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L’OPINIONE (di Umberto Minopoli) Governo senza alternativa e il Titanic delle opposizioni che ‘brindano’ al…nulla

La maggioranza giallo-verde che fa sia il governo che il suo contro nullifica ogni credibile idea di alternativa. E’ il Titanic delle opposizioni. Le quali, invece, brindano al …nulla: Forza Italia si accontenta di rinviare la…sparizione, il Pd sembra un pugile suonato che si accontenta del…20%. Inutile e che non sposta nulla.

di Umberto Minopoli

Stamane un sondaggio dà, alle europee, il governo stabile al 60% (con i 5 Stelle al 23%, secondo partito, e la Lega al 36%).

Abbiamo scherzato! Un anno di fallimenti del governo, di isolamento internazionale, l’ingresso nella recessione, paralisi, risse, divisioni, proteste sociali di imprese e lavoratori, non lasciano traccia: i populisti non risultano scalfiti. Si redistribuiscono i voti al loro interno ma restano inossidabili.

E’ il tracollo politico dell’opposizione, la loro sconfitta, il giudizio netto di un loro fallimento e inadeguatezza. Nelle condizioni per loro più favorevoli le opposizioni falliscono il colpo. Questa maggioranza, che fa sia il governo che l’opposizione di se stessa, nullifica ogni credibile idea di alternativa. E’ il Titanic delle opposizioni. Che, invece, brindano al …nulla: Forza Italia si accontenta di rinviare la…sparizione, il Pd sembra un pugile suonato che si accontenta del…20%. Inutile e che non sposta nulla.

In Italia si conferma, dunque, che non esiste un’alternativa al governo e le opposizioni, invece, brindano alla loro…inutilità. Se Forza Italia è patetica il Pd è irritante. Rischia di perdere pure il “primato” di secondo partito, è doppiato dalla Lega, sta sparendo al Sud, perde a rotta di collo in tutte le elezioni locali, ma canta vittoria per la partecipazione alle Primarie ( non più alta di altre volte) e fa credere che Zingaretti (e la sua linea) trionfano se il Pd prende, alle europee si badi bene (dove parte dal 41% )…un voto in più del 18,7% del 2018.

E in nome di questa irritante e inutile scemenza si consente al partito zingarettiano una tattica elettorale demenziale. Il Pd non ha fatto nulla per presentare alle Europee un fronte unito di socialisti, liberali, civici, Verdi europee. In compenso si è messo ad inseguire lo zero virgola alla sua sinistra, i residui di Leu, la ridotta degli scissionisti: senza voti ma in cerca di posti da eletti.

Un anno fa le Europee venivano presentate, ad esempio da Calenda e altri, come l”occasione per avviare la costruzione di una alternativa nuova ed efficace ai populisti. Che non può più essere destra contro sinistra ma “repubblicana”: unionista e federalista in Europa, che metta insieme tutte le forze che si oppongono al sovranismo e al populismo. Non lo vede Calenda che Zingaretti proclama l’opposto di questa politica? Non lo vedono i sedicenti renziani nel Pd, che, scioccamente (tranne una minoranza di eroici resistenti), plaudono al segretario vincitore in nome del rispetto del voto alle primarie, che la linea di questi mette i dem fuorigioco? Non vedono che la lista aperta o larga (come dice Prodi) è una volgare truffa: si allarga solo a quelli che nel Pd c’erano già nel 2014 (ultime europee) e ad …un nuovo iscritto, Calenda? Dov’è l’allargamento? Che aspettano i renziani, se ci sono ancora, ad aprire gli occhi e dire la verità?

Un’ “altra strada” è necessaria e urgente. Ma non può essere, caro Matteo Renzi, il titolo di un bel libro e affollate conferenze. Almeno per i renziani che stanno nel Pd sarebbe ora di segnalare che la linea di Zingaretti…non porta da nessuna parte.

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