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Pd, Oddati apre e De Magistris rilancia: social in subbuglio

Nicola Oddati chiama, Luigi De Magistris risponde e il mondo dem partenopeo entra nel panico. Sulla Rete in pochi minuti si scatena l’indignazione e la rabbia di quanti, solo a sentire nominare l’ex pm, gli viene l’orticaria. Duri i commenti di Antonio Marciano e Bernardino Tuccillo. L’ex assessore della Iervolino replica: “le mie parole male interpretate”

di Peppe Papa

Nicola Oddati chiama, Luigi De Magistris risponde e il mondo dem partenopeo entra in fibrillazione. L’ex assessore della giunta Iervolino, personaggio di spicco del Partito democratico locale eletto nella direzione nazionale in quota Zingaretti, in un intervista a un noto quotidiano cittadino ha aperto alla possibilità di dialogare, nel quadro di una politica di alleanze in vista delle elezioni regionali del prossimo anno, anche con il sindaco di Napoli. Notiziona che ha immediatamente invaso la rete, scatenando in pochi minuti l’indignazione e la rabbia di quanti, solo a sentire nominare l’ex pm, gli viene l’orticaria. Non sono mancati gli improperi, che qui risparmiamo, all’indirizzo del povero Oddati, costretto a difendersi e correggere le sue parole “male interpretate”. Così come non è mancata la replica di De Magistris il quale, apprezzando l’inaspettato assist e approfittando dell’occasione di essersi guadagnato un’altra giornata di notorietà a buon mercato, ha prima posto condizioni, poi sdegnosamente  rimandato al mittente l’invito.

Alleanze “anche a partire da DeMa per le regionali?”, ha chiesto l’intervistatore e la risposta di Oddati non poteva essere più chiara: “Io penso di sì, non possiamo escludere nulla. Ma per allearsi bisogna essere in due, capire come ragionare insieme…”. Fermo restando l’imprescindibilità della candidatura di De Luca “che è fuori discussione”, la qual cosa da sola basta a chiudere qualsiasi discorso con il primo cittadino.

Antonio Marciano, consigliere regionale e personaggio di primo piano democrat, non ha perso tempo a manifestare la propria perplessità e chiedere chiarimenti “all’amico”.  “Ho letto l’intervista – ha scritto su Facebook –  Comprendo e condivido il bisogno di costruire alleanze più larghe per arginare le destre. E questo è un principio che vale soprattutto in una prossima battaglia politica nazionale come valeva per questa appena conclusa. Ma cosa significa allearsi con De Magistris per le prossime regionali?”.  “Qui il punto è un altro – ha proseguito – io non ho intenzione di allearmi con chi ha governato Napoli in questi anni con le insufficienze che sono sotto gli occhi di tutti sul terreno dei trasporti, della cura delle periferie, dell’arredo urbano, dei parchi pubblici, del presidio delle strade. Il prossimo anno gli elettori ci diranno se De Luca, se noi, abbiamo governato bene o no, se siamo stati all’altezza della sfida o no, se abbiamo risposto alle attese o no. Gli elettori ci voteranno per questo non per altro. Non voteranno De Luca e la sua coalizione per fermare Salvini e le destre”.

Un richiamo garbato, come altrettanto è stata la risposta di Oddati, dal sapore di una mezza marcia indietro, il quale ha sottolineato di avere sostenuto “con chiarezza” che il candidato è De Luca e che soprattutto “puntiamo sui buoni risultati dell’azione di governo” e per quanto riguarda De Magistris si è giustificato affermando che “a una precisa domanda, ho risposto che ovviamente si può dialogare con lui, ma alle nostre condizioni e che reputo velleitaria e solo distruttiva una sua eventuale candidatura. Poi il titolo lascia intendere altro”.

Già, il titolo, con i politici finisce sempre che è sua la colpa degli equivoci e delle polemiche.

Sta di fatto che nonostante la precisazione a Marciano, il popolo del web non si sia affatto calmato, per qualche ora il fuoco di fila su di lui si è fatto implacabile, nonostante questi cercasse di spiegare a tutti di essere fuori strada. Ad aggiungersi al coro delle ‘proteste’ anche Bernardino Tuccillo, assessore della prima giunta De Magistris e autore di un pamphlet al veleno sulla sua esperienza amministrativa con gli arancioni, che a caratteri maiuscoli ha implorato: “No…grazie…no nel mio nome! No”. Per poi entrare nello specifico politico attaccando il nuovo corso Pd.

“Il mio amico Nicola Oddati ha rotto gli indugi e ha abbandonato ogni retro pensiero, il sindaco ci dia una mano a battere le destre. E’ questo – ha chiesto provocatoriamente – il Pd di Zingaretti?”.

E qui è iniziato un lungo sfogo. Ha raccontato di quanto lui, insieme ad altri, fosse stato trattato con “malcelato fastidio” per aver “chiesto conto al partito di Zingaretti di una opposizione disarmata al comune di Napoli e di una partecipazione al governo della Città metropolitana”. “Ora si getta la maschera – ha accusato – Nel momento di maggiore crisi del ciclo di DeMa (mancata partecipazione alle Europee e vuoto assoluto di sbocchi e prospettive del suo ‘Movimento’) il Pd gli lancia l’ ennesima ciambella di salvataggio. Mi auguro che tanti nel Pd esclamino perentoriamente: No  nel mio nome”.

Inutile, anche in questo caso l’ennesima prova di chiarimento da parte di Oddati conclusasi con la sarcastica chiosa di Tuccillo, a sottolineare il lancio di agenzia di poco prima sull’argomento da parte del sindaco: “ci ha tolti dall’imbarazzo, ha detto che siete voi a dover sostenere lui alle prossime regionali”.

E in effetti, un sempre più disperato primo cittadino in cerca di una via d’uscita per non scomparire, nella sua dichiarazione non solo non ha smentito Tuccilo, ma ha rilanciato ammiccando ai Cinquestelle, senza tuttavia chiudere le porte al dialogo con il Pd, fermo che detti lui l’agenda.

“Con il Movimento 5 Stelle – ha detto, sottolineando l’intenzione del suo partito di scendere in campo – si può costruire una coalizione regionale. Io faccio un appello alle sensibilità migliori del Movimento su questo”. “Penso che facciano un errore – ha avvertito – se non dialogano con noi che abbiamo ha dimostrato che le cose che loro dicono le facciamo, a cominciare dall’acqua pubblica. Ora guardiamo con attenzione alla discussione che si aprirà tra di loro dopo le elezioni europee”.

Per quanto riguarda i democratici la pregiudiziale è chiara “larga coalizione sì, ma partendo dal fatto che De Magistris e De Luca sono completamente alternativi”. In pratica: o io, o lui. “Se ci sono le condizioni, bene – ha aggiunto – se invece significa dire vogliamo dialogare però noi siamo sempre quelli di De Luca e dintorni, allora è una cosa che non ci interessa per nulla”.

Insomma, patti chiari e amicizia lunga, avendo coscienza della delicata fase storica che sta attraversando il Paese, perché così fanno i veri statisti.

“Noi siamo disponibili a parlare – ha affermato, con la convinzione di essere preso sul serio – se si mette in campo una coalizione che sia di rottura e di affidabilità di governo, una coalizione che sia la resistenza delle Quattro Giornate, il Piave rispetto a Salvini”. Moschetto e trincea, in sostanza, e in prima linea solo chi avrà il coraggio di combattere. Superfluo indicare il nome del condottiero.

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