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Calciomercato: prezzi dei calciatori lievitati dalle troppe commissioni, più o meno lecite

Di anno in anno il calciomercato diventa sempre più complicato, i motivi della dilatazione dei prezzi dei calciatori e della tempistica affinché un contratto vada in porto sono totalmente cambiati e resi complicati da tutta una serie di problematiche sia di natura contrattuale, con troppe postille e formule da decifrare, che dalle troppe commissioni, royalty, provvigioni più o meno lecite da concordare fra società e agenti procuratori, mediatori e direttori sportivi, e talvolta coinvolti anche giornalisti cosidetti esperti di mercato in questo complicato mercimonio. Ed è così che qualsiasi operazione di mercato diventa infinitamente complessa, perché è sempre difficile rendere compatibili tutte queste interazioni per non parlare dell’aspetto più importante e cioè quello di chi deve cacciare i soldi per concretizzarle, quei presidenti di club che a loro volta devono guadagnare e contemporaneamente allestire la migliore squadra possibile, compatibilmente alle esigenze di bilancio e in rispetto ai parametri del Fair play finanziario. Insomma il calciomercato è diventato un ginepraio impossibile da percorrere senza incorrere in qualche subdola trappola che potrebbe rovinare una stagione sia dal punto di vista sportivo che amministrativo e perfino nell’immagine e la comunicazione del club ,i cui settori collaterali sono ormai diventati di estrema importanza per attrarre sponsor e sviluppare il marketing. Immaginiamoci per un attimo le esigenze di calciomercato dei primi due o tre club oggi più forti in Italia. Manca solo poco più di un mese alla fine del calciomercato e all’inizio della nuova stagione, c’è da rinnovare gli organici, sfoltire la rosa dagli esuberi, svolgere la preparazione in ritiro e ognuno pianificare i propri obiettivi affinché soddisfare le aspettative di un intero ambiente. Mica facile? Ad esempio, prendiamo la ricca e potente Juventus, il suo obiettivo principale è vincere la Champions e come minimo lo scudetto e qualche trofeo nazionale a cominciare dalla Supercoppa Italiana. In questi anni è ben riuscita negli obiettivi nazionali poi per tentare di vincere in Europa dopo Higuain, ha dovuto ancora investire massicciamente sul mercato prendendo il migliore calciatore al mondo dopo Messi, che nonostante la svendita all’outlet madrileno per soli 100 milioni ne costa quasi più della metà in lordo, perché Cristiano Ronaldo pur essendo arrivato quasi al tramonto della sua carriera prende comunque 30 milioni all’anno netti, quindi immaginatevi l’esborso e le difficoltà oggettive per ammortizzare tali cifre. Ciononostante l’acquisto di Ronaldo non è bastato a colmare quel gap europeo nei confronti dei club più blasonati e ricchi del vecchio continente, per cui va da se che la Juventus dovrà fare qualcosa di più e infatti si parla di un mercato stellare già iniziato con due prestigiosi e collaudati parametri zero, Ramsey e Rabiot a rinforzare un centrocampo già imponente con i vari Pianic, Emre Chan, Matuidi, Kedira ed altri. Eppure si progetta anche di prendere Pogbà che avrebbe un costo complessivo di più di 150 milioni fra costo cartellino e ingaggio. Inoltre, dicono che la Juventus abbia quasi già preso il forte centrale difensivo olandese, De Ligt, per il quale fra costo cartellino e ingaggio sarebbe un altro investimento che supera i 100 milioni. In più, la Juventus vuole affiancare a Ronaldo un centravanti da più di 20 gol a stagione insomma un top dei top, si fanno i nomi di Icardi e Lukacu pur avendo già in rosa attaccanti della stazza fisica e tecnica di Mandzukic e Higuain. Ora immaginatevi quanto sarà difficile comprare tali calciatori e venderne altrettanti per rientrare nei costi o quanto meno per non appesantire i bilanci sempre così monitorati dal Fair play finanziario e relative restrizioni. Nonostante la grande organizzazione e influenza sul mercato chiedetevi come potrà la Juventus in poco più di un mese a realizzare solo la metà delle operazioni che intenderebbe fare per consegnare a Sarri una squadra da triplete. Ammesso pure che arrivasse la metà dei calciatori che intende prendere fra i quali non abbiamo neanche menzionato Chiesa e Zaniolo altri obiettivi molto sensibili alla dirigenza bianconera, ma a quel punto dovranno pur vendere qualcuno, e secondo voi sarà facile cedere con reciproca soddisfazione di tutte la parti interessate, quindi di chi vende, chi compra, i calciatori, i loro agenti, i direttori sportivi e persino le mogli dei calciatori che risponderebbero ai nomi di Bonucci, Kedira, Matuidi, Cuadrado, Cancelo, Dybala, Mandzukic e Higuain? Sarebbe un’impresona, e figuriamoci contemporaneamente a soddisfare le stesse esigenze in entrata, per cui battere innanzitutto la concorrenza per prendere quelli che abbiamo citato. Stesso discorso, seppure con modalità e budget diversi vale per il Napoli, che peraltro è già molto meno organizzato e potente del club juventino e con un presidente diffidente, esigente dal punto di vista economico e alquanto poco propenso a svenarsi come De Laurentiis. Dicono che gli obiettivi dichiarati oltre a Manolas, ormai azzurro, siano James Rodriguez, uno fra Lozano, Icardi e Lukaku, poi uno o due centrocampisti e un altro esterno di fascia. Inutile dire delle difficoltà economiche e di ingaggio dei top citati, ma pur essendo possibilisti, sicuramente non si potrà prescindere dalle cessioni e alcune anche importanti, tipo la rinuncia a Insigne se non addirittura a quella di Koulibaly o Allan, ma di sicuro quelle di Hisay, Mario Rui, Tonelli, Verdi, Rog, Ounas, Inglese, e tutto quel sottobosco fra giovani primavera o rientri dai prestiti. Ad oggi il Napoli per pagare la clausola di Manolas ha dovuto cedere Albiol e Diawara e per fare pari attingere al tesoretto procurato a gennaio dalla cessione di Hamsik. Nonostante ciò ancora bisogna costruire la vera squadra di Ancelotti e se i nomi in entrata e in uscita sono questi, come potrà essere possibile in un solo mese e mezzo soddisfare tutte le parti in causa, quindi dal presidente sempre recalcitrante, le sue lungaggini contrattuali sempre più cavillose, le opulente esigenze dei vari Mendes, Raiola, quelle più futili di Wanda Nara, poi le interazioni di Giuntoli con procuratori e club minori con i quali giostrare giovani in prospettiva e futuri talenti, perché anche in questi casi minori si muovono soldi importanti fra commissioni e royalty più o meno ufficiali. Insomma non è affatto semplice per nessuno chiudere completamente il cerchio delle operazioni che ci si sarebbe prefissate. Staremo a vedere, ma siamo certi fin d’ora che se si concludessero solo la metà degli obiettivi di mercato sia in entrata che in uscita di Juventus e Napoli, sarebbe già un’impresa, e figuriamoci come sarà più complicato per le altre squadre che hanno minori possibilità. Ma intanto son partiti quasi tutti i raduni al netto dei calciatori ancora in attività o in vacanza ritardata dagli impegni, mentre noi tutti aspettiamo chi metterà a segno il prossimo colpo di mercato. La curiosità è ai massimi livelli, tranne che per le bufale che ogni giorno sfornano i sedicenti esperti di mercato, quelle non fanno nemmeno più ridere di quanto non facciano ridere gli stessi protagonisti a inventarsene una al giorno.

Pippo Trio

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