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Siria, Azad Baris (Hdp): Erdogan vuole eliminare i curdi, aiuterà l’Isis

Il vicepresidente del partito turco alla Dire: Trump traditore

Agenzia DIRE

L’intervento turco ha un solo vero obiettivo: eliminare i curdi. Alla base non c’è una ideologia, c’è solo la voglia di portare a termine una pulizia etnica“. A parlare dal Kurdistan turco con l’agenzia Dire è Azad Baris, vice-presidente del Partito democratico dei popoli (Hdp). In un’intervista telefonica, il dirigente descrive la situazione sul versante turco della regione dopo più di una settimana di attacchi dell’esercito di Ankara nel nord-est della Siria.

Anche qui la situazione è terribile” denuncia Baris. “L’esercito turco sta facendo pressione sui cittadini delle città di confine. Stiamo provando a scendere in piazza non solo qui ma in tutte le maggiori città della Turchia. E’ molto difficile: la repressione del governo è spietata“. Nell’ultima settimana la polizia di Ankara ha arrestato diversi membri dell’Hdp, compresi i sindaci delle città di Hakkari, Yuksekova, Ercis e Nusaybin.

Gli amministratori sono stati accusati di legami col Partito curdo dei lavoratori (Pkk), considerato da Ankara un’organizzazione terroristica. L’Hdpè stato l’unico partito a opporsi in Parlamento all’intervento militare. Baris lo definisce “una grave violazione dei diritti umani” e sostiene che “Erdogan vuole distruggere il modello politico di convivenza multiculturale che si stava costruendo in Rojava“.

Secondo Baris, l’operazione militare turca “riporterà il caos nella regione e causerà una rinascita dell’Isis, che tornerà a essere una minaccia globale“. Il vice-presidente dell’Hdp crede però che le responsabilità non siano solo di Erdogan: “Trump ha tradito il nostro popolo” accusa. “Non solo il governo turco ma anche quello americano è da considerarsi pienamente responsabile per quello che sta avvenendo in Siria“.

Alla Dire Baris affida un appello per la comunità internazionale: “Se guardiamo a quello che sta succedendo nel mondo, osserviamo ovunque critiche molto forti. La gente è sconvolta da quello che succede in Siria. Il punto però è che tutto questo non è sufficiente. Non ci servono parole, non ci servono slogan. In Siria le persone stanno morendo. Ci servono azioni concrete per fermare la guerra turca“. 

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