora è caduto in disgrazia per aver sbagliato un calcio di rigore. Insomma basta poco affinché si cambi idea con la stessa disinvoltura e convinzione di quando si diceva il contrario. I calciofili sono gente strana, senza alcuna memoria, pazienza, lungimiranza, per loro conta il momento, vivono per il giorno di gloria, sarebbero capaci di rimangiarsi qualsiasi cosa detta in precedenza o magari quando si verifica momentaneamente una situazione pronosticata in precedenza autocitarsi come di chi avesse scoperto l’America. Dicono che questo continuo opinare sia il bello del calcio, il grande fascino sello sport più popolare al mondo.., Sarà pure, ma noi troviamo tutte queste opinioni seppur rispettabili, davvero irritanti per il semplice fatto che non tengono conto di una realtà più complessiva dei fatti, e non è che possa essere spacciata per opinione qualsiasi fantasia che è solo ed esclusivamente nella propria testa e magari imporla anche come grande verità solo perché la si dice in televisione, sui giornali in radio o sulle pagine web come se questi mezzi mediatici di cui si fa grande abuso fossero le tavole della legge. Non guasterebbe un tantino di equilibrio nei giudizi e tanto realismo nelle opinioni, si vivrebbe tutti il calcio più obiettivamente, con grande divertimento e gioia, se solo si accettasse più serenamente il giudizio del campo, ma purtroppo non sarà mai così, perché nel calcio esistono le fazioni addirittura dentro la stessa fazione dove a loro volta si giocano partite nelle partite quella fra sedicenti competenti, opinionisti, che salgono e scendono dai carri con grande disinvoltura, rimangiandosi tre giorni dopo le solenni verità di tre giorni prima… E comunque si continua a dire che questo è il bello del calcio! Sarà pure così per tanti, noi lo troviamo l’aspetto peggiore del calcio….

Pippo Trio

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