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Le sirene di Renzi: Polverini lascia il gruppo di Fi e passa al Misto, in dieci alla Camera pronti a seguirla

di Peppe Papa

Le sirene renziane cominciano a produrre gli effetti che in molti pronosticavano sul fronte centrodestra, soprattutto nella sua componente conservatrice e moderata. Quella che risiede, per intenderci, in Forza Italia e che non ci sta ad assistere inerme alla lenta dissoluzione del partito che un indomito Berlusconi cerca di arginare con sempre più fatica.

Alla Camera il dissenso rischia di trasformarsi in una fuga di massa, stando alle voci che si inseguono nei corridoi di Montecitorio, sarebbero una decina i deputati pronti ad abbandonare il gruppo. E anche al Senato pare ci sia una pattuglia, ‘capitanata’ dal friulano Franco Dal Mas, che mal sopporta lo schiacciamento sulle posizioni filo leghiste assunte dal partito.

Intanto è stata Renata Polverini, ex presidente della regione Lazio e ex sindacalista dell’Ugl eletta due volte alla Camera con Fi, a fare da apripista e salutare tutti annunciando la sua iscrizione al gruppo Misto.

In un Transatlantico semideserto, come spesso capita all’approssimarsi del venerdì, ha scandito davanti ai giornalisti presenti il suo addio, rompendo su un punto di ‘sinistra’ (prodigi della politica) come quello della cittadinanza. “Questa mattina, in commissione Affari costituzionali – ha spiegato –  ho subito un grave atto di ostruzionismo da parte del capogruppo di Forza Italia Paolo Sisto che non ha consentito, con una banale scusa che nasconde una evidente ostilità verso l’iniziativa, l’abbinamento d’ufficio, come sempre accaduto, della mia proposta di legge sullo ius culturae a quella dell’onorevole Laura Boldrini sullo ius soli. A questo punto ritengo di dovermi auto sospendere dal gruppo alla Camera, andando per il momento al gruppo Misto, poi si vedrà”.

Certo l’avere preso a pretesto una questione culturale distintiva come quella sui diritti degli immigrati in ottica liberal, di sicuro ammicca ai richiami radical provenienti da Italia viva di Matteo Renzi. D’altronde è da tempo che si parla di Mara Carfagna e dei suoi amici pronti a fare il gran salto nell’orbita dell’ex premier. Una possibilità più volte smentita, ma nei fatti in pieno svolgimento, come il caso Polverini dimostra.

Le strade sono destinate ad incontrarsi, anche se non subito, perché una certa condivisione di valori non si può nascondere. Lo chiarisce bene Alessandro Cattaneo, ex giovane sindaco i Pavia e deputato azzurro il quale, pur considerando “prematuro” qualsiasi discorso di transumanza in Iv, non nasconde di apprezzare molte delle battaglie di Renzi che considera vicine, come “l’abolizione dell’articolo 18, il jobs act e industria 4.0, iniziative nelle quali, rispetto a reddito di cittadinanza e quota 100, ritrovo quei valori liberali che abbiamo sempre portato avanti”. Insomma, il matrimonio non è all’orizzonte, ma si può fare specialmente, sottolinea “se la destra proseguirà in questa estremizzazione sovranista”.

Intanto domani, Matteo Renzi e proprio Cattaneo (con Matteo Ricci) si confronteranno al “Festival delle città” in corso a Roma, nel dibattito “Sindaci per sempre?”. Sarà mica un antipasto della Leopolda?

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