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Empoli e Udine, le “botteghe oscure” ma non troppo, degli acquisti outlet di De Laurentiis

È innegabile che quando De Laurentiis fa la spesa per la sua creatura azzurra, le sue botteghe preferite sono Udinese ed Empoli, sarà perché accettano soluzioni di pagamento comode, buono pasto, pagamenti rateali, o volendo essere malpensanti, magari perché rilasciano fatture generose da dedurre in modo più conveniente da un punto di vista fiscale. In ogni caso non può più essere una coincidenza perché negli ultimi anni sulla rotta Empoli Napoli parecchi calciatori hanno dovuto sfrattare dalla verde Toscana all’azzurro di Napoli passando da una tranquilla vita in provincia alla suggestiva vita metropolitana, che però pretende maggiori frequentazioni e prestazioni nelle notti magiche di Champions e magari spesso risulta difficile ambientarsi dai quieti pascoli empolesi alla frenetica seppur esaltante movida di Fuorigrotta. Certo è che dopo Valdifiori, Sepe, Hisay, Mario Rui, Tonelli, Zielinsky, Luperto, e ora Di Lorenzo, le margherite passano ad otto. Stessa sinergia adottata da De Laurentiis con il procuratore della maggioranza di questi giocatori appartenenti alla scuderia di Giuffredi ai quali oltre allo stesso Di Lorenzo si aggiungono anche Grassi, Veretout oltre a Sepe Hisay e Mario Rui. Insomma sembra essere chiaro ormai questo rapporto privilegiato fra Empoli, Giuffredi e De Laurentiis, e al di là dei motivi che lo giustificano, di certo è che da quelle parti non è mai arrivata merce di chissà quale eccelsa fattura, escludendo Zielinsky del quale verificarne ancora l’effettiva bontà organolettica. Non vogliano addentrarci e nè sindacare sui luoghi e i fornitori dai quali De Laurentiis preferisce comprare le provviste da mettere a tavola, nella dispensa o nell’armadio di Casa Napoli, ma è pur vero che i napoletani sono spesso invitati, chiaramente a pagamento, per godere dei prodotti del padrone di casa e magari pagare un caffè e ricevere un orzo, oppure ordinare degli spaghetti a vongole veraci e ti arrivano quelli con le vongole fujute e non è esattamente la stessa cosa. Per non dire quando dalle cucine arrivano fritturine di pesce o all’italiana fritte con l’acqua anziché con l’olio, eppure in Toscana almeno l’olio dovrebbe essere quello buono, ma evidentemente quello serve per ungersi a vicenda più che per friggere. Continuando nella metafora culinaria, nessuno a Napoli, tranne i più esigenti, pretende di mangiare caviale e pasteggiare a champagne, i napoletani mangiano semplice, ma bene, quindi perché portargli delle uova di lompo o del succedaneo per dargli la sensazione di mangiare di lusso? A noi buongustai napoletani basta mangiare di gusto poche cose ma buone, magari apprezziamo anche ostriche e Falanghina frizzante, quando vogliamo darci un tono, ma guai a farci mangiare male e pagare troppo, diventiamo delle belve e fare casino al ristorante. Ironie e metafore a parte e tornando alle forniture empolesi, talvolta udinesi, l’imminente arrivo di Di Lorenzo a Castelvolturno oltre a sembrarci frettoloso ci ricorda per tempistica e prezzo quello di Tonelli tre anni fa, magari sarà di tutt’altra qualità rispetto al precedente, peró almeno di Tonelli si conosceva tutto, Di Lorenzo arriva dopo aver disputato solo una dozzina di ottime partite, peraltro senza evitare che l’Enpoli retrocedesse come del resto i tantissimi empolesi che lo hanno preceduto a Napoli che nonostante il guru Sarri alla guida dei toscani a stento evitarono la retrocessione. Ora se si passa da Trippier a lungo corteggiato a Di Lorenzo, dallo store ebraico londinese del Tottenham, a quello delle campagne toscane, una qualche differenza deve esserci, magari però stavolta si è pescato bene, del resto in Toscana come si diceva in precedenza di eccellenze di carne chianina o di ottimi brunelli pagando bene si può ottenere, ma sarà questo ancora il caso? Non vi sembra che da quel mercato vi sia già arrivata un bel po di merce di secondo taglio? Vedremo, intanto però il convento e questo che passa, tocca ad Ancelotti, gran gourmet trasformare cibo povero in succulenti pietanze, ma nessun Masterchef malgrado le buone intenzioni e la capacità di utilizzare tutto cio che si trova nella dispensa possa trasformare un banchetto da matrimonio in pranzo reale, però magari ci sbagliamo, anche se finora quando si è trattato di mangiare “Aurelio”, non è mai accaduto, ma hai visto mai che dalle cucine di una bettola non si confezionino pasti da re? Intanto cominciamo a scartare la merce, fra quella da esportare, tanta, al primo nuovo arrivo Di Lorenzo, che possa almeno far meglio di Hisay e l’evanescente Malcuit, sarebbe gia tanto a prezzi di outlet, non resta che aspettare altro e chissà cosa ancora ci sarà propinato dagli infiniti scaffali del calciomercato!

Pippo Trio

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