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De Laurentiis e Ancelotti, summit al mercatino panoramico di via Tasso

Il percorso dei mercatini rionali napoletani dopo quelli storici di Poggioreale, Antignano, la Pignasecca, piuttosto che quello chic di Posillipo, si arricchisce di una nuova e più suggestiva location, quello panoramico di Via Tasso, che si distingue dagli altri per essere il crocevia di tutte le plusvalenze del Calcio Napoli. Da Cavani a Higuain gli affari migliori, anche tanti altri affari decisamente inferiori sono passati da qui, da Pandev a Donadel e Gamberini da Valdifiori a Giaccherini. Insomma il Parco Matarazzo di Via Tasso è il crocevia di gran parte degli affari in entrata e in uscita che il Napoli di De Laurentiis mette a segno da qualche anno. Oggi in quel parco sono ben confezionati gli ultimi acquisti di casa Napoli, il tecnico manager Ancelotti e il turista-calciatore per caso, Simone Verdi. E allora, visto che è in quel parco residenziale che si convoglia gran parte della merce azzurra, gia da qualche settimana si è deciso che la sede ideale il Napoli l’ha individuata in Casa Ancelotti che non è una nuova sit-com di Canale 5 in sostituzione di Casa Vianello, ma nemmeno la più lontana imitazione di Casa Milan, semplicemente è la casa dove Ancelotti si è scelto come residenza per vivere soavemente insieme alla sua nuova compagna e i suoi figli i panorami del suo periodo napoletano, ma non avrà fatto i conti con De Laurentiis che privo di una sua residenza in città, e probabilmente anche della disponibilità del solito albergo del lungomare liberato, ha deciso di utilizzare Casa Ancelotti come quartier generale del club, anche perché avrà pensato che quella residenza lussuosa è comunque indirettamente pagata da lui e allora perché non sfruttarla? Ironie a parte, ma è mai possibile che nel calcio del terzo millennio dove persino club minori come Udinese, Frosinone e Sassuolo si dotano di impianti propri e centri sportivi all’avanguardia, per non dire degli stadi mega galattici dei club europei e i loro centri sportivi a dozzine di campi, un club importante come il Napoli debba scroccare stadi, centri, alberghi, ristoranti e persino la casa di Ancelotti per le proprie attività sportive milionarie? È non solo inaccettabile, ma pure vergognoso, eppure qualcuno vorrebbe far passare tutto questo come imprenditoria virtuosa, e allora non c’è altro da dire… però poi non si lamentassero a dire che gli altri fatturano e vincono di più, perché evidentemente a qualcuno sta più a cuore l’economia della dittarella a conduzione familiare di De Laurentiis che le gloriose vicende del club azzurro, e in tal caso questo è quanto ci si merita! Ora non restano che caldeggiare le plusvalenze del mercato, i rifiuti di alcuni calciatori e le loro mogli suggestionate da Gomorra, sorbiamoci sempre lo stesso ritiro a Dimaro, in compagnia allegra di Guido Lembo, Made in Sud, il rafting e le partite a tressette che Carletto farà vincere ad Aurelio con relativa degustazione di vini veneti nelle fresche serate della Valdisole in attesa di prendere le solite mazzate in Champions, non prima di aver cantato tutt’insieme appassionatamente il suggestivo inno, e poi vedere se almeno Sarri riuscirà per una volta a sabotare il matematico scudetto della Rube, quindi ancora una volta deporre le residue speranze di Rivoluzione affidandole al grande Comandante, e magari stavolta è veramente l’anno buono!

Pippo Trio

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