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Ecco perché De Laurentiis non ha per niente ragione quando scopre l’acqua calda, sulla droga nelle curve…

Ogni tanto capita che De Laurentiis si trovi nel bel mezzo di qualche tempesta mediatica provocata da qualche evento, convegno, riunione a cui partecipa con decine e decine di telecamere e microfoni e non riesce a trattenere la sua incontinenza verbale, e allora giù deliri populistici come se piovesse, come se non bastassero queste stranissime piogge fuori stagione. Il presidente del Napoli quando si sente sotto accusa nel suo ruolo principale di proprietario del club amato da milioni di persone, eccolo giustificare la sua discutibile gestione societaria, con argomenti populistici e demagogici per recuperare facili consensi, peraltro andando a invadere campi di competenza altrui, e allora eccolo vestire talvolta i panni di un sindaco, di un governatore, di un questore o anche di un assessore o del capo della narcotici. Tirare fuori l’argomento “spaccio di droga nelle curve degli stadi” non solo è una scoperta tre secoli dopo dell’America, ma è pure una grande zappa sui piedi di chi non è capace di tenere ordine a casa sua, perchè il decreto Pisanu era diretto e imposto alle società di calcio che all’interno dei loro stadi avrebbero dovuto garantire la sicurezza, con provvedimenti tipo: biglietti nominativi, uno steward ogni 250 persone, diverse telecamere a coprire ogni settore dello stadio, per cui essendoci gli strumenti per individuare chi commette crimini, non si capisce perché De Laurentiis non dimostri i volti, con nomi cognomi di quelli che li commettono all’interno dello stadio. Se poi per colpire i contestatori delle curve, che protestano specificamente sulle sue responsabilità di presidente, utilizza sistemi discriminatori per difendersi, e allora sappia che quelli da lui contestati sono i suoi migliori clienti, sempre presenti allo stadio e in tutte le trasferte, e scoprire oggi che negli stadi italiani circolano sostanze stupefacenti quando ormai le droghe da circa trent’anni circolano in tutti gli ambienti, compreso il suo tanto decantato mondo dello spettacolo, è veramente ridicolo. Che sugli spalti degli stadi si facciano le canne accade da oltre trent’anni e nel caso non succede solo nelle curve, dove peraltro sono frequentate anche da tantissime brave persone, ammesso che quelli che fanno uso di droghe non lo fossero ugualmente, ma probabilmente di uso di queste sostanze lo si fa anche in altri settori dello stadio comprese le tribune d’onore. Ma poi, quale sarebbe la novità che dovrebbe far scandalizzare questi finti virtuosi e moralizzatori del mondo del calcio, quando in Italia la droga circola da sempre fuori le scuole persino quelle elementari, in qualsiasi discoteca, locale o baretto della movida, se solo lo si volesse un corriere la fornisce fino a casa, la trovi su internet, per non dire nel mondo del cinema e dello spettacolo dove viene utilizzata quotidianamente allo stesso modo di assumere un’aspirina… inoltre, si spaccia addirittura in Parliamento e ci vogliamo meravigliare che giri pure negli stadi? Ma perché gli stadi di calcio sono conventi di suore o frati francescani? E chi sarebbe il San Francesco di turno, il presidente De Laurentiis? Il grande moralizzatore, il signor ‘so fare tutto io’? Il migliore di tutti al mondo? De Laurentiis si occupasse e rispondesse per le sue responsabilità di presidente del club di calcio, e nel caso, se proprio tiene a cuore il problema della droga di cui si dovrebbero occupare gli organi competenti, allora dia seguito alla sua denuncia populistica e visto che ne ha la certezza dimostri quanto denunci con nomi, cognomi perché come si diceva a proposito di decreto Pisanu, le società di calcio sono obbligate a fornire biglietti nominativi e a monitorare i tifosi con le telecamere. In tal caso allora sí che avrebbe denunciato a giusta ragione e intercettare il consenso pubblico, diversamente è solo un modo per spalare merda e sparare nel mucchio dei suoi contestatori con argomenti che nulla hanno a che vedere con le sue responsabilità, e tra l’altro quelli che accusa non sono solo gli ultra delle curve, suoi migliori clienti, ma sono principalmente quelli che disertano lo stadio, che a suo tempo furono individuati da De Laurentiis come quelli che si fanno il pezzotto per vedere le partite, giusto per regolare i conti e colpire anche quelli. Ma voi pensate veramente che una città intera debba dar credito ad un personaggio simile individuandolo come il salvatore della patria? No perché se è così stiamo veramente messi male, peggio dei suoi leccapiedi fra pseudo giornalisti e sedicenti opinionisti vari!

Pippo Trio

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