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Dopo gli scempi di Higuain e Sarri alla Juventus, ci fosse un dio nel calcio, il prossimo scudetto lo meriterebbe il Napoli, ma quel dio ci ha già dato, ora serve altro!

“Beati gli ultimi che saranno i primi”, l’espressione allude alla parabola evangelica di Gesù, conosciuta come “parabola dei lavoratori della vigna“, presente nel Vangelo secondo Matteo 20,1-16, e ci piacerebbe fosse applicata anche al mondo del calcio, ma se pure fosse, in tal caso non riguarderebbe di certo il Napoli, che in questi anni non è stato certamente ultimo, e comunque se anche fosse, il dio del calcio ha spesso dimostrato di avvantaggiare sempre i primi, mai gli ultimi e quindi nemmeno i secondi seppur meritevoli. Oddio, anche nella vita non è che gli ultimi primeggiassero spesso, ma la fede in un essere superiore è speranza e allora perchè non sperare che anche nel calcio di tanto in tanto non si ribaltino le posizioni? Non fosse altro perchè se c’è una fede in cui credono ciecamente i tifosi napoletani è quella nella squadra del proprio cuore, al netto di blasfemi paragoni. Comunque sia, il calcio spesso ha dimostrato di avere una giustizia propria che va al di là di facili pronostici altrimenti i campionati nemmeno inizierebbero, e che invece tiene conto della fede, della perseveranza, della tenacia con cui si affrontano ostacoli e privazioni e quante volte Napoli ha dovuto privarsi di eccellenze e darle ad altri? Succede nella vita in tutti i settori e campi, e succede analogamente nei campi di calcio, dove i migliori figli di Napoli o i migliori prodotti maturati all’ombra del Vesuvio, al sole e al mare del golfo più bello del mondo debbano andare ad arricchire e a migliorare altri contesti. Sembra il destino di questa città bellissima quella di brillare di luce propria, splendere in modo sublime per poi essere ‘derubata’ dei propri tesori, lo dice da sempre la storia. Però chiediamoci pure perchè la storia della città di Partenope viene sempre declinata in questo modo e magari scopriremmo che di colpe e responsabilità sul costante epilogo di ogni storia che ci riguarda, non è solo di chi fra virgolette ci depreda dominandoci, perchè nessuno deve permettere di essere doominato, depredato, sfruttato in modo reiterato nel tempo, perchè prima o poi un riscatto bisogna concretizzarlo. Il vero problema di Napoli è che già la sua bellezza basta ai napoletani al punto che incosciamente li rende aperti e vogliosi di condividere la magnificenza dei suoi paesaggi, dei suoi prodotti, delle sue eccellenze con altri, fidandosi. E invece non bisognerebbe mai fidarsi del prossimo, perchè per dirla con un proverbio, “l’occasione fa l’uomo ladro” e quando si mette a disposizione cotanto tesoro vi è sempre qualcuno che fa un pensierino a sottrarci delle nostre ricchezze. Sarebbe come mostrare, esibire e in qualche modo condividere una donna bellissima con altri che non la posseggono, diventa quasi naturale che si pensi di sottrarcela con modi più o meno corretti. Ma la generosità dei napoletani è talmente superiore che li fa perseverare in questo modo di essere, sicuri come sono di possedere bellezza in quantità tale che niente potrà privarli di goderne ancora, nonostante fossero costantemente vessati in questo senso dal destino, che purtroppo con il loro modo di essere solari favoriscono. Ora però serve, che sia nella storia di vita, che ancor di più più per cose banali, come potrebbe essere il calcio ci fosse una giustizia divina a restituire il maltolto ad un popolo che da solo e per propri limiti non riuscirà mai a riscattarsi, anche perchè spesso quel poco o tanto che gli appartiene viene spesso gestito e amministrato da altri dominatori o sfruttatori, e nel calcio il dominatore assoluto dei colori azzurri si palesa nella figura di quest’altra sorta di vicerè di Napoli che si identifica nel presidente Aurelio De Laurentiis che pur amministrando la cosa pubblica sportiva con apparente parsimonia virtuosa, in realtà sta riempendo le sue casse, i suoi tesoretti blindati affinchè un giorno abbracciare e salutare tutti scappando via anch’egli con la cassa piena dei tesori del Napoli e dei napoletani che ingenuamente gli hanno messo a totale disposizione. In questo caso non c’è giustizia che tenga, perchè se lo stesso presidente è il primo a vendersi pure l’anima per cedere ad altri i migliori come è accaduto spesso in questi anni, con le cessioni di Lavezzi e Cavani, per non dire di Quagliarella, Higuain e indirettamente Sarri alla rivale numero, uno vuol dire che permettere tutto questo in qualche modo significa essere colpevoli a propria volta e quando si è colpevoli poi non ci sarebbe nemmeno da lamentarsi e figuriamoci aspettarsi la giustizia divina a ripristinare meriti e demeriti. Ci sono molti proverbi che chiariscono il concetto, uno di questi è tradotto dalla originaria versione latina all’italiano italiano corrente che dice, “Ognuno e fabbro della propria fortuna” o ce n’è un altro riferito a dio che dice, “Aiutati che Dio ti aiuta”, ma ci piacerebbe pure che fosse valido quello che dice “Dio protegge bambini e gli ubriachi” dove in questo caso i bambini ingenui o gli ubriachi inebriati della propria e bellissima città siamo noi napoletani e allora speriamo veramente che nonostante tutte le nostre manchevolezze, un essere superiore possa davvero proteggerci e non farci soccombere sempre. Perdonateci l’astruso e poco concreto fatalismo, ma non ci resta che attaccarci a questo se proprio non dovessimo riuscire a risorgere con le nostre forze, capacità e volontà, perchè nella vita come nel calcio gli altri ci sono talmente superiori in strutture, mentalità, organizzazione, ordine, tenacia, uomini e possibilità economiche usate per gli obiettivi, che non possiamo che attaccarci ad altro. Del resto quel dio del calcio a Napoli ci è già passato nelle vesti e nelle movenze felpate di Maradona, che ha saputo rendere giustizia ai napoletanie a cui saremmo sempre grati, ma oggi non si individua uno uguale, e allora magari se qualcuno fra noi, ci mettesse anche solo la metà del suo, il resto lo farebbe la generosità, la passione, l’intelligenza, l’amore, la creatività dei napoletani, convogliando tutte queste energie positive in un solo senso e non ci potranno essere più ostacoli per fermare l’onda azzurra, e in tal caso, siamo sicuri che anche il Dio del calcio che poi è lo stesso Dio universalmente riconosciuto dai suoi fedeli, a rendere la sua giustizia divina ogni qualvolta se è meritevoli di goderne i vantaggi. Diversamente, sarà la stessa giustizia divina a punirci per non aver fatto tutto il possibile per migliorarci.

Pippo Trio

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