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Con James Rodriguez e Icardi, al San Paolo sarà tutto esaurito per la stagione intera, e chissà che…

In genere chi vi scrive non è mai tenero con il presidente del Napoli, ma siamo in una fase del mercato in cui criticare precocemente sarebbe sbagliato, dal momento che tutto può ancora accadere, perchè non c’è club in Europa grande o piccolo che sia che non debba fare i conti con il fair play finanziario in rapporto alle proprie possibilità economiche, ma va anche detto che se c’è un club in Europa che al riguardo ha ampi margini di manovra senza temere sanzioni Uefa questo club si chiama NAPOLI, e allora occorrerebbe più decisione nel chiudere alcune trattative senza troppi tentennamenti, o quantomeno, non portarla eccessivamente per le lunghe. Se si vuole migliorare o si accettano certi prezzi oppure si rinuncia, ma non si può pretendere che gli altri ci vendano i loro calciatori a prezzi convenienti e vendere i nostri a prezzi alti, e dal momento che nessuno regala niente e allora ci si adegui in modo equo sia in entrata che in uscita. Quindi, se veramente si ritenessero indispensabili certi calciatori per il proprio progetto, bisogna prenderli e basta, anche perchè poi più tempo passa e più si rischia di perderli ad aste al rialzo. Facile a dirsi, però è così, ad esempio il Real Madrid ha preso Hazard per tempo, se avesse aspettato a lungo e magari su Hazard metteva gli occhi qualcun altro dopo la vittoria in Europa League, il prezzo del calciatore già alto di per se poteva aumentare, e invece aver chiuso prima ha evitato tutto ciò. Tuttavia non esiste solo il Fair Play Finanziario a frenare i club ma anche le loro ampie rose da sfoltire prima ancora di comprare, e anche il Napoli al riguardo ha da sfoltire un bel pò prima di poter acquistare calciatori costosi sia di cartellino che di ingaggio e fin qui non ci piove, poi ci sono tutta un’altra serie di parametri che non rendono agevole la compravendita dei calciatori e sono le commissioni dei procuratori. Praticamente per acquistare o vendere un calciatore il prezzo non è mai al netto del valore di mercato del calciatore stesso, ma è al lordo di una commissione cospicua dell’agente con cui si tratta, e spesso vi è anche qualche costo più o meno occulto di qualche direttore sportivo che per agevolare tali trattative potrebbe pretendere dagli stessi procuratori un gettone premio affinchè intrattenere rapporti privilegiati sulle compravendite, e anche certi media che si occupano di calciomercato incidono in qualche modo sui prezzi dei calciatori . E’ chiaro che per far si che un’operazione di mercato si chiuda bisogna che tutte le parti siano soddisfatte, spesso oltre a tutto l’ambaradan che contorna un’operazione di calciomercato, bisogna soddisfare e convincere anche i familiari e le compagne dei calciatori che in certi casi, vedi Icardi, sono addirittura i manager dei loro stessi compagni complicando ulteriormente i rapporti fra tutte le parti. Insomma, il calcio mercato è un ginepraio niente affatto facile da percorrere e il tempo affinchè far quadrare il tutto non agevola, mettiamoci pure l’esigenze e le personalità complesse delle varie componenti e si capisce facilmente perchè il più delle volte ogni trattativa diventa una telenovela infinita. Questo capita a tutti i club del mondo tranne che ai più potenti, che quando hanno voglia di acquistare un determinato calciatore lo fanno senza porsi eccessivi problemi e senza badare a spese, tanto è vero che club come Real Madrid, Barcellona, quelli degli sceicchi, la Juventus stessa, comprano ancor prima di riuscire a vendere, tanta è l’ambizione di migliorarsi, anche se poi una volta comprato anche questi club si trovano spalle al muro e costretti a vendere ricattati da un altro tipo di mercato, quello dei club medi, che vorrebbero comprare giustamente a prezzo di saldo gli esuberi dei top club e anche in questi casi procuratori, agenti, direttori sportivi sguazzano alla grande, e i prezzi, date le tante interazioni comprese quelle dei presidenti, lievitano ogni anno di più, malgrado le diverse forme di pagamento, obblighi e diritti di riscatto, di rivendita, d’immagine, prestiti onerosi o gratuiti, insomma veramente un rompicapo sempre molto difficile da risolvere e intanto le squadre sono in ritiro, la stagione agonistica si avvicina, gli obiettivi pianificati, e le aspettative dei tifosi fremono, come si fa a far quadrare il tutto?. Premesso tutto ciò, l’importante è capire cosa si vuole e quali sono gli obiettivi sportivi di ogni club. In genere i grandi club i loro obiettivi sono già dichiarati dal blasone stesso del club e non potranno fare a meno che migliorarsi continuamente per battere la concorrenza e avendo grande fatturato, grandi sponsor e un valore alto delle proprie rose, riescono agevolmente fra entrate e uscite a migliorarsi, tante sono le loro risorse. Mentre club come il Napoli, il cui fatturato pur essendo notevole non raggiunge certi livelli, anche colpevolmente, perchè bisognerebbe che il club investisse maggiormente negli impianti, nel settore giovanile e magari anche di anno in anno nella squadra comprando magari meno calciatori, ma di maggiore qualità. Il vero problema del Napoli è quello di avere un presidente che predilige gli utili immediati ai prestigiosi risultati sportivi che porterebbero magari anche maggiori utili in futuro, e allora si preferisce rimanere in zone di classifica che permettono introiti sicuri sia dai diritti televisivi che quelli ricavati dalle partecipazioni in Champions, poi di investire su calciatori di prospettiva non tanto perchè questi diventassero top player e sfruttarli dal punto di vista sportivo, ma per farne plusvalenze piccole o grandi che permettono al club e al suo presidente di da guadagnarci solo ed esclusivamente sul mercimonio delle compravendite al mercato. Ad esempio, Inglese, pur essendo del Napoli da ormai due anni, non ha mai avuto il piacere di indossare la maglietta azzurra tranne che in ritiro, il suo acquisto è servito al Napoli mica per migliorare la squadra e i gol in attacco? E’ servito solo come merce da smistare altrove di anno in anno come un pacco postale. Al Napoli è costato poco più di 10 milioni e nelle varie soluzioni fra prestito e cessione pur non giocando mai, il Napoli ci ha ricavato circa 15 milioni in più, cosa che dal punto di vista commerciale risulta un capolavoro, ma dal punto di vista sportivo il nulla assoluto, perchè non ha spostato nulla riguardo al miglioramento della qualità della squadra, non è che sono soldi che sono serviti per prendere uno più forte di Inglese, ma sono soldi che vanno solo ad aumentare i tesoretti che De Laurentiis ogni anno acumula senza investirli più di tanto in un miglioramento generale del club e della squadra, o quanto meno senza che i risultati sportivi e anche di immagine, marketing e sponsoring possano crescere. Ora se questi tesoretti venissero investiti senza rischiare, come fanno altri grandi club molto più esposti dal punto di vista fair play finanziario, il Napoli avrebbe solo da guadagnarci da tutti i punti di vista, sia da quello sportivo che da quello del fatturato, perchè è evidente che un miglioramento sportivo trainerebbe tutto il movimento economico e finanziario. Una squadra più forte e qualitativa, con elementi di grande nome e visibilità non solo migliorerebero le prestazioni e i risultati della squadra, ma farebero crescere tutta l’immagine del club, perchè si attrarrebbero più sponsor, si farebbero più incassi e globalmente si avrebbe più appeal mediatico con tutti i vantaggi del caso. Poniamo che il Napoli acquistasse al mercato James Rodriguez e Icardi per complessivi 100 milioni che sono esattamente il tesoretto accumulato lo scorso anno senza contare il tesoretto che si sta già accumulando quest’anno fra le cessioni di gennaio e quelle del mercato estivo che farà, poi per i diritti Champions e quant’altro, significherebbe che da quel tesoretto si investirebbe poco più della metà, ma in compenso con simili acquisti si prospetterebbe una campagna abbonamenti nel rinnovato stadio da “tutto esaurito” per non parlare di come decollerebbe il settore marketing grazie a questi grandi acquisti. E allora pur ammettendo tutte le difficoltà ogettive del mercato di cui già abiamo parlato, perchè mai il Napoli e il suo presidente continuano con questo profilo medio basso pur avendo tutte le caratteristiche e le possibilità, senza rischi eccessivi, di poter far crescere insieme ai risultati sportivi anche quelli economici? La nostra impressione alquanto fondata sui fatti, è che De Laurentiis intende gestire il club con il solo ed unico obiettivo di guadagnarci al di là degli aspetti sportivi, che gli interessano unicamente con il fine che possano garantirgli una redditività alquanto facile da raggiungere. Diciamo che preferisce un medio guadagno sicuro che a grandi guadagni con rischio. Se fosse veramente così, e allora inutile illudersi ancora e sognare calciatori che non verranno mai. In tal caso si potrebe essere più chiari nella comunicazione e magari fondare gli investimenti per potenziare almeno il settore giovanile e quello dello scouting, ma neanche in questo caso sembra che il Napoli e De Laurentiis abbiano fatto tanti progressi, per non parlare degli impianti ele strutture di cui il club mai si è dotato, e allora non ci si risenta quando si critica (solo in apparenza in modo eccessivo), il presidente del Napoli, perchè i fatti ad oggi questo dicono, e chi mistifica i fatti come spesso usa fare un certo tipo di giornalismo stupidamente aziendalista, non solo non rende un buon servizio ai tifosi perdendo di credibilità, ma non fa nemmeno nulla affinchè la cultura sportiva generale migliori, ma si manipola l’opinione pubblica dividendola mettendo gli uni contro gli altri all’interno della stessa fazione, e tutto questo solo ed esclusivamente a vantaggio di chi la sfrutta e per i propri piccoli o grandi interesssi di bottega. Se al contrario, tutti si volesse il meglio per il Napoli, il club, la squadra e i tifosi, che almeno chi gestisse il club e chi ne racconta le vicende si fosse chiari e trasparenti, e soprattutto, che si investissero le risorse introitate senza nulla togliere al legittimo guadagno di chi imprende, e siccome ce ne è in abbondanza per soddisfare tutte le esigenze di un grande club, di una grande piazza e fare una grande squadra e allora si proceda in questo senso, altrimenti il progetto sarà solo ed esclusivamente quello di arricchire le casse della Filmauro, e sinceramente sarà pure legittimo, ma noi tifiamo per il Napoli non per la Filmauro che non è la squadra di calcio in cui della città da cui proveniamo.

Pippo Trio

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