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CULTURA Mostra sui tesori di Longola, villaggio protostorico scoperto nel 2000

Reperti visitabili all’Antiquarium di Boscoreale fino al 18 gennaio 2020

Agenzia DIRE

Il sito di Longola fu scoperto casualmente nel 2000 durante i lavori per la realizzazione dell’impianto di depurazione di Poggiomarino-Striano e dal 16 aprile questo insolito villaggio protostorico diventa una mostra. L’esposizione, allestita al piano superiore del museo dell’Antiquarium di Boscoreale (Napoli) è in programma fino al 18 gennaio 2020.

La mostra espone i reperti dell’abitato di Longola, dalla produzione artigianale come lavorazioni del legno, di osso e metallo, la filatura e la tessitura, gli ornamenti personali, il sentimento religioso. Sono visitabili per la prima volta dal pubblico anche due piroghe monossili rinvenute nell’area della darsena del villaggio e alcuni esemplari di mangiatoie per animali e ruote di carro, viva testimonianza della vita quotidiana degli abitanti di Longola.

Lo scavo condotto dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei ha messo in luce un insediamento perifluviale frequentato dalla media Età del Bronzo fino al VI sec. a.C., unico per l’Italia meridionale.

L’abitato, al centro della valle del Sarno, godeva di una posizione strategica, ben collegata con i comprensori limitrofi e con la costa e sorgeva in ambiente umido, su isolotti artificiali circondati da canali per gli spostamenti interni ed esterni. Le abitazioni erano costituite da capanne diverse per orientamento, forma e per articolazione degli spazi.

Tutte le fasi di vita del villaggio mostrano come lo spazio abitativo sia stato costantemente riorganizzato per adattarsi ai continui mutamenti dell’area e per sottrarre spazio all’acqua con operazioni di bonifica, di regimentazione delle acque superficiali in canali secondari e con innalzamenti periodici dei piani di calpestio, per creare livelli più compatti e resistenti. L’acqua, che ha sempre caratterizzato la vita del villaggio, ha consentito la straordinaria conservazione di materiali deperibili delle abitazioni e delle infrastrutture, che hanno costituito un eccezionale dossier per indagini dendrocronologiche, archeobotaniche e archeozoologiche.

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