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Assemblea Pd, i renziani chiedono subito il congresso a Napoli: Gentiloni li ‘gela’

di Peppe Papa

Nessuna speranza per il Pd napoletano, in mano a capibastone e a un apparato dedito principalmente alla sua conservazione, destinato all’irrilevanza e già fuori da tempo dalla lotta politica cittadina tra il populismo di De Magistris, quello apparecchiato dai Cinquestelle e il ruggito montante della destra xenofoba di Salvini.

E a Roma non sembrano preoccuparsene, tanto da bocciare un ordine del giorno proposto da ‘Sempre Avanti’, la corrente di renziani che fa capo a Roberto Giachetti e Anna Ascani, all’assemblea nazionale in cui si invocava un’attenzione particolare per Napoli indicendo nel più breve tempo possibile “un congresso straordinario per traghettare il partito oltre la palude in cui si è arenato”. Il presidente Gentiloni si è limitato a dichiarare inammissibile la richiesta per “incompetenza dell’Assemblea” e ha chiuso lì la questione nonostante le proteste dei proponenti. Niente da fare.

Eppure l’emergenza è palese. Della segreteria regionale affidata alle cure del sindaco di Poggiomarino, Leo Annunziata, fortemente sostenuto dal governatore, Vincenzo De Luca e dall’Area dem, si sono perse le tracce. A Napoli, dopo la decisione del Tribunale di annullare l’elezione del segretario provinciale dichiarando illegittime le operazioni elettorali del congresso del 2017, è stato mandato un commissario straordinario, Michele Meta investito del difficile compito di fare da calmiere e provare ad organizzare un nuovo congresso in data da destinarsi. Mentre in consiglio comunale si trova a fare da capogruppo, Aniello Esposito il signore, tanto per intenderci, beccato dalle telecamere di Fanpage a distribuire monetine fuori ai gazebo delle scandalose primarie del 2016 e condannato dai magistrati tra gli ‘amici’ di Valeria Valente per il fattaccio delle firme false raccolte nella la stessa occasione, il quale tra l’altro non risulta neanche iscritto al partito. Senza contare, poi il consociativismo conclamato che vige alla Città Metropolitana: tutti con De Magistris. E senza che nessuno fiati.

Una situazione che dovrebbe almeno creare un minimo di imbarazzo a Zingaretti che, proprio al richiamo delle aperture alle esigenze dei territori, ha dedicato un passaggio della sua relazione invitando tutti “alla costruzione di piattaforme e costituenti delle idee, nuclei Pd in condomini e luoghi di lavoro”. Esattamente i motivi che renderebbero urgente mettere mano al partito locale, facendo punto e a capo, come chiedono in tanti per poi ripartire.

Pertanto appare ragionevole la mozione dei renziani (a prescindere da quello che si può pensare dell’ex segretario) presentata da Aureliana Natale articolata in quattro punti: l’immediato insediamento della commissione per il congresso; la distinzione nel partito provinciale del ruolo di segretario cittadino; la fissazione di temi irrinunciabili per le mozioni al congresso con l’aiuto di competenze della città e della società civile; la messa a punto di nuove modalità più efficaci per il coinvolgimento degli elettori, sia iscritti che ‘primaristi’.

Visto come vanno le cose in casa dem lo scetticismo è d’obbligo, difficile che arrivi qualche decisione in tal senso e gli stessi esponenti di ‘Sempre Avanti’ sembrano rassegnati. “La verità – hanno affermato in una nota diramata alla fine dell’appuntamento assembleare – ci appare sempre più vicina ad un tentativo di ripristino e di conservazione dei vecchi metodi di gestione delle spinose questioni del Mezzogiorno: speriamo di sbagliare. Non sfugge però ai tanti democratici napoletani ed al gruppo di ‘Sempre Avanti’ – hanno aggiunto – che a Napoli manca il coraggio di aprire veramente la partita in maniera seria, costruttiva, innovativa per paura di perdere l’appoggio dei tanti che però finora non hanno fatto il bene del partito. Ma se il Pd Napoli vuole sopravvivere e tornare a vincere ha bisogno di basi solide: al solito gioco delle parti, noi che crediamo nel rinnovamento come valore per la ripartenza, intendiamo sottrarci!”. Condivisibile, sicuramente saranno tutti d’accordo e pronti ad impegnarsi, salvo poi ritornare indomiti al già visto. Allo stesso film.

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