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Sarri alla Juventus è stato scelto perché Guardiola non possono permetterselo

Alla Juventus non sono così sprovveduti a mandare via un tecnico che in cinque anni ha vinto 5 scudetti e altrettanti trofei nazionali, senza aver già deciso chi sarà il suo sostituto. In realtà nessuno a questi livelli è sprovveduto, nemmeno De Laurentiis lo è stato lo scorso anno quando decise abbondantemente prima, che non sarebbe stato Sarri il tecnico di quest’anno e arrivò il pluridecorato, pacioso e gaudente Ancelotti fra l’incredulità generale. Il presidente del Napoli solo quando andò via Benitez fu preso un po’ di sorpresa, perché fino all’ultimo sperava che Benitez rientrasse nei ranghi e sottostesse ai suoi voleri e invece nonostante Benitez non avesse squadre alle spalle mantenne il punto e senza assunzioni di responsabilità di De Laurentiis sui progetti o sul business plan non si sarebbe mai sognato di restare. Sappiamo poi come andò, e questi strani incroci fra gli allenatori del Napoli vollero che poi Benitez andasse a sostituire al Real Madrid proprio Ancelotti, oggi plenipotenziario tecnico del club azzurro, ma in quel frangente Benitez andò via senza alcun ripensamento per non aver creduto nemmeno più per un attimo al solito bluff di de Laurentiis, in cui anche il tecnico spagnolo aveva abboccato al primo anno. La fuga di Benitez lasciò il presidente in una situazione se non di panico ma sicuramente fuori controllo e allora in un moto di orgoglio, nello stesso giorno in cui partí Benitez alla volta di Madrid partí anche lui per la capitale spagnola per incontrare il tecnico del Siviglia di allora, Emery, per dare un segnale volto ai tifosi per dimostrare che si aveva voglia di prendere un altro gran signore della panchina. In effetti quei contatti erano solo strategie di marketing , perché nè il Napoli poteva permettersi allenatori a più di sette milioni a stagione e nè Emery pur accettando cortesemente l’incontro. avesse mai avuto nemmeno per un attimo intenzione di trasferirsi a Castelvolturno. E fu così che De Laurentiis prima di prendere Sarri, che probabilmente era già il suo vero obiettivo, fece finta di contattare compulsivamente una mezza dozzina di allenatori, da Klopp a Spalletti, da Prandelli a Montella e un’altra manciata di nomi noti, saltando di palo in frasca e senza tenere conto delle caratteristiche degli uni o degli altri con i calciatori in squadra e di essere compatibili con la stessa piazza. Tutto questo giochino del toto allenatore gli sarà servito giusto per ingolosire Sarri affinchè accettasse quel contratto capestro con il Napoli a tutte le condizioni dello scaltro presidente. Alla Juventus certamente le cose non le fanno così, in quel caso nessuno improvvisa tranne per una volta quando stufi dei pianti di Conte e lo sfancularono a inizio di campionato, ma sempre dopo aver avuto la certezza di aver trovato il sostituto in un tecnico parimenti bravo come Allegri, che oggi a sua volta lascia dopo aver avuto un confronto sereno con la dirigenza convinti entrambi di aver esaurito un ciclo, che seppur vincente non ha soddisfatto appieno, sia i gusti dei tifosi che le aspettative europee del presidente. E allora viene facile capire che la scelta sarà indirizzata verso un tecnico che abbia caratteristiche opposte a quelle di Allegri più simile ai dettami tanto di moda nel calcio europeo, altrimenti non si sarebbero mai sognati di cambiarlo. L’ideale nella testa di Agnelli sarebbe stato Guardiola, in seconda battuta Klopp, non fosse altro per toglierlo alla concorrente Opel come testimonial, ma scherzi a parte, dopo aver sondato lo spagnolo e forse neanche mai il tedesco, devono aver capito che a Guardiola per ora non possono arrivarci per tutta una serie di motivi a cominciare da quelli che avrà considerato opportunamente il buon Pep che si è costruito con santa pazienza e i soldini dello sceicco una super squadra a Manchester che comincia a dare i suoi frutti mixando vecchi top player come Silva e Aguero a giovani talenti come De Bruyne e Gabriel Jesus, per poi completare l’opera e prima o poi replicare il triplete catalano. Inoltre Guardiola deve aver pensato, di chi glielo farebbe fare a catapultarsi nella nazione più nevrotica dal punto di vista della pressione ambientale riguardo al calcio e mettersi addosso questo pesantissimo fardello di vincere la Champions a tutti i costi con una squadra tutta da rifondare secondo le sue ottiche e con relative difficoltà sia economiche che tecniche affinché poterci riuscire? Guardiola inoltre prende vagonate di soldi senza che lo sceicco faccia una piega, mentre a Torino gliela farebbero pesare visto che dovrebbero ricorrere ad altri prestiti obbligazionari, fondi particolari, plusvalenze più o meno fittizie per potersi avvalere delle sue prestazioni, che comunque non garantirebbero successo sicuro. Quanto costerebbe alla Juventus cambiare filosofia di gioco, prendere Guardiola a 24 milioni di ingaggio netto aggiungendolo ai 30 per Ronaldo? E poi eventualmente garantire a Guardiola almeno un paio di acquisti di un certo livello tipo Milinkovic Savic, il ritorno di Pogba e chissà chi altro…. No, sarebbe un bagno di sangue e allora perché non optare per Sarri che ormai è definito da tutti la risposta italiana alla scuola olandese-sacchiana-catalana, racchiudendo tutti questi concetti e filosofie di gioco in un solo tecnico? Inoltre, Sarri guadagna bene ma il giusto, non avrebbe sicuramente le pretese di Guardiola o altri. Con Sarri diventa meno indigesto il ritorno di Higuain. Sarri è stimato dai tifosi bianconeri che gradirebbero perfidamente il secondo sgarbo ai napoletani ingaggiando un altro illustre traditore. Infine, Sarri sarebbe la soluzione complessivamente meno complicata in questo passaggio storico fra due filosofie di gioco e di stile, magari potrà fungere da progetto pilota, del resto perdere uno scudetto una tantum per la Juventus sarebbe la cosa meno dolorosa, diventerebbe persino più simpatica, e al contempo preparare la strada a Guardiola che sazio di successi e guadagni nella mecca del calcio inglese possa accettare di ridursi lo stipendio per un’azione nobile, quella di portare dopo decenni la Champions League sotto la Mole Antonelliana. Un po’ come Ancelotti che ha scelto Napoli decurtandosi notevolmente l’ingaggio, ma non troppo, per una sfida impossibile dopo aver vinto facile in tutta Europa. E si perché, al pari di uno scudetto azzurro, anche la Champions in bianco e nero non è affatto semplice da festeggiare. Per il momento le prime mazzate, ci auguriamo, se le prenderà Sarri, perché i napoletani poi quando ci si mettono a gufare un ex traditore sono più pericolosi della maledizione degli Incas, poi magari una volta aperta la strada del bel gioco toccherà a Guardiola prendersi i meriti delle fatiche del suo garzone di bottega Sarri. Ma di una cosa potete esserne certi, tranne improbabili conigli tirati fuori dal cilindro di casa Fiat, sarà piú il metalmeccanico Sarri il sostituto di Allegri che non i colletti bianchi fra Inzaghino e Pochettino, da quelle parti bisogna che si lavori con olio di gomito in fabbrica più che pettinare i riccioli del bambolotto datato Ronaldo e chi meglio del caporeparto, o meglio il compagno Maurizio Sarri possa essere adatto alla mansione? E statene certi, alla fine non si è mai tanto rivoluzionari quando una affascinante signora richiede i tuoi servigi, e Sarri gli avrà di sicuro già fatto il baciamano per scusarsi di essere stato un tantino indisponente e scurrile negli scorsi anni. Potete giurarci!

Pippo Trio

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