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Scuola, niente taglio di 4 miliardi: salvi i fondi per il sostegno

Prima la grande paura, poi la smentita, i tagli ai fondi destinati all’inclusione scolastica non ci saranno. E’ stata l’agenzia Ansa a tranquillizzare personale addetto e famiglie, “nessun taglio alla scuola di 4 miliardi per il sostegno”.

di Paola Caiazza

Meno male, è stato così salvaguardato l’articolo 34 della nostra Costituzione che al primo comma sancisce che “la scuola è aperta a tutti”. Tagliare, anche in minima parte,  i fondi destinati ai progetti che favoriscono l’inclusione scolastica significa vanificare ogni sforzo che  fino ad ora è stato compiuto, uno sforzo che è servito a  dare pari dignità a tutti i cittadini, indipendentemente dal punto di partenza di ognuno. La democrazia, è un concetto molto ampio, include in sé un insieme di nozioni, pensieri, idee che servono a rendere  un paese libero; senza gli strumenti e le  risorse finanziarie che assicurino, la crescita personale e culturale dell’individuo, il paese resta indietro.  Senza strumenti che assicurino la parità di apprendimento, il rispetto delle pari   opportunità  viene meno.

 Il punto fondamentale è che un paese civile non dovrebbe mai far parlare di sé per i tagli all’istruzione, semmai altri fondi dovrebbero essere sacrificati seppure ciò dovesse risultare necessario per la salvaguardia degli equilibri economici e finanziari della nazione.

Anche il concetto di “razionalizzazione della spesa” è discutibile, la razionalizzazione non significa obbligatoriamente  una riduzione percentuale dei fondi, può significare  invece un’analisi del corretto utilizzo delle risorse, delle loro opportunità, delle scelte strategiche degli ambiti  su cui intervenire.

Nel caso specifico delle risorse destinate alla didattica inclusiva, è da sottolineare l’importanza di questa metodologia, in quanto permette all’alunno con bisogni educativi speciali di sviluppare le proprie attitudini, facilitando  di conseguenza la realizzazione lavorativa e quindi il suo successo, sia individuale che nella vita  sociale.

L’istruzione, è il pilastro su cui fonda  la crescita culturale ed economica di una nazione; non dovremmo mai dimenticare che i giovani che si formano nel nostro paese, sono giovani  che circoleranno nel mondo, oppure resteranno in Italia accompagnati dalle loro idee nuove, ma anche passate, trasmesse, conservate nella memoria.

Ebbene, si rende necessaria  nella fase della programmazione della spesa pubblica,  porre molta attenzione non soltanto alla fase relativa al perseguimento  degli  obiettivi di breve termine ma soprattutto alla fase di pianificazione degli obiettivi di lungo termine che garantiscono un ritorno durevole su molteplici aspetti strategici dell’economia italiana.

Caiazza Paola

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