C’è solo un capitano, l’unico vero, grande comandante, e tutti a Napoli e nel mondo conoscono il nome!
Giugno 27, 2019
La telecamera Rai non l’inquadra mentre salta il Ponte Morandi, Di Maio si infuria
Giugno 28, 2019

E’ l’incubo dei propri compagni di partito, il fantasma che agita il sonno dei suoi avversari politici, il ‘fenomeno’ di studio incomprensibile per molti esponenti dell’intellighenzia italiana soprattutto quella di sinistra pura e dura, il detestato artefice, a detta di una larga fetta di popolazione, di tutti i mali che stanno portando il Paese alla rovina.

di Peppe Papa

Matteo Renzi, non è molto simpatico, ma è l’unico vero leader che la politica nazionale ha avuto dopo l’uscita di scena di Silvio Berlusconi. E come tutti i personaggi carismatici e di potere, inevitabilmente suscita l’odio più estremo, oppure il cieco amore. Da quando è finito nella polvere dopo la sconfitta al referendum costituzionale e la batosta alle politiche dell’anno scorso, continua ad essere di ingombro con il solo fatto di esistere; presenta i suoi libri sempre in sale affollatissime e osannanti, decide come vuole e quando vuole di comparire in televisione per la gioia dell’anchorman di turno, milioni di follower lo seguono sui social. E le sue uscite non sono mai banali, cosa che fa irritare ancora di più i detrattori che vorrebbero definitivamente chiudere la partita togliendoselo dai piedi in qualsiasi modo.

Usando ogni mezzo, dall’invettiva politica alle fake news sulla sua vita privata, dalle indagini della magistratura sul conto della famiglia, alle campagne mediatiche dei giornali di destra e sinistra per distruggerne l’immagine.

Tanto astio perché tutti sanno che una sua ridiscesa in campo, ammesso che abbia mai abbandonato il terreno di gioco, scompiglierebbe le carte su tutti i fronti.

Lui lo sa, ma si tiene alla larga da una simile tentazione, sono ancora troppo fresche le ferite subite durante la caduta e non sembrano maturi i tempi dominati oggi dalla ubriacatura populista al culmine della sua ascesa. Per il momento, come dicevamo, si limita a ‘marcare il territorio’, ogni tanto piazza una zampata maligna che generalmente fa rumore e inquieta amici e nemici.

Dalla sua ha i risultati degli anni in cui è stato al comando della nave, i mille e diciassette giorni del suo governo caratterizzati da riforme attese da anni. Come quella controversa sul lavoro (job act), sulle unioni civili, la scuola, il terzo settore, gli stipendi della pubblica amministrazione, la legge sul “Dopo di noi”, le norme per l’autosufficienza.

Per non parlare degli interventi finanziari e fiscali, dallo stop a Irap e Ires, agli 80 euro a 11 milioni di taliani e quelli in più al comparto sicurezza, l’abolizione di Equitalia, la riduzione del canone Rai (fatto pagare a tutti attraverso la bolletta dell’energia elettrica), l’aumento delle pensioni minime, i 500 euro a tutti i giovani diciottenni, il Pil a +1,6%, la riduzione di 43 miliardi del debito pubblico e la crescita in positivo.

Insomma, parecchia roba con cui fare i conti per i padroni del vapore attuale. Così appena gliene capita l’occasione cala il carico da novanta con l’arroganza, il sarcasmo, l’indisponenza tagliente di chi guarda tutti dall’alto in basso e se ne fa beffe. Come è successo ieri al Senato nel corso del suo pirotecnico intervento, tra gli applausi a scena aperta del gruppo Pd, sul decreto crescita poi approvato con la fiducia dei senatori della maggioranza Lega-M5S.

Un ‘one-man-show’ dove non ha risparmiato critiche a nessuno. A cominciare dal governo gialloverde e il suo rapporto con la crescita “due mondi paralleli, destinati a non incontrarsi”  e che anzi  “da quando ci siete voi la crescita è sparita”. E per questo ci sono due letture diverse: “voi dite che è solo un fatto di sfortuna, noi pensiamo che siate incapaci, ma quello che è certo è che i numeri parlano per voi”. 

Poi ha preso di mira il premier, Giuseppe Conte.

“Il presidente del Consiglio – ha ricordato – ha detto che questo sarà un anno bellissimo. Il presidente del Consiglio, aspirante meteorologo, questo vice dei suoi vice, portavoce del suo portavoce, cerimoniere senza cerimonia, che non riesce a mettere bocca sulla Libia, sul Venezuela, su Trump, sulle nomine, va alle riunioni con Casalino, scambiando le nomine  – ha aggiunto perfido –  con le nomination, anche se un certo know how, su questo, sicuramente Casalino può portarlo”. 

Sistemati governo e premier è passato a ricordare alcuni dati sulla situazione economica lasciata dal Pd alla fine dei governi di centrosinistra. “Quando siamo partiti – ha spiegato animandosi – il governo Monti e quello successivo di Letta, stavano intorno al meno 2 per cento di crescita del Pil, quindi in decrescita; i nostri governi sono arrivati poco sotto al più 2 per cento; con voi siamo tornati allo zero. Esplode la cassa integrazione, cresce la pressione fiscale, il Paese va peggio di prima. Il dramma è che avete fatto tutto da soli. Si dice: voi crescevate perché avevate Draghi. Ce lo avete anche voi, ce lo abbiamo anche noi e meno male che Draghi c’è, si sarebbe detto una volta”.

Non meno sferzante è stato nei confronti dei due partiti alla guida dell’esecutivo ricordando in particolare la ‘festa del balcone’ di Di Maio e dei ministri grillini commentando con sarcasmo che  “da quando il ministro dello Sviluppo economico è uscito da quel balcone (deve aver fatto effetto), voi non siete più rientrati in voi stessi. Questo dramma vede l’Italia in difficoltà. Potete manipolare le parole, ma non la realtà”. 

Parole che ovviamente hanno scatenato le ire dei parlamentari Cinquestelle i quali hanno cominciato ad inveire trasformando l’aula in una bolgia. Nella quale però Renzi ha affondato i colpi alzando di molto il volume stentoreo della voce. “Qui un tempo era tutto un accusare: ‘Premier non eletto’ – ha detto quasi gridando – oggi si chiama ‘avvocato del popolo’. Qui un tempo era tutto ‘inciucio vecchio stile’; ora si chiama ‘contratto di governo’. Tra l’altro – ha aggiunto – ci avevate spiegato, signori della maggioranza, che avreste fatto il contratto di governo perché almeno non si sarebbe litigato: rispetto a voi, ‘Beautiful’ è il paradiso terrestre, per i litigi costanti dei quali state dando pessima prova”.

Nel crescendo l’ex segretario ha colto l’occasione anche per regolare un vecchio conto in sospeso che aveva con Paola Taverna, un tempo pasionaria del M5S, oggi tranquilla vice presidente del Senato. “Qui un tempo – ha urlato – era tutto ‘onestà’; adesso si definisce ‘49 milioni’, si fa prima. Qui un tempo, quando si metteva la fiducia (la numero 13 dall’inizio della legislatura, la quarta al Senato, 9 alla Camera) la vice presidente del Senato attuale, senatrice Paola Taverna, faceva una diretta Facebook e diceva: ‘Mettono la fiducia: siamo in dittatura’. Ora, naturalmente, la senatrice Taverna ha compiuto un percorso che l’ha portata alla vicepresidenza del Senato, dopo una breve esperienza come esperta di vaccini, e noi siamo contenti di questa grande modifica e di questo cambiamento che la riguarda; ma il fatto è che mettete una fiducia al mese”.

Infine, il bersaglio grosso, l’uomo che ha preso il suo posto nell’immaginario degli italiani, il Capitano, Matteo Salvini, sommerso da una caterva di velenosi sarcasmi tutti diretti a metterne in ridicolo la statura etico-politica. Riuscendoci, considerando i sorrisini compiacenti dei senatori di quasi tutti i gruppi, tranne naturalmente quelli della Lega.

“Matteo Salvini – ha detto –  lo ricordo quando parlava della Corea del Nord, dove, a suo dire, vigeva un grande senso di comunità. Adesso va alla Casa Bianca, meglio così. Me lo ricordo quando intonava: ‘Senti che puzza, scappano anche i cani: stanno arrivando i napoletani’, parole dello statista di Pontida, e oggi dice ‘Viva il Sud’. Meglio così, ha cambiato idea. Tifava Francia ai Mondiali del 2006, Salvini, in una bellissima diretta per Radio Padania. Ha iniziato con i comunisti padani, signor Presidente, difendendo il Leoncavallo, ora parla di ‘zecche dei centri sociali’. Insomma, Matteo Salvini cambia idea. Magari fra dieci anni lo troveremo volontario di una nave ONG nel Mediterraneo, con la scritta ‘Aprite i porti’”. Be’, può stare sulle palle, ma di un Renzi così sarebbe un peccato farne a meno, se non altro per non annoiarsi.

24 Comments

  1. Ciro Alfano ha detto:

    E fuori dubbi che Renzi è l’ultimo lider che l’Italia a avuto nell’ultimo decennio peccato che tutti se ne sono accorti tranne che gli italiani e soprattutto la sinistra italiana

  2. Paolo Bizzarri ha detto:

    Il paese non potrà fare a meno di Renzi perché, mentre tutti hanno lo sguardo all’indietro, lui è l’unico guarda al futuro. Antipatico? Forse. Macchisseneimporta!

  3. Caterina ha detto:

    È un grande, nell’attuale panorama politico unico leader! Fatevene una ragione

  4. Luciano Brocchi ha detto:

    Chi è grande sarà sempre grande. Perché per essere grandi occorre un cervello gestito in proprio ‘non per interposta persona ‘e Matteo Renzi è uno che sa gestirsi alla grande!

  5. Miccamariecarmen ha detto:

    Grande Renzi, e poveri italiani che non avete capito niente…. il dopo Renzi il nulla di idee di capacità di sintesi e di bravura non per niente lo chiamano da tutto il mondo per conferenze .il laeder che tutti vorrebbero essere,ma ce ne solo uno …Renzi.

  6. Antonio ha detto:

    Purtroppo anche se provi a dare il tuo parere politico ti attaccano tutti sui media, minacciadoci e chiamandoci ladri amici di Renzi , io sono convinto che solo Renzi ci puo’ aiutare ad uscire di questa palude , non vedo altre persone con le palle che mi possono rappresentare.
    Ti preghiamo col cuore torna e prendi tu in mano il timone prima che affondiamo tutti nella merda.

  7. salvatore ha detto:

    Non può non ritornare….è un nostro diritto/dovere pretenderlo. Il Nostro amato Paese ha bisogno di gente come Lui!!!!

  8. Osita Vincenzi ha detto:

    se i miei compagni di sinistra usassero il cervello in tutte le circostanze dovrebbero farsi un “mea culpa,mea maxima culpa”battendosi il petto perché la sinistra aveva un leader, che mostrava il volto nuovo della sinistra stessa,volto alle riforme e al progresso e loro lo hanno danneggiato e con lui hanno danneggiato l’Italia

  9. Cecilia dotti ha detto:

    Matteo Renzi! Unico vero leader rimasto nel pantano maleodorante della politica italiana! Infatti è per questo che lo odiano tutti! Tutti senza distinzioni di partito o idea politica! Ed è per questo che la sua popolarità non è che destinata a salire e spazzare via il letame e la cialtroneria che spazia ad oggi nel parlamento italiano! Questa è la sola e incontrovertibile verità!

  10. Elisa ha detto:

    Renzi è troppo avanti per l’italietta

  11. Argus ha detto:

    È stato il referendum che l’ha fregato voleva tutto il potere pensa era andato vinto e adesso Salvini al comando cosa sarebbe il padrone non il capitano

  12. Adele Barucci ha detto:

    L’ho sempre apprezzato e difeso da persone che parlavano male di lui, a me non è mai stato antipatico anzi trovo che sia un ragazzo sincero e leale, l’unico capace di mettere in piedi questa povera Italia che questi governanti incapaci stanno distruggendo.

  13. Patrizia ha detto:

    Sicuramente Matteo Renzi non sarà molto simpatico ma in questo panorama di nani e ballerine è indubbiamente un gigante.
    Prima o poi lo capiremo sperando di essere ancora in tempo…..

  14. Federici Stefano ha detto:

    Renzi è un ambizioso particolare, a cui piacerebbe essere asticella, del salto in alto, che la politica italiana superasse di slancio.
    Il problema è che la realtà veda la politica, non fare il salto in alto, fa il ballo caribico del limbo, dove la difficoltà sta nel passare sotto l’asticella, senza farla cadere pur abbassandola sempre più.
    È una politica che nemmeno saltando sotto l’asticella, cercando di raggiungerla allungando le braccia e le punte delle dita, riesce a sfiorarla nemmeno con lo spostamento d’aria.
    È un’occasione persa, è lo stimolo del confronto con talentuosi avversari che stimola l’atleta: quello il cui record resta insuperato per lustri, non che ha aspettare che ciò avvenga, sapendo che quando succederà sarà probabilmente troppo vecchio per riprendersi il titolo.
    Peccato davvero se Renzi, come Bartali, avesse trovato il suo Coppi avremmo visto la politica volare sugli ostacoli, recuperando molte arretratezze.
    È per questo che Renzi risulta antipatico: uccide la suspense del risultato!

  15. massimo misefari ha detto:

    È solo un abile venditore di pentole e fumo!
    Non ne sento la mancanza,anzi non vedo l”ora che si levi dalle scatole ….il pd non ha bisogno d lui e prima se ne va,prima il pd si risolleverà dalla merda in cui l’ha cacciato!

  16. michele ha detto:

    Dopo Berlinguer è l’unico vero grande leader del centrosinistra.

  17. Anton ha detto:

    Io ho sempre vitato PD. Quando sulla scena comparve Renzi lo guardai con grande diffidenza per molto tempo. Quando, poi, in occasione del Referendum, volli approfondire gli argomenti e le motivazioni per cui dovevo decidere consapevolmente per un SI o per un NO, mi accorsi che quello era il momento giusto, l’occasione e l’opportunità che si presentava all’Italia per dare una vera svolta ad un fututo migliore. Quando, all’indomani delle votazioni seppi che aveva vinto il NO fui preso da un profondo, personale sconforto: capii che per molto tempo saremo stati vittime della nostra stupida ignoranza; la maggioranza si è fatta turlupinare perché gli si è detto che quello era un voto politico contro Renzi…poveri sciocchi!
    Pochi hanno capito quale occasione si sia sprecata!
    Guaredate dove siamo arrivati…e cosa ci aspetta…

  18. Marino ha detto:

    Stiamo parlando del migliore, cosa vi aspettavate
    Vai MATTEO continua così noi siamo qui ad aspettarti

  19. giuliano ha detto:

    matteo ti aspettiamo !!!

  20. Giuseppe Sverzellati ha detto:

    Uscito dal pd nel febbraio 2017, mi spiace comunque, e mi preoccupa, quanto sta accadendo. I danni fatti alla SX, la demolizione del progetto pd, non gli sono bastati, non sono bastati al simil gruppo dirigente pd attuale, corresponsabile per aver lasciato correre Renzi senza correggerne la direzione. Peccato.

  21. Riccardo Rescio ha detto:

    “Lettera aperta a Matteo Renzi”
    Mio caro Matteo, sono anni che seguo la politica, sono anni che sento ripetere sempre e comunque gli stessi slogan, sono anni che sento rietere le stesse promesse e purtroppo constatare gli stessi inganni, sono di conseguenza anche tanti anni in cui rifletto su due parole che, sin dai tempi della contestazione giovanile, hanno segnato profondamente la mia coscienza, queste parole sono Coerenza e Responsabilità.
    Come responsabile studentesco della scuola superiore che frequentavo, presi un impegno pubblico condiviso da tutti gli studenti, non avremmo dato gli esami di maturità, se la direzione non avesse accettato le richieste di una migliore e più adeguata funzionalità del nostro Istituto, un atto non violento, una forma di contestazione che non faceva male ad alcuno, ma che avrebbe messo di fronte alle proprie responsabilità la direzione della scuola,
    stiamo parlando del 68, quando la violenza verbale e quella praticata nelle strade era anormale quotidianità.
    Ebbene, la direzione non accetto le richieste e nel disimpegno generale fummo solo in due su tutta la Scuola a non fare gli esami, che poi abbiamo dovuto fare come privatisti l’anno successivo.
    Questo è stato solo l’inizio, tutto il testo della mia vita è stato ed è coerente a quelle due parole.
    Ecco perché ritengo, che tu sia la persona giusta, il cui modo di parlare e di agire è coerente tra quando prometti e quando hai la carica e il ruolo per concretizzare quelle parole.
    Hai responsabilità ed hai pagato e continuerai a pagare, perché il concetto di Responsabilità, quella vera, quella che senti nei confronti, prima di te stesso e poi nei confronti di tutti coloro che pensano che tu abbia le prerogative giuste per guidare questo nostro straordinario Paese, ti appartiene è nel tuo DNA.
    Vedi Matteo, nessuno meglio di te, per le tue prerogative, positive per alcuni, negative per altri, ha la capacità, la determinazione, la forza, la costanza, di rendere l’Italia all’altezza del ruolo che merita nel mondo.
    Caro Matteo, in nome di ciò che ti caratterizza e ti contraddistingue, non cedere alle provocazioni, non scendere nel ring della lotta becera in cui astutamente di vogliono coinvolgere, l’invidia è una brutta bestia, insaziabile, sempre assetata e affamata, che non potendo mai raggiungere le capacità delle valenze che ha intorno vede queste come delle prede da assalire e distruggere, non per sopravvivenza, ma solo per la presunzione di non avere rivali.
    Matteo, con la tua squadra avete fatto molto, ma ancora molto c’è da fare , parla solo di questo dai la speranza, con la certezza di concretizzare questa speranza, la Gente comune, la maggiore e la migliore parte degli Italiani, che non sbraita non urla e non inveisce, ha bisogno di credere in un sogno, il “Nuovo Rinascimento Italiano” è possibile, facciamolo insieme, perché tutti noi siamo molto migliori di quello che una sparuta minoranza vuol e e ci vuole far credere.
    Caro Matteo, non ti curar di loro, pensa a chi vuole una Italia giusta ed equa, ne abbiamo tutte le prerogative.
    Questa campagna elettorale deve essere improntata sulla voglia di discontinuità con il passato, fatti promotore dello slogan “Elettore e Gentiluomo” quale tu sei.
    Cordiali saluti
    Riccardo Rescio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *