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La ricetta di Cicchitto: Fi così non ha appeal, Berlusconi dovrebbe rompere con Salvini

di Alfio Mancini

“Il problema di Forza Italia non sono le primarie, o come si fanno, ma la linea politica, altrimenti tutta questa discussione interna diventa un asfittico scontro in un bicchier d’acqua, un suicidio in diretta televisiva. Berlusconi è indissolubilmente legato a Forza Italia. Aveva anni fa un fascino straordinario, non lo considero ancora annullato, però si è progressivamente attenuato. Dovrebbe rompere con Salvini, visto che Salvini non vuole pià avere a che fare con Berlusconi sul piano del governo nazionale. Se Forza Italia si collocasse come terza forza, distante ovviamente dal Pd, distante dal Movimento 5 Stelle, ma anche dalla Lega, potrebbe attrarre quell’elettorato moderato, liberale, riformista che va dal 10 al 20 per cento”.

Così Fabrizio Cicchitto, ex presidente della commissione Esteri di Montecitorio, autore del recente libro “Storia di Forza Italia” intervistato dall’editorialista Paola Sacchi al quotidiano online Spraynews.it. “Chi e’ causa del suo mal pianga se stesso- continua Cicchitto presidente di ReL, Riformismo e Libertà- è vero quello che dice Berlusconi e cioè che tutti coloro che sono usciti da Forza Italia poi sono andati incontro alla catastrofe. E’ il caso di Fini, Alfano, Verdini, del sottoscritto. Però Berlusconi non si rende conto che è valido anche il contrario. E cioè che tutte queste scissioni sono state separazioni non solo di classe dirigente ma anche di pezzi di elettorato. Per cui, se oggi Fi è ridotta a 6-7 per cento dal 39,8, questo è anche determinato dalle lacerazioni e dalla rotture che lui ha in larga parte determinato, non accettando un partito contendibile, nel quale fosse in atto una dialettica aperta. La seconda cosa è che non puoi tenere a lungo una linea a zig zag. Per cui un giorno sei moderato e dai il via libera al governo di Enrico Letta ed Alfano, poi il giorno dopo lo butti per aria. Poi, passano alcuni mesi e fai il Patto del Nazareno, poi passa un anno e rompi con Renzi. Questa linea politica a zig zag combinata con le rotture a livello di gruppi dirigenti hanno dato un enorme spazio a Salvini che, portando avanti una linea unica di stampo sovranista, ha rovesciato i rapporti interni al centrodestra. Secondo me – conclude Cicchitto – Berlusconi, ma non lo farà mai, dovrebbe rompere con Salvini e far sì che le sue televisioni abbiano una posizione riformista, liberale che si batte su due fronti: nei confronti del Pd da una parte e dall’altra nei confronti del Movimento 5 Stelle ma anche, appunto, della Lega. Poi, ci si possono mettere le primarie e così via. Così come è Forza Italia non ha nessuno appeal. Berlusconi aveva un fascino straordinario anni fa, io non lo considero annullato però si è progressivamente attenuato. Ma serve un messaggio politico forte. Poi come si fanno le primarie interessa davvero a pochi”.

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