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Il Comandante Sarri alla conquista del Palazzo

Inizialmente, quando certe voci davano Sarri come il nuovo tecnico della Juventus, pensavamo alle solite bufale di mercato nate e morte in un solo titolone, giusto per dare un po’ di colore e clamore a questi noiosi giorni di fine stagione agonistica, e sappiamo benissimo quanto mediaticamente sia necessario mantenere vivo l’interesse dei tifosi e di tutto il circo, poi ci siamo fermati a riflettere e abbiamo ricordato per analogia quello che capitó lo scorso anno a proposito di Ancelotti al Napoli, che quando cominció a spuntare questa voce tutti noi pensammo alla solita bufala per fare un po’ di clamore, poi Ancelotti al Napoli si fece per davvero e si è capito in seguito che in effetti la trattativa era stato fatta persino molto tempo prima perché poi la firma restava solo un dettaglio che aspettava solo di essere formalizzata, al di là di sceneggiate per depistare, sui summit e gli ultimatum di De Laurentiis a Sarri o chissà cos’altro. Era già tutto deciso prima, nessuno fa fuori il proprio tecnico senza avere l’alternativa già in casa e crediamo che anche in questo caso, anche alla Juventus abbiamo già deciso e scelto chissà già da quanto tempo. La differenza sta solo nelle modalità di gestione, perché Agnelli ha gestito l’esonero di Allegri con più classe e meno sceneggiate, tranne quella versione falsa e cortese data all’indomani della sconfitta con l’Ajax, ma escluso quel momento, poi è stato gestito tutto con molta accuratezza e riconoscenza verso un allenatore che ha dato tantissimo al club bianconero, mentre abbiamo gia steso un velo pietoso sull’esonero di Sarri da parte di De Laurentiis perché pur essendo pianificato da tempo è stato gestito in modo volgare e ingrato verso un allenatore amato da tutti, calciatori e soprattutto dai tifosi e non avergli concesso almeno un saluto ufficiale con il dovuto rispetto e riconoscenza, anche a noi che non stimiamo particolarmente Sarri non ci è affatto piaciuto. A Napoli quando qualcuno lascia è strategia che bisogna farlo nel peggiore dei modi perchè non si rimpianga l’eroe andato. Nel mondo del calcio alla fine queste sono questioni di lana caprina perchè in genere come diceva il grande Rafa Benitez, , “il calcio è bugia”, per cui poco importano le nostre considerazioni sulla gestione etica di certi rapporti finiti. In effetti, il tema del giorno non è l’etica delle società, ma questo valzer degli allenatori, che particolarmente quest’anno, sembra essere il clou di questo fine stagione, soprattutto perché si è liberata la panchina più importante del calcio italiano, quella della Juventus che insieme a quella dell’Inter, della Roma e probabilmente quella del Milan, quindi praticamente di quasi tutte le grandi del calcio italiano, hanno innescato e fatto partire il classico effetto domino assai suggestivo, che caratterizzerà questo particolarissimo e intensissimo finale di stagione insieme alle finalissime europee e gli ultimi verdetti di campionato. Ed è così che prima di tutti, la lucidissima e sempre super organizzata Juventus, forte di un campionato già vinto e delusa di una Champions finita precocemente, sistemati festeggiamenti e archiviata la stagione, ufficializza civilmente il doloroso divorzio da Allegri innescando un toto allenatore che sembra il giallo del momento, anche se molto probabilmente a Torino hanno già scelto e forse già in tasca il nuovo tecnico che per qualche ovvio motivo di opportunità non è dato ancora ufficializzare. E allora dando per buona questa versione, automaticamente molti dei nomi noti a tutti che si sono fatti in questi giorni andrebbero esclusi sia perché essendo finita la loro stagione non ci sarebbe motivo per non annunciarli, questo discorso vale per Inzaghi, per Guardiola che lo ha pure dichiarato brutalmente, ovviamente per Conte già libero da tempo ma già prenotato da Marotta , per Ten Hag, per Dechamps, per sua stessa ammissione come del resto Zidane. Poi si è fatto addirittura il nome di Ancelotti perché caro a Ronaldo, ma ci sembra più una barzelletta che altro, anche perché sarebbe veramente difficile per De Laurentiis gestire un altro cambio di rotta clamoroso dopo quello di Sarri, che a nostro avviso come del resto per i famigerati bookmakers è il favorito numero 1 della panchina più prestigiosa in Italia. È Sarri a nostro avviso l’indiziato principale perché seguendo un ragionamento che abbia un senso tecno tattico , crediamo che se alla Juventus decidono di separarsi da un allenatore che ha vinto così tanto, non crediamo che lo si sostituisca tanto per cambiare con un altro più o meno simile, non varrebbe la pena rischiare, e allora crediamo che la svolta tecnica verte sul cambiamento radicale del sistema di gioco, di questa inesistente estetica che da sempre accompagna i trionfi juventini, che tanto rimproverano persino gli stessi tifosi ad una società che pur vincendo moltissimo non soddisfa più il palato e gli entusiasmi dei propri sostenitori, ormai stufi di essere sbeffeggiati da tutti sulla qualità delle vittorie. Scoccia oltremodo ai tifosi di non riuscire ad imporre questo stile di gioco in Europa come invece riesce in Italia ed è altrettanto comprensibile che oltre al gioco è l’Europa ad essere il vero obiettivo di tutto l’ambiente bianconero e allora nonostante esserci andati con Allegri spesso vicini con due finali, evidentemente si pone il problema di vincerle e convincere e se storicamente la Juventus perde così tante finali in Europa con il suo classico stile di gioco, vuoi vedere che bisogna adeguarsi a squadre dal gioco più propositivo come Barcellona, Liverpool, lo stesso Ajax, il City. E da qui la scelta eventuale della Juventus di cambiare rotta, e disponibile non c’è allenatore più facile arrivarci come Sarri, appurato già di Guardiola, per non dire di Klopp e altri troppi distanti per cultura e lingua come Ten Hag, il cui ambientamento necessiterebbe di qualche tempo, ma alla Juventus il tempo è sempre ridotto, per cui Ten Hag sarebbe proprio da escludere. Restano fra gli stranieri, Pochettino e lontanamente Jardim che come per Ten Hag troviamo impraticabile. Quindi ricapitoliano, dando per scontato che non ci sarebbe motivo di non annunciare allenatori che ormai hanno chiuso la stagione come Inzaghino, o i troppo cari e complicati da svincolare come Guardiola, Deschamps, Zidane, restano quelli che hanno ancora da giocarsi la stagione come Sarri, Pochettino, Gasperini, e fra i tre se non si è deciso di tornare al senso di juventinità che potrebbe appartenere a Gasperini che però non cambierebbe radicalmente lo stile, restano Pochettino e Sarri entrambi impegnati in finali, ecco perchè ancora non lo annunciano. Pochettino è sempre molto legato al club londinese da una sorta di clausola contrattuale onerosa affinché potersi liberare facilmente e costerebbe quasi come Guardiola, forse troppo per esporsi ulteriormente dopo l’operazione Ronaldo e con un mercato prestigioso ancora da fare. Stavolta potrebbero non bastare quelle alchimie finanziarie escogitate quest’anno per attenuare il forte esborso per il fuoriclasse portoghese. Siccome la Juventus fino ad un anno fa si era data uno stile economico e di bilancio virtuoso non crediamo che azzardi così tanto andando sotto controllo del fair play finanziario, solo per prendere un allenatore quando per questo ruolo e per le nuove esigenze di gioco si presta disponibile Sarri, il miglior surrogato di Guardiola, e ormai scaricato dalla propria società. Sarri ha un costo di ingaggio, seppure importante, ma del tutto gestibile perché costerebbe anche meno di Allegri, è italiano, ed apprezzato umanamente inoltre potrebbe ammortizzare meglio il ritorno di HIguain che Sarri stima tantissimo. Ma alla Juventus sono persuasi dall’ipotesi Sarri anche per dare un senso e valore a chi negli anni scorsi è stato capace, con una squadra abbastanza inferiore, ad essere la principale rivale a contendersi lo scudetto e questo deve aver impressionato non poco tutto l’ambiente bianconero, per cui siamo ragionevolmente persuasi che il nuovo allenatore della Juventus non possa essere che Maurizio Sarri, il vecchio Comandante della rivoluzione azzurra, che finalmente percorrendo una strada diversa da quella che immaginavano tutti, dal San Giovanni Valdarno. passando per Napoli e Londra arriva fino a conquistare il Palazzo, direttamente scelto dal plenipotenziario. Ora non resta che aspettarne l’annuncio dopo la finale di Europa League comunque vada, e curiosamente capire come sarà giudicato nella capitale del Regno delle due Sicilie, Napoli, quello che ineluttabilmente si profila come il più alto tradimento della storia azzurra, che quelli di Altafini e Higuain sembrano nulla, ma questa è un’altra storia che vi racconteremo qualora le nostre previsioni di Sarri alla Juventus, risultassero esatte, in tal caso ce ne saranno di considerazioni da fare, sia di tipo squisitamente tecnico, che ancor più interessanti dal punto di vista storico etico e sentimentale. Chi vivrà ne parlerà, e anche tanto!

Pippo Trio

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