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“Riformisti cercansi”: Calenda ‘brucia il tempo’ a Renzi e lancia il nuovo partito

di Peppe Papa

Ognuno per la sua strada, meglio così. Soprattutto se ci si accorge di avere idee, visioni del futuro del Paese che divergono sui fondamentali del riformismo liberale che tutti, a parole, dicono di perseguire.

L’abbraccio del Pd con M5S che certo allontana il voto e mette al riparo i conti dello Stato, ha lasciato libero un vasto campo di manovra di tutto un mondo moderato, progressista che guarda con preoccupazione alla nascita del nuovo governo che in molti si sono sbilanciati a definire “il più a sinistra della storia italiana“.

Pertanto, in attesa che Matteo Renzi, principale ispiratore del matrimonio con i grillini, sciolga i propri dubbi strategici in merito alla volontà di scalare nuovamente il partito, oppure fare una cosa sua tutta nuova, Carlo Calenda si è portato avanti con il lavoro e ha fatto la sua scelta. “Siamo Europei” diventerà un  partito politico, a dicembre partirà il tesseramento.

D’altronde aveva già abbandonato i dem, così come promesso, all’indomani della decisione di Nicola Zingaretti di aprire al dialogo con i Cinquestelle, ribadendo pubblicamente la scelta qualche giorno dopo in un applauditissimo intervento alla festa nazionale dell’Unità in corso a Ravenna, per cui niente di nuovo, tranne l’accelerazione impressa all’operazione.

Anticipare la Leopolda 10 in programma a fine ottobre, occupando la scena con i temi cari proprio all’ex segretario il quale, per il momento, è impegnato a sostenere il neonato esecutivo, può essere un vantaggio di non poco conto.

Non doversi trovare a destreggiare tra le insidie di prese di posizione improvvisate, quando sarà il momento di affrontare le questioni più spinose e decidere tra decreto dignità o job act, sicurezza o accoglienza, opere pubbliche o blocco cantieri, la crescita economica o il felice pauperismo, la democrazia diretta o rappresentativa, agevolerà sicuramente la chiarezza, un genere molto apprezzato dall’elettorato quando lo percepisce.

E’ partito come un treno Calenda, sempre compulsivo nell’uso dei social, che proprio su Facebook ha lanciato ufficialmente la sua creatura. “Si parte” ha scritto, “il governo Pd-M5S-LeU è nato”. “Ho combattuto questa alleanza con tutte le mie forze – ha ricordato – le ragioni le ho spiegate tante volte e non vale la pena ripeterle ancora. La composizione del governo – ha proseguito – con la presidenza del Consiglio e i ministeri degli Esteri, del Lavoro, dell’Istruzione, dello Sviluppo economico, dell’Ambiente in mano ai 5Stelle e quello della Sanità a LeU, dimostra che il Pd ha rinunciato anche a lavorare seriamente sulle priorità (istruzione, sanità, investimenti digitali e ambientali), condivise nella Direzione del 26 luglio. Tutto ciò per me è inspiegabile”.

La qual cosa però non gli ha impedito di constatare la “forte approvazione della base” delle rispettive forze politiche, che rappresenta “una scelta consapevole e di lungo periodo che bisogna rispettare augurandosi che faccia bene per l’Italia”, assicurando anche, per quanto possibile, un aiuto in termini di idee e proposte.

Nel frattempo ha lanciato la sfida più importante, preparare cioè la nascita di un movimento politico liberal-progressista: “Non possiamo lasciare i riformisti senza una casa”.

Sarà prima di tutto – ha avvertito – un lavoro di produzione di idee e mobilitazione di classe dirigente. Un impegno serio che richiederà tempo”. Intanto nei prossimi giorni ha rivelato sarà depositato il cambio dello statuto, che trasformerà SE in un vero partito politico a cui si pensa pure di cambiare il nome e, come dicevamo, a dicembre il via alle adesioni. “Siamo Europei – ha comunque sottolineato l’eurodeputato – rimarrà un luogo aperto al contributo di tutti. Di chi è iscritto ad altri partiti (daremo la possibilità della doppia tessera), di chi è favorevole all’accordo di governo, di chi non la pensa come noi ma comprende che un contributo per il rinnovamento della politica è necessario. Nelle prossime settimane – ha poi annunciato ai suoi follower – dividerò il mio tempo tra l’impegno in Ue e un giro per l’Italia per parlare con voi”.

Finora, tutto come previsto, anche se ha continuato a sostenere che “non era nei piani” e che “avremmo preferito un’altra strada”, il dado è tratto e la sfida “non ci spaventa. Anzi”.

All’uomo l’ottimismo non manca, così come non manca un certo carisma da ‘secchione’, al momento sembra il più sveglio, chissà che ne pensa Matteo.

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