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Ambiente, guerra alla plastica per salvare il nostro mare

di Paola Caiazza

Il problema dell’inquinamento, rappresenta una questione difficile da affrontare.

Il Parlamento Europeo, il 27 marzo ha votato a favore di nuove regole che limitano l’uso di prodotti di plastica monouso e la gestione degli attrezzi di pesca che spesso vengono perduti in mare

Secondo la Commissione Europea oltre l’80% dei rifiuti marini è costituito da plastica. Il provvedimento della Ue che  vieta l’uso di articoli di plastica monouso come piatti, posate, cannucce e bastoncini cotonati, è stato approvato con 560 voti favorevoli, 35 contrari e 28 astensioni (fonte: sito web Parlamento Europeo). Gli Stati membri, dovranno raccogliere entro il 2029 il 90% delle bottiglie di plastica, mentre i produttori di plastica, dovranno adeguarsi a norme che prevedono l’introduzione di contenuto riciclato per il 25% entro il 2025 e per il 30% entro il 2030.

L’applicazione del principio “chi inquina paga”,  obbligo stabilito dal Trattato sul Funzionamento dell’ Unione Europea (articolo 191, paragrafo 2 del TFUE)  prevede, inoltre, una responsabilità estesa anche ai produttori.  La plastica che circola nei nostri mari, viene ingoiata dai pesci e dai crostacei che spesso muoiono, oppure viene assorbita dal loro organismo e arriva direttamente sulle nostre tavole per mezzo della catena alimentare. La lenta decomposizione, permette alla plastica di accumularsi nei mari, negli oceani, sulle spiagge e di essere ingoiata da tutte le specie marine.

Il costo stimato dall’inquinamento da plastica in Europa fino al 2030 è pari ad un danno ambientale di 22 miliardi di euro (relatrice FrédériqueRies, ALDE BE). Il piano d’azione per l’economia circolare prevede una serie di misure volte a ridurre i rifiuti marini che danneggiano l’ecosistema marittimo e comportano danni economici per il turismo, la pesca e le spedizioni. Gli obiettivi da perseguire sono: divieto di plastica di  molti prodotti monouso, riduzione dei consumi, obblighi per i produttori, obiettivi di raccolta per gli Stati membri, requisiti di etichettatura, misure di sensibilizzazione. Inoltre, sono stabiliti degli incentivi per i produttori al fine di promuovere la ricerca di prodotti alternativi  rispetto alle materie  plastiche, questo favorirà lo sviluppo di nuovi business innovativi.

Orizzonte 2020 ha fornito finanziamenti a sostegno di nuove strategie sulle materie plastiche, più intelligenti e riciclabili. Spetta quindi ad ogni Stato membro il compito, attraverso campagne di sensibilizzazione, di educare la propria cittadinanza allo sviluppo di una coscienza ambientalista. La tutela del nostro mare, non solo protegge l’uomo dai rischi  per la salute ma  garantisce la sopravvivenza di un settore dell’economia che entra nel Pil e che  quindi contribuisce alla nostra crescita economica ma  che soprattutto, caratterizza l’identità del nostro paese  che noi abbiamo l’obbligo di difendere come patrimonio culturale.

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