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LeU e SI al governo, il j’accuse di Gianfranco Nappi: “Non capisco questo suicidio politico”

di Gianfranco Nappi

Crisi risolta? Bene. Si vedranno ora squadra e programma. Non è aria di voli  pindarici però insisto: senza una grande ambizione e messaggi forti non recuperi il Paese ad una prospettiva nuova. E’ tutto qui il tema della ricerca di una svolta. E poi, mi dispiace, ma continuo a non capire questo suicidio politico della frantumata sinistra della sinistra.

Vedremo il programma, ci torneremo nei prossimi giorni. Nei titoli dei 26 punti ci può essere tutto e il contrario di tutto. Non vi si leggono al momento stacchi decisi verso il proprio precedente ‘dicebamus’ per 5S e Pd.

I primi comunque rivendicano più continuità che discontinuità con il loro precedente governo. Il Pd non sembra avere una strumentazione programmatica pronta di svolta rispetto agli anni dell’Europeismo subalterno al liberismo: il problema è che non sembra neanche cercarla…

Del resto lo stesso Zingaretti (anche a contenimento della montante tornata in campo di Renzi a cui va dato atto di avere avuto intelligenza tattica, in questo passaggio, da vendere), e ammesso che ne avesse avuto voglia, non ha avuto la possibilità di fare leva su un controbilanciamento di contenuti innovativi presenti nel dibattito pubblico.

Chi avrebbe dovuto farli vivere in primo luogo, infatti, sembra ancora annichilito nel proprio sbandamento: in Parlamento c’è un gruppo alla Camera che si chiama LeU e una componente del Gruppo Misto al Senato che pure così si chiama.

Ho capito: dopo il 4 marzo 2018, delusi per il risultato ottenuto, 1 milione di voti comunque, invece di gettare il cuore oltre l’ostacolo per partire da lì per costruire una radicale e innovativa esperienza politica hanno prevalso la paura dell’ignoto, la diffidenza, l’attaccamento alla propria ‘casetta’, una parte radicalizzata, una parte riattratta dalle dinamiche del Pd, un’altra semplicemente sbandata …E così si è arrivati al ‘disastro’ delle Europee.

Ragazzi, dovrei chiedere conto dell’uso che avete fatto del mio voto di un anno e mezzo fa: me ne avete dato la possibilità? Me la avete data in queste settimane di crisi? Me la date ora, in quanto cittadino-elettore-di sinistra (a me e a quel milione di cui vi siete completamente disinteressati)? Neanche a pensarci. Mi verrebbe da dire : ma viva Rousseau! Almeno lì, pur con tutte le contraddizioni di cui abbiamo detto, il problema se lo sono posti verso i loro.

Ma come è possibile, ancor più dopo le posizioni espresse da Sinistra Italiana, con Nicola Fratoianni, sul tema del rapporto con il Pd in termini di argine democratico, dichiarazioni di evidente autocritica rispetto a posizioni precedenti, che in questo mese di crisi non vi sia venuto in mente, anche solo come Gruppi parlamentari che portano quel nome, LEU, di riunirvi insieme, di chiamare a confronto il meglio del pensiero economico, dell’ambientalismo, del mondo del volontariato e del sociale, tante Associazioni, Circoli, Club culturali ed esperienze di movimento, un Sindacato assolutamente timido e spettatore, per tirare fuori due o tre idee di svolta programmatica da gettare nel confronto che si apriva, farle vivere, farle pesare il più possibile. Base per una possibile ripresa di percorsi politici e di movimento nuovi di fronte alla durezza e novità del passaggio?

E perché non lo fate ora?
Del resto, senza i vostri voti il governo al Senato non ha i numeri per andare avanti. E con voi, comunque li ha risicati.

E comunque lo voterete il Governo…vorrei ben vedere!
Non trovo spiegazioni politicamente convincenti per questo suicidio politico. Addirittura si stanno parlando Pd e 5S, stanno facendo un governo insieme e non riuscite voi, non dico a fare un movimento politico insieme, ma almeno a parlarvi?

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