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De Laurentiis investa i soldi della Champions in strutture e settore giovanile, invece di fare il solito mercato per non vincere

Non è affatto vero che ai napoletani interessa solo vincere, certo chi non lo desiderebbe, ma ai tifosi napoletani come quelli di tutto il mondo prima di tutto pretendono che a cominciare dal presidente, poi l’allenatore per finire all’ultima riserva della squadra, tutti amino la maglia così come la amano i tifosi. Finché è riscontrabile questo amore e questa volontà di far sempre meglio da parte di dirigenza e squadra nessun tifoso napoletano mai abbandonerebbe la squadra nemmeno se giocasse in C o si arrivasse decimi in campionato come hanno poi sempre dimostrato i napoletani. Quindi non è affatto vero che ai tifosi napoletani, come dice qualche noto “leccaculo” sia andato il grasso al cuore, o si fossero imborghesiti e non apprezzare i secondi posti affatto scontati, perché ai napoletani quello che non è andato giù è che il presidente De Laurentiis non ha mai dimostrato in questi anni di fare un minimo passo per migliorare ulteriormente la squadra nel momento cruciale. Anni fa si arrivò secondi con Mazzarri e Cavani e De Laurentiis cosa fa? Vende Cavani l’anno dopo aver venduto già Lavezzi e poi lascia andar via pure Mazzarri. Si riparte con un nuovo progetto promettente con il grande Rafa Benitez, si investono i soldi presi per Lavezzi e Cavani mettendo a tesoretto quelli della Champions, si prendono Reina, Albiol, Mertens, Callejon e Higuain affiancandoli ai vecchi Hamsik e Insigne costruendo l’ossatura della squadra che negli anni diventerà l’alternativa vera alla Juventus, strappandogli persino un titolo nell’indimenticabile notte di Doha dopo aver vinto anche la seconda coppa Italia e invece di rinforzare quella squadra prima dei preliminari di Champions, in modo del tutto incomprensibile non si fa mercato ma addirittura la si indebolisce lasciando partire Reina, leader riconosciuto dello spogliatoio sia da tecnico che da squadra. Morale, fuori dalla Champions e progetto con Benitez disatteso che da grande professionista qual’è pur non avendo intenzione di rinovare il contratto utilizza al meglio le scarse risorse messegli a disposizione quindi dover far giocare il secondo di Reina Raphael, il cavallo di ritorno Gargano che Inter e Parma avevano rifiutato anche gratis, poi tenersi Britos e Fernandez e con i pochi soldi messigli a disposizione dopo l’eliminazione ai preliminari prendere gli anonimi Lopez e De Guzman. Insomma la squadra che aveva fatto il terzo posto è che aveva vinto la coppa Italia invece di ritoccarla per migliorarla peggiora nell’organico e nonostante ciò la critica anziché prendersela con il presidente accentra su Benitez tutte le responsabilità, ma il tecnico spagnolo da grande allenatore quale è sempre stato, fa di necessità virtù e pur riciclando il vecchio Gargano facendogli disputare una signora stagione, giocare praticamente senza portiere con difesa e centrocampo alquanto fragili porta comunque a casa la Supercoppa e una semifinale europea, andando a vincere in Turchia e in Germania dando 4 palloni rispettivamente a Trabzonspor e niente di meno che ai vicecampioni di Germania del Wolfsburg forti di alcuni emergenti top player quali De Bruyne, Perisic. Quel raffazzonato Napoli mancò la finale di un pelo e la qualificazione in Champions per un rigore sbagliato di Higuain nell’ultima partita con la Lazio, ma tutti addossarono a Benitez la responsabilità degli obiettivi mancati dimenticando i meriti di aver ricostruito il dopo Mazarri e Cavani, dei titoli che comunque aveva portato a casa e di aver comunque lottato fino al termine della stagione per tutti gli obiettivi escluso lo scudetto. Si rifonda, arriva Sarri dopo aver contattato una dozzina di allenatori di nome, forse ancora troppo cari per De Laurentiis oppure non troppo convinti dei suoi progetti visto come era finita con Benitez ed ecco allora virare su un tecnico emergente come Sarri apprezzato dalla gente per il suo gioco soddisfacente. Dopo i primi mesi di smarrimento Sarri trova la via giusta indicatagli dai senatori della squadra e con il ritocco di Allan a centrocampo, Hisay terzino e il ritorno di Reina in porta ecco che la vecchia squadra di Benitez ancor più esperta e affiatata grazie anche all’ottimo lavoro di Sarri ritrova antichi splendori e strada facendo si migliora grazie pure ad un Higuain strepitoso ma nonostante aver guidato la classifica fino a febbraio purtroppo ancora una volta il presidente a gennaio opta per prendere calciatori in prospettiva invece di puntare a prendere calciatori pronti all’uso che avrebbero rinforzato difesa e centrocampo, ma arrivarono Grassi e Regini che non giocarono quasi mai, e la squadra poteva contare sempre e solo sugli stessi elementi che malgrado o 36 gol di Higuain finí per scoppiare, perdendo il confronto diretto con la Juventus, testa della classifica chiudendo il campionato addirittura al terzo posto

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