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SSono 60 i ragazzi tra 6 e 13 anni coinvolti, monitorati per 6 mesi al termine dei quali saranno valutati i miglioramenti fisici e psico-sociali. Bernasconi (Rugby Parma): “Il nostro sport permette ai ragazzi in sovrappeso di non sentirsi stigmatizzati: nel rugby la presenza fisica è importante”

Agenzia DIRE

Il gioco del rugby, per le sue caratteristiche tecniche che, in alcuni ruoli, avvantaggiano i giocatori più pesanti, può essere uno strumento utile a spingere i bambini sovrappeso oppure obesi verso la pratica di un’attività sportiva utile nel loro percorso di crescita funzionale, superando il problema dello stigma legato al peso che, spesso, rende difficile il loro avviamento allo sport. E’ l’idea alla base di “Move your body”, il progetto promosso da Rugby Parma con il patrocinio della Federazione italiana rugby, della Federazione medico sportivo italiana e del Comune di Parma. Obiettivo? Avviare al rugby 60 bambini e ragazzini in sovrappeso o obesi di età compresa tra 6 e 13 anni.

“Crediamo nei ragazzi e nella forza educativa e formativa che lo sport porta con sé – ha detto Rocco Ferrari, presidente di Cuori gialloblù, associazione di ex giocatori – Abbiamo voluto costruire un comitato scientifico di grande rilievo che unisse professionalità differenti del mondo dello sport, della medicina e dell’università impegnate per affrontare insieme il tema del sovrappeso”.

Considerando che molti bambini e ragazzi non praticano regolarmente uno sport, il rugby è un’opportunità per avvicinarli alla pratica sportiva, cercando di rompere il circuito sedentarietà-sovrappeso-obesità.

“I bambini e i ragazzi coinvolti saranno monitorati per 6 mesi, durante i quali verranno valutati i miglioramenti fisici e psicosociali di ciascuno”, ha detto Francesca Scazzina, dell’Unità di nutrizione umana del Dipartimento di Scienze degli alimenti e del farmaco dell’Università di Parma.

L’idea è di indagare il ruolo che uno sport di squadra come il rugby può avere sul miglioramento delle competenze socio-emotive del bambino. I partecipanti verranno coinvolti in un intervento educativo, aperto anche ai genitori, per promuovere una sana e corretta alimentazione, anche in funzione dell’attività fisica che verrà svolta dal bambino.

“Metteremo tutte le nostre professionalità a disposizione per sviluppare appieno l’inclusione di tutti i ragazzi – ha detto Bernardo Borri, presidente di Rugby Parma – La tipologia del nostro sport permette anche ai ragazzi in sovrappeso di non sentirsi stigmatizzati, nel rugby infatti la ‘presenza fisica’ è un elemento importante, essendo uno sport di contatto. Abbiamo tutte le carte per realizzare al meglio questo progetto”.

Per Sergio Bernasconi, presidente del comitato scientifico di Move your body, “questo progetto ha il pregio di aver saputo unire enti pubblici e strutture sportive come quella di Rugby Parma in un unico obiettivo. Sedersi a un tavolo, condividere e proporre strategie per affrontare una problematica che coinvolge i giovani è un metodo fondamentale per ottenere risultati e Move your body parte proprio da qui: una condivisione di intenti con una forte base scientifica portata dall’università e dai medici specialisti nel campo dell’obesità”.

L’apprendimento di una corretta alimentazione da abbinare allo sport sarà favorito da Conad Centro Nord, partner del progetto. “E’ importante dare la possibilità a tutti i bambini di praticare attività fisica che diventa non solo educazione allo sport ma anche strumento di coinvolgimento e inclusione sociale per una società che ha sempre più necessità di stare insieme, di vivere in una comunità condividendo i momenti di piacere, di sacrificio e fair play incarnati dallo sport – ha detto Paolo Incerti, vicepresidente di Conad Centro Nord – Forniremo a tutti i partecipanti un kit di prodotti selezionati dal nutrizionista tra quelli delle nostre linee a basso contenuto calorico e sostenibili”.

“Sosteniamo questo progetto perché affronta con un metodo scientifico, quindi replicabile in futuro una problematica delicata quale il sovrappeso nei ragazzi – ha detto Marco Bosi, vicesindaco del Comune di Parma, con delega allo Sport – e lo fa attraverso professionisti e usando lo sport. Sarà un successo se in futuro altre società vorranno attuarlo, utilizzando lo stesso metodo”.

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