I big del Napoli hanno un valore di mercato della metà di quanto pensi De Laurentiis…
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“A mille ce n’è di deliri e fiabe da narrar”… ecco a voi le ultime dal Napoli

Ma Il mondo Napoli nell’era De Laurentiis si è sempre arricchita dei racconti visionari di questo illusionista produttore di cinepanettoni ormai dismessi in favore delle favole, quelle che racconta in primis lui e poi i ben indottrinati cavalier serventi fra i tanti mangia pane a tradimento che frequentano tribune stampa, salottini televisivi, e quello che resta di redazioni sportive dei giornali ormai in coma profondo. Tutta questa campagna propagandistica ‘for president’ grazie ai ruspanti sostenitori fra alcuni sponsor del Napoli , che veicolati dallo stesso patron azzurro , sponsorizzano anche trasmissioni televisive, radio ufficiali e ufficiose, siti web colorati azzurro-pescheria, visti i tanti pesci adoranti che vi scrivono. Passi per gli accrediti in tribuna stampa, a qualcuno bisognerà pure assegnarli al San Paolo, ma ci piacerebbe capire senza tutto questo movimento, chi pagherebbe le lunghe gite fuori porta negli stadi italiani e quelle più affascinanti in giro per l’Europa o per un mese a Dimaro a tutti questi giornalisti che viaggiano sull’aereo della squadra, molti dei quali dipendenti di nessuno senza arte e ne parte, che non potrebbero permettersi nemmeno il pranzo e invece grazie ai loro servigi trovare chi paga le loro diarie di viaggio e rimborsi spese che diversamente senza il Napoli e i suoi generosissimi sponsor, dovrebbero trovarsi un lavoro serio, e invece eccoli qui tutti presi ogni santo giorno a raccontare favole per tifosi deficienti, fra un processo del lunedì, del martedì e fino a tutti i week end, marcando a uomo qualsivoglia critico del mondo azzurro. La favola più fresca che si racconta è quella più o meno del figliol prodigo Insigne tornato con la coda fra le gambe a casa da papà Ancelotti dopo le reprimende di Mino Raiola a tutti i personaggi della vicenda, presidente compreso, per avergli rovinato i piani su come sbolognare a suon di milioni l’ennesima copia contraffatta della Gioconda versione Lorenzo il Magnifico in giro per musei mitteleuropei. Tutto quel casino su Insigne, non deve essere andato giù al più grande piazzista di calciatori. Raiola, si sarà chiesto come si può essere tanto masochisti da parte di presidente, allenatore, Insigne e la famiglia di mettere su una tale bega interna dal far deprezzare un prodotto ormai neanche più tanto fresco e quasi in scadenza? E allora ecco che Raiola finalmente diventato l’agente procuratore ufficiale di Insigne prendere il timone in mano della querelle e sistemare tutto con la sua regia, facendo svolgere ad ognuno dei personaggi coinvolti il ruolo più adatto per salvare il salvabile. Ed ecco che “l’operazione simpatia” comincia con un video che circola in rete che mostra di un Insigne ‘stracciafacenne’ che non avendo di meglio da fare nella sua vita di privilegiato calciatore se ne va per i vicoli di Napoli a palleggiare con gli scugnizzi che palleggiano meglio di lui. Dopodiché ecco che da Vico Tofa il set favolistico si trasferisce a via Camerelle a Capri location Hotel Quisisana , mica un baretto qualsiasi e qui l’incontro fra Genny Savastano-Lorenzino con il boss De Laurentiis-Levante, un caffettino, una pacca sulle spalle e ‘appost accussì’, prossimo incontro a casa di Don Carletto o’ Maestrale, che a sua volta benedice il ritorno rispettoso con i piedi per terra e ‘scelle acalate’ del guagliunciello ribelle. Sopra tutti la regia di Mino, big e little Raiola, a salvaguardare i loro interessi sul nuovo affiliato che quei dementi a Napoli gli stavano sputtanando non appena avessero messo mano. Quindi dal divorzio annunciato con tanto di stracci volati riecco già il nuovo felice matrimonio fra il Napoli e Insigne per non far credere a quei pochi corteggiatori di poter mettere le mani sul ragazzo per una manciata di fave. C’era da ricostruire il patrimonio, o meglio riconfezionare il pacco con tanto di marchio doc, per poterlo vendere a prezzo di listino Raiola e non da outlet. Vuoi vedere che il re dei pacchi stavolta per la legge del contrappasso il pacco se lo sia preso lui? Probabile, ma Minone Raiola come i gatti castrati, vista la mole, ha sette vite e siamo certi che prima o poi a mercato iniziato un amante del genere, uno di quelli che spenderebbe l’impossibile per acquistare il settimo nano da mettere nel proprio giardino lo troverà, perché figuriamoci se avesse assunto la procura di Insigne fra mille difficoltà per un rinnovo contrattuale dell’assistito senza aumento o di svenderlo per fargli fare panchina all’Atletico Madrid. Non se ne parla e allora aspettiamo in trepida attesa i prossimi sviluppi di mercato e intanto subiamoci le colorite e deliranti favole sotto il cielo non più azzurro di Napoli, del grande presidente De Laurentiis, che ormai da quando c’è lui son finite pure le mezze stagioni e ci ritroviamo a maggio inoltrato in piena tempesta con pioggia e vento e De Magistris guardiano del faro ad annunciare le allerte meteo. Basterebbe disfarsi del presidente del Napoli e il cielo tornerà terso e anche il mitico San Paolo si riempirebbe di nuovo, ma purtroppo ci tocca ancora una maledetta primavera e i deliri presidenziali il quale per festeggiare per l’ennesima volta in perfetta solitudine la Champions conquistata aritmeticamente, rieccolo delirare riforme e suggerimenti di come si dovrebbe fare impresa nel calcio invece di farsi mangiare le risorse dalle istituzioni Fifa e Uefa. Stavano tutti aspettando lui per riformare il calcio ed eccolo che vorrebbe eliminare tutti i campionati nazionali pieni di Frosinoni e Crotoni inutili, quindi via anche alle obsolete Champions ed Europa League in favore di una megalega europea in cui per essere certo di esserci con il suo Napoli vorrebbe la partecipazione per sette squadre per ogni campionato fra i più importanti, altro che quattro, che invece riguarderebbero i campionati medio piccoli a partire da olandesi all’ultimo della sua personalissima lista. Ma i deliri non finiscono mai in preda alla rinnovata felicità dei festeggiamenti solitari del suo vero scudetto, quel secondo posto che gli garantisce di blindare per un altro anno l’ennesimo tesoretto di famiglia ed ecco che pontifica su come fare impresa nel calcio anziché gonfiare i portafogli di tutte le istituzioni calcistiche del pianeta. Reclama libertà totale di impresa, senza vincoli, lacci e lacciuoli imposti da queste organizzazioni massoniche del calcio senza nemmeno immaginare che se ci fosse totale libertà di impresa, quindi senza nemmeno una parvenza del fair play finanziario di questi anni , il buon De Laurentiis fra sceicchi, magnati vari fra russi, americani, cinesi e Agnelli vari, neanche gli sarebbe concesso avvicinarsi al mondo del calcio perché di un morto di fame che non investe un euro per strutturarsi, che ritiene di fare calcio ad lei livelli senza avere nemmeno un monolocale a sede di rappresentanza, un proprio centro sportivo, uno stadio tranne che con quello m che gli hanno permesso di scroccare da 15 anni, neanche gli permetterebbero di esistere, quindi si goda in pace quello che fin qui gli hanno elargito, perché se nel calcio dovesse cambiare musica, sarebbe meglio per lui scappare con la cassa con quei quattro pidocchi che ha messo da parte, perché poi in Europa e in giro per il mondo potrebbe arrivarci solo in crociera lui e la moglie, per godersi la ricca pensione regalatagli dai napoletani! Se ne stia zitto e muto prima di fare altri danni come nel caso di Insigne, che Raiola gli sta ancora ‘jastemmando i kitemmuorti’ oltre che quelli soliti e di ordinaria amministrazione degli ultrà del Napoli. De Laurentiis invece di delirare con il suo coro di leccaculo pensasse a come riempire di nuovo lo stadio ristrutturato grazie alle Universiadi, perché oggi con una media di 20mila a partita neanche nel calcio femminile lo farebbero più partecipare altro che superlega europea!

Pippo Trio

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