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De Luca indica la rotta ai ‘navigator’: è Di Maio che deve assumervi tutti in pianta stabile

di Peppe Papa

Avevano intravisto un barlume di luce in fondo al tunnel, invece era un abbaglio e il buio è ritornato nuovamente totale. I 471 giovani navigator, selezionati da un concorso pubblico e destinati alla Campania, il lavoro lo hanno perso prima ancora di cominciare. Il governatore, Vincenzo De Luca non ha infatti nessuna voglia di assumerli, cosa tra l’altro nelle sue prerogative, perché dice rappresenterebbero una nuova sacca di precariato e la Regione su questo fronte è già ampiamente impegnata.

“La Campania – è il suo ragionamento – ha 3700 precari lsu con una convenzione che scade il 31 ottobre prossimo. Ci sono decine di tavoli di crisi industriale, vorrei 80 procedure di licenziamento collettivi, i bros e che facciamo? Creiamo un altro serbatoio di precariato”. Il governo ha fatto la selezione, decida il governo: “le imbecillità che propone, nello specifico Luigi Di Maio, non se le carica la Campania”.

Niente da fare, per il momento i giovanotti restano a piedi e accrescono la loro comprensibile frustrazione.

“Siamo stanchi – dichiarano sconsolati – di essere al centro di questi litigi politici. Questa decisione danneggia prima di tutto chi vuole lavorare. Non capiamo perché il presidente abbia fatto questo passo indietro, ma non ci arrendiamo. Abbiamo studiato, passato un concorso e siamo stati selezionati. Questa assunzione, seppure temporanea, ci spetta e la vogliamo. Siamo sicuri di poter cambiare le cose in Campania, ma vogliamo avere la possibilità di dimostrarlo”.

Tuttavia uno spiraglio per uscire dallo stallo ci sarebbe, ed è lo stesso De Luca a suggerirlo, non prima di aver sottolineato che il bando nazionale demandava alle Regioni la scelta se utilizzare o meno i vincitori del concorso e che dunque “chi ha partecipato conosceva le condizioni”. Insomma, inutile appellarsi al lamento del ‘diritto negato’, piuttosto, secondo l’inquilino di Palazzo Santa Lucia è il caso che i ragazzi impostino la vertenza indirizzandola su Roma.

In poche parole, se l’assunzione dei navigator “è un provvedimento di assistenza ai navigator stessi, lo si presenti così”. “Se invece si dice – afferma convinto – che sono utili perché ci sarà bisogno di loro, vengano assunti dall’Anpal e non dalle Regioni”, quindi dallo Stato e in maniera stabile “perché è demenziale far lavorare questi giovani e poi mandarli a casa”. Una presa in giro e la creazione sicura di un altro fronte di rivendicazione a carico delle amministrazioni regionali.

Allora, l’obiettivo su cui puntare, prendendo spunto dalla situazione campana, è dunque aprire il contenzioso con Roma e il ministro del Lavoro, una vertenza che da Napoli si estenda a tutt’Italia agli oltre 3mila nuovi precari assunti nelle altre regioni.

Di Maio, intanto, minaccia, cercando di non dar peso al pericolo che la situazione gli possa sfuggire di mano. “De Luca si rifiuta di assumere giovani laureati che mandiamo da Roma per una bega politica – afferma a margine del Giffoni film festival – c’è un’emergenza occupazione, De Luca e il Pd in Campania rinunciano a 70 milioni di euro e solo per fare un dispetto a me. Spero che rinsavisca oppure la conferenza Stato-Regioni dovrà prendere dei provvedimenti”.

Quali? Questo il Ministro non lo sa, ma fa scena. Resta il problema, una bella gatta da pelare, in special modo se i navigator dovessero seguire la ‘sollecitazione’ di De Luca ad iniziare da subito la lotta per entrare in pianta stabile nell’amministrazione pubblica statale. Di sicuro lui sarà al loro fianco, potete giurarci.

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