La fantasmagorica epopea di De Magistris: da sindaco ‘zapatista’ a entertainer della movida cittadina
Maggio 2, 2019
“A mille ce n’è di deliri e fiabe da narrar”… ecco a voi le ultime dal Napoli
Maggio 6, 2019

I big del Napoli hanno un valore di mercato della metà di quanto pensi De Laurentiis…

…ecco perché alla fine restano quasi sempre tutti!

De Laurentiis crede di essere il più furbo quando si tratta di fare mercato, spara altissimo quando si tratta dei suoi calciatori e si scandalizza quando lo fanno altri per i loro gioielli che tanto gli interessano. In realtà, nessuno si è mai fatto infinocchiare dal presidente del Napoli, sia in entrata che in uscita perché quei pochi calciatori che il Napoli ha venduto a plusvalenza valevano esattamente quello che altri hanno speso per acquistarli, perché Quagliarella sette anni fa valeva anche più dei 20 per cui è stato ceduto, basti pensare che a 34 anni suonati è il capocannoniere del campionato, poi Lavezzi i cui 30 milioni che ha speso il Psg valeva tutti e lo stesso dicasi per Cavani 65, per non dire di Higuain che quando fu ceduto era fra i primi tre centravanti al mondo valendo per intero la cifra che spese la Juve in due rate da 45 milioni con lo sconto di 5. Quindi tutta questa genialità sul mercato di De Laurentiis proprio non la riscontriamo, anche perché il Napoli negli anni di sua gestione avrà acquistato più di cento calciatori di cui sono venuti buoni una dozzina e il resto una bella insalata mista tra bidoni, pacchi, ectoplasmi vari che a nessuno piace ricordare. Fra questi anche una serie di giocatori buoni, ma normali, comprati a cifre quasi da top, basti pensare ai più recenti acquisti di Maksimovic a 25 milioni, Pavoletti a 18, lo stesso Milik a 40, 30 per Fabian Ruiz per non parlare di alcuni acquisti del passato presentati come top fra i vari Datolo, Navarro, Inler, Vargas, e altri. In effetti anche tutti questi giovani comprati a dozzine di milioni non è che poi si fossero rivelati dei crack, perché i vari Rog, Diawara, Ounas, Younes, lo stesso Zielinsky, Fabian Ruiz non è che al di là di qualche sporadica grande prestazione avessero dimostrato la continuità del futuro campione. Magari per qualcuno di loro occorrerà più tempo, ma top player nella maggior parte dei casi si diventa già da giovanissimi, al massimo dopo i 24 anni, ma se arrivano gia a 25 e ancora alternano prestazioni buone ad altre meno, qualche dubbio è lecito porselo. Oggi i calciatori del Napoli che hanno una valutazione da top dovrebbero essere quelle di Koulibaly, Allan e Insigne, ma sinceramente qualcuno pensa davvero che Koulibaly valga 120 milioni? Allan e Insigne intorno ai 100? Stimiamo moltissimo Koulibaly, è veramente un gran difensore in un’epoca in cui scarseggiano nel ruolo, per grande fisicità, mentalità e personalità, ma di sicuro con i piedi non ricorda Nesta o Thiago Silva, ne tantomeno Thuram tranne che per il colore della pelle. Però di sicuro K2 è fra i difensori più forti che ci sono in giro per l’Europa quindi un valore di mercato cospicuo lo ha sicuramente, non di certo 120, ma probabilmente a 100 Bonus compresi ci arriva mentre invece l’ottimo e volenteroso Allan con tutto il rispetto non può valere più di 40/50 se va bene, perché il centrocampista brasiliano per quanto bravo e capace nel suo ruolo di incontrista non è certamente un Vidal, nè tantomeno il Nainggolan dei tempi migliori che si è lasciato sfuggire per 20 milioni , giocatori che oltre a macinare gioco hanno sempre fatto i loro gol spesso determinanti. Allan difficilmente segna, e nell’economia di una valutazione di mercato questo suo deficit inciderebbe non poco. Lo stesso Insigne, se avesse confermato di essere il giocatore da 20 gol plasmato e forgiato da Zeman ai tempi di Pescara, magari la sua valutazione sarebbe cresciuta in modo esponenziale, ma la Serie B è una cosa e la A un’altra, per non dire dei palcoscenici europei dove per sfondare bisogna determinare più che mai, e al di là di qualche serata di buona vena, Insigne non è mai stato capace sia in Champions, ma neanche in Europa League e campionato di caricarsi il Napoli sulle spalle e fare la differenza, come la fanno tutti quei calciatori che hanno valutazioni di mercato di quelli millantati da De Laurentiis per Insigne o altri. Certo poi magari alcune scaltre strategie di bravissimi procuratori quali Raiola, quelle di marketing societario, grazie alla spinta di una stampa aziendalista possono pure aiutare, ma difficilmente il Napoli riuscirà a vendere calciatori come Insigne, Allan, Hisay a talune cifre, come in passato non si è mai ricevuto offerte indecenti per Hamsik. Magari sarà stato anche questo che ha poi costretto il Napoli a tenersi questi calciatori, per non dire quando si sparano cifre tanto iperboliche quanto ridicole per calciatori che in tre anni non hanno collezionato 10 partite, come Diawara e Rog. Insomma, possiamo capire che ognuno tiri l’acqua al suo mulino però poi non si capisce perché di tanti talenti accostati o proposti al Napoli in passato da Nainggolan a Icardi e Chiesa, recentemente per Piantek o Kuame per cifre sicuramente importanti, ma del tutto abbordabili visto quelle che oggi girano sul mercato e il Napoli, se li è sempre fatti scappare perché ad esempio dietro a uno come Chiesa De Laurentiis ci sbava da tre anni e non lo chiude mai e men che meno sarà possibile chiuderlo adesso. Quindi sarebbe un tantino da sfatare questa leggenda che vorrebbe De Laurentiis come il mago del mercato… diciamo che talvolta gli è andata discretamente bene, ma comunque i calciatori venduti a grandi plusvalenze avrebbero reso moltissimo anche se fossero restati, perché immaginiamoci cosa avrebbe reso Cavani a 25 anni dopo che già in tre anni aveva portato a suon di gol il modesto Napoli di Mazzarri quasi ai quarti di Champions e al secondo posto in campionato. Stesso discorso dicasi per Higuain che magari a Napoli aveva trovato il suo habitat naturale, quello che gli ha consentito di fare 40 gol in stagione battendo un record secolare e magari continuando avrebbe portato finalmente il Napoli a vincere qualcosa di più importante della coppa Italia e della Supercoppa che pure ha vinto, anche perché in semifinale di Europa League con Benitez ci era già arrivato e il profumo di scudetto era nell’aria, ma qualcuno ha pensato bene dopo i due secondi posti sia con Cavani che con Higuain di ricavarci quei 150 milioni in parte spesi malissimo per prendere una dozzina di mezze figure e solo alcuni buoni calciatori che comunque non potranno mai e poi mai valere i due bomber emigrati. In ogni caso queste sono solo le nostre opinioni sulle strategie di mercato del Napoli ma il proprietario è De Laurentiis ed è più che legittimo che ci faccia ciò che gli pare, però poi non si lamentassero delle contestazioni, che allo stadio la gente non ci va più nemmeno a prezzi stracciati del biglietto, perché come in qualsiasi forma di spettacolo se il casting non è quello secondo le aspettative, è anche normale che la gente non sia attratta. Il tifo per la propria squadra di appartenenza va bene, è commovente quello al di là del risultato, ma nel calcio contano pure i protagonisti e soprattutto conta vincere, e se una società che millanta di essere competitiva poi al mercato di gennaio, essendo ancora in corsa per tutto, invece di comprare pensa a vendere due centrocampisti come Hamsik e Rog e addirittura spasima a Parigi sotto casa degli sceicchi per vendere Allan, qualora gli arabi fossero impazziti, in quale modo potremmo convincerci che voglia essere competitiva? Solo uno scemo potrà pensarlo e chi lo sostiene offende l’intelligenza dei tifosi. Qui nessuno chiede top player e qualcuno magari il Napoli potrebbe pure permetterselo, soprattutto fra quelli che già erano in squadra, ma che addirittura si vendono calciatori della rosa senza nemmeno sostituirli non va assolutamente bene, per cui nessuno ha il diritto di lamentarsi del malcontento e della disaffezione dei tifosi soprattutto non deve farlo certa stampa aziendalista che fa sempre leva sui secondi posti ottenuti o con discorsi moralisti o con alibi sui fatturati, senza menzionare in alcun modo che a questo Napoli negli ultimi sei o sette anni sarebbe bastato pochissimo per vincere, senza che nessuno pretendesse Messi o Ronaldo ma quanto meno a trattenere campioni come Cavani o Higuain nei rispettivi periodi o magari addirittura affiancarli, siamo certi che il Napoli non sarebbe affatto fallito, anzi probabilmente avrebbe guadagnato di più in termini di incassi allo stadio, per sponsor e marketing perché è solo con i campioni e le vittorie che si cresce anche nel fatturato ed economicamente. Ma a qualcuno interessa guadagnare soldi così come si dice in gergo pokeristico: “pochi, maledetti e subito” e quando è così, c’è poco da fare, prendere o contestare!

Pippo Trio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *