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La colonna sonora del calciomercato è il valzer

Dopo quello degli allenatori è sempre il valzer il leit motiv del calciomercato, quello che muove le pedine più importanti come in un effetto domino. Detto degli allenatori ormai tutti accasati almeno fino al panettone mal che vada al torrone, ora tocca ai calciatori settore per settore che dovranno andare a formare la nuova spina dorsale di ogni grande, media o piccola squadra. Poche sono le operazioni in corso tra le grandi riguardo ai portieri e salvo clamorosi colpi di scena al Milan, con la cessione di Donnarumma, null’altro dovrebbe accadere, mentre invece già tanto è accaduto con i centrali difensivi e molto accadrà ancora, perché se l’Inter ha completato un reparto già forte con Skriniar e De Vrej, con l’arrivo di Godin, ha inserito uno dei più rognosi centrali al mondo all’interno dello scacchiere di Conte che farà della grinta e dell’aggressività il suo aspetto fondamentale di squadra. Stessa cosa dicasi per la Juventus che se dovesse arrivare De Ligt a formare la linea difensiva di Sarri insieme a Chiellini e Bonucci sarebbe anche questo un gran colpo, forse il migliore. L’olandese però costa tanto e anche la ricca Juventus non potrà permetterselo se non facesse qualche sacrificio per ottenere il miglioramento e in questo caso le voci di una cessione di Bonucci in sacrificio ci sembrano più che fondate, dovesse restare anche Bonucci insieme a Chiellini e De Ligt, sarebbe il reparto difensivo più forte d’Europa, ma sarà difficile che Bonucci non parta, del resto fra i tre è quello che meno si adatta al gioco di Sarri, che in uscita preferisce costruire da dietro anzichè fondare sui lanci lunghi, marchio di fabbrica di Bonucci. Quindi anche alla Juventus il valzer dei centrali difensivi sembra iniziato, mentre al Napoli si è già completato, perché in luogo della partenza di Albiol arriva un grande interprete del ruolo, Kostas Manolas, seppure meno esperto e costruttivo dello spagnolo, sicuramente più capace a impostare, ma il greco si fa preferire per velocità, grinta e cattiveria non disdegnando le puntate in area di rigore avversaria con discreto successo realizzativo. L’ideale come nel caso della Juventus con Bonucci, sarebbe stato mantenere in rosa anche Albiol, magari sarebbe stato preferibile che a partire fosse uno fra Chiriches e Maksimovic, ma le volontà dei protagonisti e le esigenze del mercato non sono mai così perfettamente pianificabili come si vorrebbe. Certo è che il Napoli per permettersi di pagare la clausola di Manolas ha dovuto attingere in parte dal tesoretto guadagnato a gennaio con la cessione di Hamsik 15 milioni, poi dai 4 milioni che verseranno per la clausola di Albiol e i 18 milioni per la cessione di Diawara che indicano grandi sacrifici di tre calciatori per prenderne uno, però a livello economico il Napoli ha pareggiato i conti se non addirittura averci guadagnato nel rapporto entrate ed uscite per non dire di aver risparmiato su tre ingaggi per pagarne uno. Ma De Laurentiis ormai lo conoscono tutti, non compra mai nessuno se prima non vende e nella differenza guadagnarci pure, è il suo stile ed il suo obiettivo, vincere nella partita economica e compatibilmente restare almeno attaccati alla vetta del campionato costantemente per ottenere non tanto successi sportivi ma quanto aggiungerne di altri dal punto di vista economico e commerciale. Può piacere o non piacere ma il Napoli è suo e ci fa quello che gli pare ed i risultati ad oggi gli hanno dato in parte ragione, anche se non del tutto, perché con le sue strategie economiche il Napoli difficilmente potrà fare più di questo, però nel calcio non si sa mai, è pur sempre un gioco in cui contano tanti altri fattori non ultimo la fortuna, e al riguardo De Laurentiis in questi 16 anni ha anche dimostrato di avere un buon feeling con la Dea bendata, almeno quello, e chissà che pur pianificando al risparmio non si possa ottenere il massimo risultato con un minor sforzo economico, ma competente e oculato. Vedremo! Intanto il valzer al calciomercato continua, perché restano ancora vari reparti di una di una squadra titolare da riempire e sono le caselle più importanti del centrale di centrocampo e quello d’attacco, ma come tutti ben sanno è in questi reparti che c’è bisogno di muovere tanti soldi perché un grande centravanti, salvo colpi di fortuna nell’individuare il perfetto sconosciuto che si rivelerà al pari dei top del ruolo come è accaduto quest’anno con Piatek a meno di 50 milioni non lo si trova ed ecco che sulla griglia di partenza vi sono pezzi da 90 come Icardi, Higuain, Dzeko, Lukaku, Costa e chissà chi altro, per non dire sulla tre quarti il valzer che si scatenerà con gli eventuali arrivi e partenze dei vari Neymar, James, Insigne, Dybala. Insomma il meglio dal mercato deve ancora arrivare, però intanto siamo agli sgoccioli riguardo ai raduni e manca meno di un mese ai calendari e poco più di un mese all’inizio della stagione agonistica. Sarà una lunga estate calda sulle note del valzer del calciomercato dopodiché le jeux soint fait et rien va plus, vinca il migliore ma come diceva un grande del calcio che fu, il mitico Paron Nereo Rocco, “Ciò, speremo de no”!

Pippo Trio

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