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SENZA BUSSOLA Napoli-Babilonia, ci vorrebe un Bassolino con i dread

Ci vorrebbe un Bassolino con i dread (capelli rasta), un candidato sindaco per Napoli che sfidando i vampiri della bellezza di una città unica al mondo, chiamasse i napoletani in fuga e in giro per il pianeta a farvi ritorno per salvarla una volta per tutte.

di Gennaro Prisco

Un Bassolino Bob Marley che dica ai poveri e agli emarginati sarete i primi a cui servirò i diritti di abitanti di una città umana e rivolgendosi alla borghesia: è giunta l’ora di abbandonare i party e farsi parte di una città smarrita dagli antagonisti divenuti agonisti che stanno per abbandonare Palazzo San Giacomo.

Un Bassolino rasta che chiama a raccolta gli intellettuali, gli educatori, i professionisti per pacificare la città e andare alla guerra contro Babilonia, la nostra Babilonia fatta di camorra e di turismo. Uno che non abbia alcun timore di affermare “chi ha paura di sognare è destinato a morire”.

E che proclamasse: se sarò sindaco chiamerò al governo della città le donne, tante donne. A loro affiderò la cura dei figli e delle pietre. A loro chiederò di usare ramazza e sgrassante e di buttar giù tutto ciò che è orribile, di rimuovere gli ostacoli che impediscono alla città di fare il salto quantico d’armonia urbana che sconfigga l’insicurezza, distrugga le enclave malavitose, avvicini i quartieri, le municipalità, i Comuni che formano la metropoli napoletana, proprio quella del Vesuvio e del golfo, della bellezza e della creatività, delle arti e dell’ingegno, della medicina e del diritto, dello sport e dello sberleffo.

Così, tanto per cominciare, consiglierei di affrontare la questione del brand. Perché se non c’è alcun dubbio che Antonio Bassolino come brand ancora ha un suo fascino, questo da solo non basta affatto.

Con la parola brand s’intende l’insieme di ciò che rappresenta una storia. E le domande politiche che bisogna porsi devono rispondere ad una strategia di comunicazione molto robusta per riuscire ad imporsi nella nostra Babilonia in uno scenario di totale confusione del messaggio locale e nazionale.

Immaginate una campagna elettorale che viene dopo le regionali e forse anche dopo le politiche. Napoli potrebbe essere sia l’ultimo baluardo democratico della Nazione, sia, dopo la riconferma di De Luca alla guida della Regione Campania, se ci riuscirà, candidata ad essere la città della riscossa del sud dal vento leghista e dalle pulsioni populiste per il bene dell’Italia che dopo questa esperienza di governo parlamentare gialloverde dovrà depurare le scorie d’odio che hanno avvelenato il Paese social, del profondo social.

In ogni caso si troverà, Napoli, dinanzi ad una scelta politica di destino. C’è qualcuno nel campo democratico ampiamente inteso che ha un brand da offrire? Fuori il nome. Un nome dread.

Bassolino è il brand, è la struttura che racchiude l’insieme di valori, rappresenta ciò che ha fatto.

Questo punto è coperto. Adesso viene il bello: qual è il marchio? Quale l’elemento grafico al quale si affidi il compito di comunicare?

E qui, il Bassolino brand dread, affinché i cittadini si ricordino di lui, anche tra quelli che non sanno chi è,  direbbe: le Napoletane, il mio marchio sono loro e con loro costruirò il Progetto di governo della città e vedrete ciò che verrà fuori, una meraviglia, qualcosa di memorabile che la terza città d’Italia offrirà all’Unità dell’Italia e al pensiero euromediterraneo di accoglienza e di scambio.

Le napoletane come marchio, come identità politica che si candida a governare le municipalità, il Comune capoluogo e quell’obbrobrio di Città Metropolitana, un istituzione molto ricca che non elegge direttamente il sindaco ma lo fa coincidere con quello eletto/a al comune capoluogo.

Tante donne, donne ovunque. Loro saprebbero cosa fare per curare le ferite della città. Saprebbero ascoltare le altre donne. Quelle che guidano le grandi aziende e quelle che lasciano i mariti violenti per salvare i propri figli. Loro se si parlano, se si ascoltano non perderebbero tempo con l’ego, agirebbero in nome di quella sorellanza a cui dovremmo affidare non solo la nostra città, ma le sorti del mondo.

Bassolino brand dread marchio le napoletane creerebbe la condizione perfetta per rendere di scarsa efficienza i messaggi che oggi appaiono come il pozzo di san Patrizio dentro il quale la politica leghista e quella populista pescano le parole più violente del profondo social. Parole che non vengono pesate perché sono rivolte alla gente che bestemmia paranoica contro chiunque mette in pericolo quel benessere che è conservazione del niente.

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