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Rifiuti Campania: nessuna prescrizione, Bassolino assolto con formula piena

La giustizia fa il suo corso e assolve Antonio Bassolino, nel merito, dall’accusa di peculato per alcune parcelle erogate nel 2001 ad alcuni professionisti in qualità di commissario per l’emergenza rifiuti in Campania.

di Peppe Papa

La giustizia fa il suo corso e assolve Antonio Bassolino, nel merito, dall’accusa di peculato per alcune parcelle erogate nel 2001 ad alcuni professionisti in qualità di commissario per l’emergenza rifiuti in Campania.

Un proscioglimento totale, dopo la prescrizione intervenuta a giugno del 2016 da parte della prima sezione collegio A del Tribunale di Napoli, alla quale si erano opposti i legali dell’ex governatore, Massimo Krogh e Giuseppe Fusco che invece rivendicavano proprio l’assoluzione piena senza sconti. E oggi la Corte di Appello gli ha dato ragione e premiato la loro insistenza.

Con questa sono diciotto le sentenze della magistratura che hanno ristabilito la verità dei fatti e restituito l’onorabilità umana e politica a Bassolino che ringrazia. “Era stata una sentenza importante. Nel processo sui rifiuti pur essendo i reati ipotizzati ormai prescritti i giudici si erano espressi nel merito con una sentenza di piena assoluzione per insussistenza delle accuse – ha scritto su Facebook in attesa che qualche importante giornale si occupi della notizia –  Poi la procura aveva fatto appello per trasformare l’assoluzione di merito in assoluzione per prescrizione. Oggi la Corte di appello ha dichiarato inammissibile l’impugnazione del pm ed ha confermato la sentenza di primo grado. Ringrazio gli avvocati Krogh e Fusco – ha proseguito – e le persone che mi sono state vicine in momenti difficili. Per quanto mi riguarda è la conferma che è giusto aver fiducia nella giustizia e che i tempi dovrebbero essere più brevi perché la lunghezza dei processi danneggia gli innocenti e premia i colpevoli”.

Una osservazione, quest’ultima, assolutamente condivisibile, già ascoltata in precedenti occasioni a proposito di vicende giudiziarie che hanno interessato altri ‘vip’ della politica, amministratori pubblici, imprenditori e anche tantissime persone comuni. E’, insomma, una amara consolazione che indica un problema, ma che difficilmente troverà una soluzione.

Nel frattempo, però serve che si recuperino i principi dell’informazione aggredita dai nuovi media, si valutino le notizie senza veli a coprire le contingenze del momento: una notizia è una notizia e basta.

Bassolino, ritornato ‘vergine’ a tutti gli effetti con sentenze passate in giudicato è una notizia fino a prova contraria. Forse non meriterebbe titoloni in prima pagina come in passato, si tratta tutto sommato di storie vecchie e la memoria in questi tempi veloci e liquidi è ormai un optional, ma almeno un riquadro in copertina sicuramente lo meriterebbe. Se non altro per ristabilire nell’opinione pubblica un equilibrio di giudizio nei riguardi di un uomo che, nel bene e nel male, ha fatto la ‘storia’ in Campania e non solo.

Resta il fatto, e la cosa pure andrebbe approfondita, di un uomo segnato da uno stigma infamante e isolato, pur se trasversalmente incensato dai suoi sostenitori di un tempo e una miriade di cittadini di ogni genere e ceto sociale. Tutti invocano una sua ridiscesa in campo, magari senza simboli di partito, un’apertura totale in pratica verso l’uomo, nessuna mediazione di appartenenza e solo per il bene di Napoli, una città in attesa di essere presa per mano e guidata nel “mondo che conta”, così come si conviene per una nobile decaduta.

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