Chi paragona ancora Sarri a Benitez e ad Ancelotti, non capisce la storia del calcio, nemmeno quello in azzurro!
Maggio 12, 2019
L’OPINIONE (di Umberto Minopoli) Renzi leale con Zingaretti, bene: ma non vogliamo morire grillini
Maggio 14, 2019

Nuovo Pd: Pomicino sì, Bassolino no e c’è chi non ci sta

“Pd, Paolo Cirino Pomicino trasloca da Zingaretti” questo il titolo de ‘La Repubblica’ che con un articolo di Conchita De Gregorio ha dato conto  di un incontro riservato tra l’ex potente ministro Dc e il neo segretario dem per “un dialogo sereno, di prospettiva, sul Sud”.

di Peppe Papa

In pratica un “vis-à-vis” tra i due “cui sono seguite alcune riunioni tra Paolo e i suoi fedelissimi…un gruppetto assortito di ex, o attuali amministratori di provenienza Fi, Udc, Udeur che negli ultimi 25 anni si sono divisi o fatti guerre (anche) finte, e ora si ritrovano nella strategia inclusiva del Pd di Zingaretti”.

Una notizia a suo modo clamorosa, pur se ai tempi della liquidità della politica non sorprendente, che ha innescato immediatamente la reazione di quanti, nel centrosinistra che fu, ancora non si capacitano del trattamento riservato dai ‘compagni’ a Antonio Bassolino che di quella fase storica fu uno dei leader di maggior spessore e potere.

Il primo a prendere carta e penna (si fa per dire) e mettere nero su bianco la propria perplessità di fronte al doppiopesismo del Partito democratico nei confronti di una vicenda umana e politica che ha visto e vede protagonista l’ex sindaco del “rinascimento napoletano” è stato Gianfranco Nappi, storico braccio destro di Bassolino ai tempi del governo di Palazzo Santa Lucia e anche lui uno dei ‘desaparecidos’ del suo staff messo alla gogna e finito nell’oblio, con un post polemico su Facebook.

“Devo confessare che fa sorridere questa nascente intesa del Pd di Nicola Zingaretti, il segretario che avrebbe dovuto/voluto rivoltare il partito, nientemeno con Paolo Cirino Pomicino – ha scritto Nappi – Ora, sul piano umano il personaggio potrà anche ispirare simpatia, sono lontani i tempi nei quali tra, allora avversari politici non ci salutava neanche, però stiamo parlando di un simbolo di una certa idea della politica e della sua pratica, di una concezione del potere che ha riportato poi all’eclissi dei partiti che l’hanno interpretata”.

Poi, senza fare molti giri di parole è venuto al punto: “Ricordo il dolore quasi fisico che provai quando nel 2008, Veltroni in piazza Plebiscito a Napoli per la campagna elettorale volle ostentatamente non avere Bassolino sul palco insieme a lui; in politica i gesti simbolici contano, come ho visto situazioni simili ripetersi con tutti i suoi successori, da ultimo e in modo clamoroso, anche con Matteo Renzi”.

Infine l’affondo senza sconti al nuovo partito democratico e alla sua controversa dirigenza priva di memoria quando nel ricordare il trattamento riservato a Bassolino “tre anni fa a suon di brogli” alle primarie “prima di suicidarsi politicamente nel voto amministrativo” ha rimarcato la mancanza della apertura di una discussione “vera sulle origini sulle ragioni di una inconsistenza politica che per il Pd rasenta l’imbarazzo”.

Da qui l’invito di Nappi al suo antico alter ego, finora rimasto inascoltato, a lasciar perdere (“non capisco perché lui insista  se persino Pomicino sembra raccogliere più attenzione”) e impegnarsi nuovamente dando vita “a un movimento politico che incarni quel popolo che lui, testardamente, aveva saputo ritrovare (alle primarie ultime, ndr)”, la base di un consenso mai tramontato.

Innumerevoli sono stati i commenti di apprezzamento al ragionamento condotto da Nappi, tutti improntati alla dichiarazione di disponibilità a scendere in campo al “primo segnale di via libera” dell’ex governatore, così come retoricamente rassicurante di uno degli uomini chiave di Zingaretti a Napoli anch’egli della ‘vecchia guardia’, Nicola Oddati il quale ha provato a stemperare la vicenda. “Non c’è, e non ci sarà alcuna intesa con Pomicino – ha sostenuto – Vogliono votare il Pd contro la deriva fascista? (riferendosi a Pomicino & Co.). Liberi di farlo, ci mancherebbe. Noi siamo impegnati a costruire un nuovo Pd e un campo largo di centrosinistra per offrire all’Italia un’alternativa credibile alla Lega e ai 5Stelle. Poi, caro Gianfranco, mi sembra sbagliato utilizzare Pomicino per parlare di Bassolino. Non vedo l’accostamento da nessun punto di vista”.

La risposta di Nappi, assertiva e senza possibilità di replica è stata: “Caro Nicola, e dai..!”. Che più o meno vuol dire: detto da te fa ridere!

2 Comments

  1. Antonio 52 ha detto:

    vorrei dire qualcosa, ma non so che dire …….

  2. CANIO MANCINO ha detto:

    È vero.La simpatia non gli è mai mancata.
    Specialmente quando ha smesso di fare
    politica attiva.
    Non ho ben capito a cosa ambiscono
    ambedue:POMICINO e PD
    Veramente c’è qualcosa che li accomuna?
    La mia memoria ancora mi sostiene.
    Per quanti sforzi abbia fatto;niente di niente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *