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Il Napoli, pessimo club di calcio, con una buona squadra!

Il concetto sembrerà contraddittorio, ma per quanto ci riguarda non basta essere ai vertici del calcio giocato italiano da qualche anno per consacrarsi grande club e il Napoli di De Laurentiis non lo sarebbe nemmeno se per una volta vincesse lo scudetto, anche perché oggi vincere uno scudetto in Italia non è impresa impossibile, visto il livello qualitativo del nostro calcio. Basti constatare la facilità con cui la Juventus ne ha vinti otto di seguito, e non è che occorrevano Higuain o Ronaldo per vincerli perché da quelle parti hanno vinto anche con attaccanti come, Matri, Zaza, Llorente, il buon Quagliarella, Morata, prima ancora anche con giocatori normalissimi in rosa come Giaccherini, Padoin, Sturaro, insomma niente di che. Ora il vero cruccio della Juventus si chiama Champions, dovessero ancora vincere solo il campionato, rischierebbe che i tifosi glielo restituiscano indietro come quel tifoso napoletano acido restituì la maglietta all’incolpevole Callejon. Si, perché ormai è evidente che a Torino conta solo la Champions, vincere solo il campionato potrebbe addirittura stonare, viste le voci che corrono ormai da ogni parte d’Italia sulla bontà degli scudetti vinti dal club bianconero, che in modo famelico, dopo averne vinti abbondantemente più di trenta, addirittura se ne vogliono attribuire anche i due revocati, perché la Juve è così, è come un cannibale che si mangia qualsiasi cosa che noi umani napoletani non potremmo mai, dal momento che abbiamo vinto solo due scudetti e qualcuno a Napoli cerca pure di escluderli dai discorsi come se non appartenessero alla nostra storia esaltando più i secondi posti attuali che gli scudetti ferlainiani. Ma a Napoli siamo così, esaltiamo torinesi e milanesi e alle nostre eccellenze non si da valore! Ad ogni modo a Napoli si dice sempre che il prossimo anno sarà quello buono, infatti il refrain più stucchevole e ridicolo ogni stagione è sempre lo stesso: “Anche per quest’anno, si vincerà il prossimo anno”. Ma stavolta potrà veramente essere quello buono per una serie di motivi che andremo ad elencarvi in ordine sparso e non di importanza. Sicuramente per far sì che questo succeda bisognerà che la Juventus decida in qualche modo di farsi da parte e il licenziamento di Allegri è il primo segnale utile in questa direzione, perché il tecnico di Livorno da questo punto di vista era una garanzia e invece la Juventus per rinunciarci ha dovuto far fuori Allegri e prendere l’eterno secondo Sarri che gli scudetti riesce a perderli anche quando sembrano già vinti, perché è davvero complicato perdere uno scudetto quando per due anni sei campione d’inverno e contro ogni statistica finisci per perderlo, ma ancor di più è raccapricciante perderlo a tre giornate dalla fine quando vai a vincere il confronto diretto, addirittura in casa della tua rivale e poi sciupi tutto in un albergo frignando davanti al televisore perché nel tuo film i cattivi hanno vinto a Milan, quando sei a pochi passi dal traguardo. La Juventus ha preso Sarri per farla finita a vincere il campionato, infatti Sarri non è riuscito a vincerlo nemmeno al Chelsea in Premier dove invece sia Ancelotti che Conte lo hanno vinto al loro primo anno, però almeno è riuscito con molta fortuna ad arrivare in finale europea senza incontrare sul proprio cammino una sola squadra vera di calcio e sia ad arrivare terzo in campionat , che insieme alla seconda posizione è quella che lui raggiunge con più dimestichezza. Questo comunque è importante perché la qualificazione in Champions è sempre utile altrimenti altro che provare a vincerla alla Juventus, neanche ci parteciperebbe, in tel caso lo rispedirebbero subito nella banca in cui lavorava prima di sognare di diventare il nuovo Sarri . A questo proposito il Comandante di una consistente massa di tifosi napoletani oggi addolorati per questo eventuale tradimento, come tecnico ha però dimostrato come minimo di poter arrivare in finale in una competizione europea e se stasera dovesse battere l’Arsenal, addirittura vincerebbe un trofeo il primo di una lunga carriera di sconfitte, esoneri e dimissioni, e senza il quale proseguirebbero anche a Londra. Ma anche dovesse trattarsi di un trofeo minore rispetto alla Champions, ma comunque trattasi di torneo lungo e difficile, almeno nella fase finale. Inoltre a Torino sembrano aver scelto Sarri in primis perché seppure dovessero vincere ancora lo scudetto che almeno lo si vincesse con la benedizione di tutti gli amanti del cosiddetto “bel gioco”, concetto astratto di quelli che pensano che il “bello” sia un noiosissimo possesso palla che da la sensazione del dominio assoluto a chi non ama soffrire durante una partita di calcio, ma questo è un altro discorso che faremo in un altro contesto. Tornando ai motivi per cui il Napoli potrebbe per davvero vincere lo scudetto, un altro dei quali, come già accennato, è la qualità media del campionato italiano, in questi ultimi quasi 10 anni veramente scadente, che hanno prodotto appunto 8 scudetti di fila della Juventus vinti in tutta comodità e addirittura 4 secondi posti del Napoli con tecnici e squadre neanche di così alto livello, perché sia Mazzarri che Sarri non hanno mai vinto ad oggi mercoledì 29 maggio, ore 10,30 am alcunché che non sia un torneo di calcetto estivo e i calciatori approdati a Napoli a parte Higuain, Albiol e Reina pochi hanno mai vinto e giocato in grandi club . Chiaramente in questo contesto di gioco nel nostro campionato un grande tecnico come Ancelotti al suo primo anno a Napoli è riuscito ad arrivare secondo allenando comodamente dalla terrazza panoramica della sua residenza lussuosa sulla collina fra Vomero e Posillipo, stragugiando pizze e mozzarella aversana portata in dono direttamente dalla figlia da Mondragone quando gli fa visita, altrimenti a Castelvolturno gliela servirebbero pure a colazione accompagnata dai mitici caffè di Starace. Questo per dire di come un grande tecnico riesce ad arrivare secondo pur non sforzandosi in modo spasmodico come i precedenti tecnici toscani fra un pianto e l’altro in acca aspirata. Ancelotti ha ereditato quello che resta della ormai antica squadra di Benitez e le integrazioni empolesi di Sarri, che a quanto pare con Di Lorenzo e Bennacer proseguono la tradizione, oltre a tutta un’altra serie di misteri tecnici come il resto dei giocatori della rosa azzurra. Certo, Ancelotti è arrivato secondo senza i sui personali titolarissimi come lo erano i tanti top player allenati nel recente passato, e a Napoli ha dovuto far giocare tutti, ci mancava solo che andasse lui in campo claudicante o il figlio che non ha mai calcato un campo fra i professionisti e poi veramente sarebbe stato il record dei turn over. Ora se solo dovesse arrivare Sarri a Torino, ovvero il principe dei perdenti, e Ancelotti possa essere un tantino assecondato al mercato e che lo stesso tecnico si mettesse più di buzzo buono in panchina, anziché perdersi eccessivamente nei panorami di Napoli e le prelibate libagioni del territorio, ci potrebbe pure scappare uno scudetto allo stesso modo come può scappare la pipì ad un qualsiasi settantenne con problemi di prostata. Praticamente, ad un grande come Ancelotti in queste condizioni, vincere uno scudetto gli potrebbe riuscire agevole anche in un club come il Napoli di De Laurentiis. che si farebbe ammazzare per non vincerlo, ma che quest’anno possa accadere pure non volendo e assai probabile . Sarebbe stato meglio per De Laurentiis che la fake news che lo vedeva venuto alle mani con Ancelotti fosse vera, così almeno si disinnescava questa bomba del possibilissimo prossimo scudetto al Napoli. la cui miccia sarà accesa domani stesso da Sarri alla Juventus. Immaginatevi le feste a Napoli, e allora si che Ancelotti potrà fare il pieno fra pizze, mozzarelle e zuppe di cozze, perché stavolta saranno ampiamente concesse e meritate, ma da settembre prossimo al maggio 2020 gli basterà che suo genero nutrizionista lo mantenga a stecchetto, basterà questo per vincere lo scudetto. Tuttavia però se è vero che una rondine non fa primavera, anche uno scudetto non rende grande un club di calcio come il Napoli Filmauro, che gestito in questa maniera mai lo sarà. Per essere un grande club non basterà uno scudetto una tantum, quello servirà solo per campare di rendita per altri trentanni, come non basterà avere una discreta squadra di calcio attrezzata in modo mirato affinché garantisse il minimo sindacale del secondo/terzo/quarto posto, altresì non basterà avere sempre la stampa locale a srotolarsi come zerbini ad ogni peto presidenziale, ma serviranno strutture moderne, una sede prestigiosa nel cuore della città, serviranno manager di grande respiro in ogni settore sia tecnico che di marketing, servirà un importante settore giovanile gestito da tecnici specializzati nello scouting e nell’addestramento, come nella formazione, e senza un minimo di investimenti e volontà di De Laurentiis ad attrezzare il club in questo senso, che del resto lui stesso ha pontificato di queste cose, e allora il Napoli potrà pure arrivare altre 10 volte secondo, una tantum primo, ciò non toglie che non si sarà mai un grande Club di calcio ma solo e sempre la gallina dalle uova oro azzurre della più antica famiglia di produttori di cinema d’Italia con i film Luce raccontati da Aurelio il visionario!

Pippo Trio

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