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M5S, la rivolta della base sui social: Di Maio e Dibba nel mirino

di Peppe Papa

Con il decreto sicurezza bis mettiamo fine allo show dell’immigrazione”. Proprio così, “show dell’immigrazione”. A parlare in questo modo non è stato Matteo Salvini, che la legge l’ha fortemente voluta, ma il suo pard di maggioranza Luigi Di Maio, capo politico del M5S che si espresso con termini simili per rozzezza a quelli del Capitano.

Il ministro dello Sviluppo, senza alcun imbarazzo, ha sostenuto con convinzione il provvedimento, difendendo le proposte del Movimento inserite nel testo, come la confisca delle navi di soccorso “che metterà fine allo show nelle nostre acque territoriali” assicurando la massima tutela dei migranti. Poco importa se è l’ennesimo volta spalle ai propri elettori ai quali era stato promesso ben altro e che invece si ritrovano a subire gli aut aut del ministro degli Interni su tutte le battaglie simbolo pentastellate.

Cosa che si ripeterà domani puntuale in parlamento sul via libera alla Tav, già deciso dal governo e comunicato a Bruxelles, nonostante la pantomima della loro mozione a sfavore per dimostrare di tenere fede agli impegni. Il problema per Di Maio e compagni è che sono sempre meno quelli che stanno al giochetto e che protestano indignati per le continue piroette “di chi ha messo il culo al sicuro” e non ha nessuna intenzione di mollare stipendio e poltrona.

Un fiume in piena di messaggi di aperta contestazione da ieri sera, appena dopo il voto di fiducia sul decreto, ha inondato i social Cinquestelle e le bacheche degli esponenti di punta a cominciare da Di Maio e Alessandro Di Battista. Due le posizioni più ricorrenti: la prima  contro il Dl tout court, ritenuto sbagliato nei contenuti perché criminalizza chi fa soccorso in mare, la seconda dal punto di vista tattico perché con questa decisione il M5S ha segnato la sua sorte travasando voti alla Lega, il partito del quale, senza colpo ferire, sta realizzando il programma.

Una vera e propria sommossa, insomma, quella della base grillina che non si è placata neanche quando di prima mattina Di Maio è intervenuto in un post su Fb per rivendicare “i risultati raggiunti in 24 ore” nella tutela,
a suo dire, dei posti di lavoro e nel favorire lo sviluppo.

“Il decreto è disumano. Avete decretato la vostra condanna politica”, hanno scritto alcuni ex simpatizzanti di rimando, e c’è stato chi come l’attivista Laura Bianco ha ammesso: “Il decreto sicurezza bis è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Delusione totale”. A colpire, in particolare, è stato il numero di militanti che hanno comunicato di non volerli votare più. Tra questi un incazzatissimo Matteo Fattori che a proposito del post mattutino del Capo si è sfogato: “Fa l’elenco di tutto tranne di ciò che lo imbarazza. Vergognoso”. E ha aggiunto: “Ieri avete barattato le poltrone in cambio di vite umane. Nel mio piccolo per me, il mio appoggio ai 5S finisce qui. Vergogna”.

Certo, qualcuno ha provato a difendere, anche se l’operazione è risultata complicata e subito travolta da contumelie. Rosa Rossa, ad esempio, ha promesso che lei voterà “sempre M5S” , oppure Giuseppe Verderese il quale ha sostenuto “che il Movimento fa le cose migliori”, mentre Salvini è un “chiacchierone”, entrambi si sono beccati una sfilza di commenti indignati. “Abbiamo tradito il voto permettendo la Tav e altre opere volute dalla Lega”, ha affermato tra gli altri Stefano Cera che sbottando ha aggiunto: “Caivano brucia giorno e notte. Chiacchierone, le promesse fatte dove sono?” . Salvatore Pandone, invece, ha osservato che il M5s “si vanta di aver fatto tante cose, intanto Salvini prende i voti e consensi e voi scendete sempre più in basso”.  E Rosario Senatore che ha accusato Di Maio di aver “approvato la vostra condanna politica, e soprattutto la condanna a morte di migliaia di persone innocenti. Vergogna”.

Ha cercato di tenere su il morale, intanto, Letizia Albergo con un “Avanti tutta ministro! Non mancano i serpenti e i venduti.. ma noi non molleremo”, immediatamente subissata da oltre mille commenti infuriati del tipo “da Gino Strada a un decreto disumano”, oppure l’amaro “ma come ho potuto votarvi”. A riassumere bene gli umori della base è stata Roberta Sassano, evidentemente una iscritta della prima ora che si è sentita tradita, la quale è stata impietosa con il leader pentastellato. “È inutile che cerchi di deviare l’attenzione dal vergognoso decreto sicurezza bis che Salvini ha ottenuto oggi grazie alla vostra complicità – ha scritto – Spero che prima o poi  farai i conti con la tua coscienza. Nel frattempo vergognati, davvero non trovo altre parole”. E giù migliaia di like.

Brutta aria anche per Alessandro Di Battista, il rivoluzionario ‘à la carte’, che ha ricevuto centinaia di critiche al post pubblicato il 4 agosto sul provvedimento e quasi tutti da parte di ex elettori delusi. Come Giampiero Mastronardo che lo ha apostrofato con un “Ridicoli” per poi proseguire ancora più aspro “diciamo pure che vene frega un cazzo di tutto, basta tenere la poltrona del mandato zero. Porci ipocriti incollati alla poltrona. Siete peggio della Lega”. Oppure Giuseppe Ziccone che costernato ha dato il commiato: “Da quando esiste il movimento vi ho sempre votato, ma per la piega che ha preso il governo, di cui fate parte e avete la maggioranza, per quanto possa interessare, il mio voto non l’avrete mai più! Buona fortuna”.

Insomma si mette male, la rivolta sembra ormai tracimata e l’agenda politica dei prossimi giorni e mesi proporrà altre “scelte dolorose”, ulteriori genuflessioni alla Lega padrona della scena. A questo proposito segnaliamo la nota di un napoletano, Antonio Iadicicco al post di Di Maio, che fa la sintesi della situazione in una sola parola, miracolo della lingua napoletana: “Mappin” (straccio da cucina). “E ho detto tutto” direbbe Totò.

1 Comment

  1. Roberta Sassano ha detto:

    Giusto per la precisione: non sono un’elettrice dei 5s, ma qui il colore politico c’entra poco.
    Mi sono sdegnata per una questione di umanità.

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