Complimenti De Laurentiis, un mercato da 10 e lode! Anche quest’anno hai incassato più di 50 milioni fra entrate ed uscite…
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I tesoretti accumulati negli anni nel forziere di De Laurentiis difesi a spada tratta dai suoi prodi steccolecchi

La crociata post mercato dei prodi guerrieri della Filmauro è cominciata un attimo dopo le 22 del 2 settembre, come se non fosse bastata la lunga sfilza di bufale sciorinate fra radio steccolecco, e personaggini vari che avevano dato per certo l’arrivo di James Rodriguez, quelli che monitoravano il traffico aereo su Capodichino e i check out della signora Wanda, e quelli che ne dirigevano i lavori di ristrutturazione nella misteriosa villa di Posillipo presa già in primavera dalla fashionissima coppia argentina, per non dire dell’accoglienza a leccaculo unificati tutti intorno all’elicottero che atterrava a Dimaro con i procuratori di Pepè, che invece di portarsi via il famigerato tomo di Chiavelli contenente milletrecento pagine di contratto in sette lingue, compreso il romanesco burino e il torrese, più tremila postille tutte a favore di De Laurentiis, e invece portano via il pacco di polistirolo con le mozzarelle di bufala, come quella di Pepè ormai già del Napoli. Visto e non visto, come il gioco delle tre carte. Mai domi, questi fedelissimi sudditi che altresì minacciavano con sicumera e autorità, che per giudicare il mercato bisognava aspettare il 2 di settembre, come se fosse cambiato qualcosa, ma il 2 settembre inesorabilmente è arrivato, e invece di Maurito e James dopo tre mesi di lunghissime e lentissime finte trattative, al contrario si è sveltissimi a dare via pure Chiriches e Verdi, fra le altre decine di cessioni di tutti i calciatori di proprietà della scuderia azzurra. Di Verdi si diceva fino a un giorno fa che Ancelotti non autorizzava la cessione, come se Carletto contasse qualcosa nel conto corrente di De Laurentiis, e che sarebbe andato via solo se fosse arrivato l’amato pupillo James. Alla fine della fiera non è arrivato nè il pupillo e men che meno si è trattenuto la sua controfigura tattica, con grande dispiacere della carinissima Laura Della Villa compagna di Verdi, che avrà sperato fino all’ultimo respiro che James non arrivasse, per non comiciare un doloroso trasloco visto che ormai si sentiva parte integrante del paesaggio del golfo di Napoli, dominato dalla suggestiva terrazza di casa. La ragassuola di ‘Bulagna’ deve aver fatto i conti senza l’oste Adl e ora si ritroverà a piangere per la seconda volta “Lacreme Napulitane”. In realtà, come già tantissimi fra i tifosi del Napoli avevano capito sin dall’inizio, senza mai cascarci, intravedendo molto ironicamente come solo i napoletani intelligenti sanno fare, nella figura di James Senese il vero James di cui tanto si parlava. Anche noi ci eravamo cascati per aver contato eccessivamente sulle servili relazioni di alcuni giornalisti napoletani, che per le notizie di mercato si abbeveravano direttamente alla fonte preferita in quel di Roma e se qualcuno qualche anno fa delirava di Cavani all’Hotel Vesuvio, ora salivano tutti su “Quel treno per Yuma”, che De Laurentiis twittava metaforicamente con la tipica goliardia del cazzaro per scatenare la fantasia dei poveri fessi che gli vanno continuamente dietro. Ad ogni modo, il presidente del Napoli ha tutto il diritto e la padronanza di fare il mercato che crede, del resto sarebbe lui il padrone del vapore, qualora non fosse la testa di legno di qualcuno, che in tanti sospettano di essere. Parimenti, però nessuno ha il diritto di offendere l’intelligenza della gente raccontando tutto meno che i fatti di cronaca. E non ci riferiamo allo stile di mercante del presidente, che onestamente non fa mai nulla per mascherare i suoi intenti di guadagno, ma ci riferiamo a quelli che in un modo o nell’altro vogliono mistificare i fatti, dopo aver magnificato per tre mesi qualunque possibile acquisto accostando al Napoli decine di calciatori top player, mai approdati. Le cose sono molto semplici, quando si tratta di mercato e quindi di saldi economici fra entrate ed uscite, milione in più o milione in meno, c’è poco da mascherare, i numeri come il calcio, non mentono mai. E’ evidente che il Napoli ha acquistato per circa 100 milioni e venduto per circa 170 milioni. Chiaramente queste cifre sono quelle citate dai giornali, che a loro volta non è che possono avere certezza delle effettiva esattezza, perchè mai nessun giornale, tv o radio ha mai dimostrato un bonifico, un assegno o un contratto firmato dalle parti con relativi compensi. Noi semplicemente si dà per buone le cifre che danno per ufficiali, fino a smentita delle parti che però non è mai avvenuta. Detto questo, i famosi prodi ‘steccolecco’ giusto per arrampicarsi sugli specchi, per non far apparire avido il loro unico eroe e non certificare le loro figure barbine da esperti di mercato, adesso accampano a spiegazioni tecniche da veri esperti revisori dei conti e contabili sopraffini, capitanati da quel Bellinazzo in cui tutti in ultima analisi vi si rifugiano, quando non sanno più quali pesci pigliare incalzati dalle domande sempre più appropriate dei tifosi, pur di certificare il virtuoso bilancio di mercato economico del club ed esaltare allo stesso tempo anche quello sportivo, che a differenza di quello economico, almeno secondo i tifosi più esigenti come anche noi, sarebbe del tutto insufficiente, sia nei nomi che sul progetto di squadra e nel rapporto aspettative create dalla stessa società e dal foltissimo ufficio stampa del Napoli verso i tifosi illusi a ferragosto e disillusi il due settembre, rendendogli il ritorno delle vacanze veramente amaro come se non fosse bastata la sconfitta di Torino. Ma l’obiettivo del clan dei fedelissimi di De Laurentiis riscesi in campo più agguerriti che mai , e comunque tutto volto a far apparire il presidente e Giuntoli, rispettivamente come il Re e il Principe del mercato. Quindi si parla tanto di Manolas nonostante i sette gol presi in due partite, contro l’unico fatto dallo stesso pur bravo difensore, e soprattutto non si parla di Albiol ceduto a cuor leggero e oggi già nel dimeticatoio, rimosso immediatamente da Ministro della difesa a mentecatto nostalgico. Poi giustamente, si parla di Lozano già da un anno intero, ma non si parla del conflitto e la crepa che il suo arrivo in azzurro inevitabilmente creerà nei segreti dello spogliatoio, dal momento che Insigne non è stato ceduto come era stato ampiamente preventivato per fare spazio al messicano, così come lo stesso Ancelotti desiderava. Ma soprattutto non si parla più di James, Icardi e Pepè dopo con i quali nomi ci hanno scassato i maroni per tutta l’estate, dati ignobilmente per certi dagli stessi che oggi dicono che ha fatto bene De Laurentiis a non prenderli, vuoi per quei cattivoni dei procuratori che chiedono sempre la luna in termini di commssioni, vuoi per quella testardaggine di Florentino Perez che figuriamoci potesse essere preso per la gola da uno come De Laurentiis. infine diranno che le potenzialità economiche del Napoli sono limitate e quelli non sono giocatori alla portata. E allora che cazzio ne hanno parlato a fare per tutta estate? Ma poi avercela con gli altri perchè non danno via i calciatori ai prezzi desiderati o in prestiti gratuiti, come se il presidente del Napoli avesse mai dato un calciatore a prezzi di outlet o gratuitamente a qualcuno, tranne che al Bari, e in tal caso gli paga pure le spese di viaggio. Chiriches, Verdi e Diawarà non hanno giocato due partite di seguito nella scorsa stagione eppure sono stati ceduti a prezzi da top player.Ma la fesseria più ignobile per confondere le teste ai tifosi, è quando fanno apparire che il Napoli non incasserà subito i soldi dalle vendite, mentre avrà pagato cash per tutti quelli presi. Dicono che la maggior parte dei calciatori venduti sono stati dati in prestito oneroso e che saranno saldati solo nel prossimo anno. E certo, mica è fesso De Laurentiis che si carica inutilmente di utili sui quali pagarci le tasse a fine anno?! Ma poi o si incassano adesso, o l’anno prossimo, cosa cambierebbe in termini di numeri e di incassi? I soldi quelli sono, per cui nulla cambierebbe. Anzi, sarebbe come metterli in un salvadanaio, perchè seppure si incassassero adesso comunque verrebbero blindati nel tesoretto, ascritto nel bilancio astutamente come riserve di cassa. Siccome questi tesoretti cominciano ad accumularsi anno dopo anno e allora si rischierebbe di non poterli più occultare sotto la voce riserve di cassa, altrimenti le riserve risulterebbero maggiori del fatturato annuo stesso, e non si potrebero nemmeno più chiamare graziosamente con il vezzeggiativo “tesoretto”, perchè sarebbe un vero e proprio bottino sottratto, altro che tesoretto. Ma non contenti i nostri prodi mujaddin del presidente per confondere continuamente i fatti, la mettono sull’aspetto morale e sui costi estorti in termini di commissioni dagli avidi agenti dei calciatorio, anche se De Laurentiis non ne ha avrà mai pagata una per come gliel’avranno chiesta. Sarà pure per questo che Mendes alla fine stufo di perdere tempo e denaro non ha portato James anche perchè qualcuno si è inventato di sana pianta che il Napoli avesse già dato a Mendes la metà del costo della commissione per Vinicius, che al contrario ha pagato in toto il Benfica e non di certo il Napoli, però poi non si parla di quella non onorata a Raiola adirato per l’affare Manolas, poi rimediata in qualche modo con l’acquisto di Lozano sul quale Minone da Nocera si sarebbe rifatto abbbondantemente . In ogni caso le commissioni riguardano sia gli acquisti che le vendite, per cui non si capisce perchè le si aggiumgono esclusivamente come costi. E poi chi ci dice che quando si vende, Giuntoli o i procuratori dei calciatori ceduti non abbiano incassato qualche discreta royalty sottobanco dai compratori o anche di regolare commissione? Qualcuno ci potrà giurare, visto come vanno le cose nel mondo del calciomercato? Sarà forse per questo che Giuntoli sarà così bravo a vendere, ma questa è solo una nostra maliziosa ipotesi, nulla di provato, tranne il fatto certo che Giuntoli ne ha venduti a dozzine di calciatori azzurri. Quindi anche in questo caso non è che si avrebbero solo svantaggi, come pure quando si parla di aumento del tetto degli ingaggi, perchè quello vale sia per i nuovi arrivi che per quelli che si risparmiano per i calciatori che sono usciti. Siccome il Napoli da gennaio ha ceduto ben 7 calciatori di prima squadra, fra i quali sono stati risparmiati ingaggi importanti tipo quello di Hamsik, Albiol, Verdi, Diawarà e tutto il resto, significa che a fronte di 5 acquisti fatti e 7 ceduti, già di numero sono stati sgravati 2 ingaggi rispetto a quelli dello scorso anno, che a conti fatti significheree anche in questo caso averci guadagnato almeno una ventina di milioni lordi o forse qualcuno potrà mai provare il contrario? Quindi cari Bellinazzi, divertentissimi steccolecchi, potete parlare da qui all’eternità, i fatti sono questi, e sicuramente De Laurentiis non è il tipo che ci va a perdere nel computo del mercato, per cui non affannatevi a dimostrare il contrario infarcendo gli argomenti di termini tecnici per confondere la gente, perchè come ama dire il presidente, “accà nisciuno è fesso” , per cui sicuramente non lo è per prima lui il fesso di turno, tutt’altro, e certamente non saranno fessi i tifosi del Napoli, malgrado non fossero tutti laureati in economia e commercio come Bellinazzo o qualche presunto esperto di imprenditoria all’italiana o meglio ancora alla romana. L’unico vero problema che rende incompatibli clienti e fornitore è che De Laurentiis da capitano dell’industria Napoli vuole vincere come azienda e alzare sempre di più l’istogramma del suo conto in banca e quello dei suoi familiari, mentre i tifosi desiderano spasmodicasmente, dopo tanti anni bui e sacrifici per sostenere il Napoli, che si alzi l’asticella degli obiettivi sportivi. Tutto qua! L’unica cosa che non si capisce, quale asta vorrebbero alzare gli steccolecco?… E soprattutto, cosa ci guadagnerebbero loro in questa difesa a oltranza che si rivela solo controproducente per se stessi perdendone in credibilità, facendolo risultatare un boomerang anche per il presidente facendolo diventare peggio di come in realtà fosse. Anche perchè, De Laurentiis è già famoso per non elargire allegramente soldi a chicchesssia, e non fa nulla per negarlo, figuriamoci se elargisse mazzette a chi si prona ai suoi piedi con le sue continue markette. Anzi, spesso è capitato che trattasse i suoi adoratori ancora peggio dei suoi critici che rispetta di più, al punto che qualche noto e massiccio steccolecco della domenica sera, senza fare nomi, Umbertone Chiariello fu minacciato dal presidente persino di querela, nonostante la continua e infinita prostrazione del querelato verso il querelante. Per concludere, ai prodi adiellini non chiediamo altro che solo un briciolo di dignità maggiore per onorare una nobile professione che fu, quella del latitante giornalismo sportivo, diversamente andassero tutti a lavorare per il Sole 24ore, qualora li assumessero, e altresì per nostra decenza chiediamo di non dovervi sempre porre con arroganza e stupida saccenza di materie che non conoscete affatto , calcio compreso, verso chi vi legge e ascolta e di non permettervi più in alcun modo di offendere l’intelligenza della gente con discorsi arzigogolati per farli apparire ignoranti. Diversamente poi non lamentatevi che la gente non va più allo stadio, come se fosse un vostro problema e non di De Laurentiis, perchè hanno tutto il diritto e la libertà di scegliere. Il problema della campagna abbonamenti che si sta rivelando un flop, non è mai stata una questione di prezzi alti o bassi, posizioni in classifica o scudetti vinti o persi , stadi nuovi o vecchi, ma semplicemente che non se può più di un presidente che ha sempre, chiaramente e onestamente detto e ampiamente dimostrato che di vincere non gliene frega nulla, che i top player non li prenderà mai e soprattutto la gente non tollera più chi come voi mistifica la verità che lo stesso De Laurentiis non ha mai negato. Ora, se volete capire bene, altrimenti arraggiantevi e non doletevene quando poi inevitabilmente sarete coinvolti nelle contestazioni per aver male informato, perchè basterebbe semplicemente raccontare i fatti, come dovrebbe fare ogni onesto giornalista che fa dell’etica professionale il caposaldo su cui fondare tutto il proprio lavoro, anzichè mettervoi continuamente a raccontare le favole a cui non credono più nemmeno i bambini, perchè nella migliore delle ipotesi cadreste nel ridicolo, quindi vi conviene cambiare strada. La tribuna stampa si guadagna con il diritto di cronaca, non con viscide markette.

Pippo Trio

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