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La sudditanza psicologica degli arbitri, l’inutile ed eterno alibi delle rivali della Juventus

Al Napoli, ma forse anche all’Inter, seppure meno, farebbero meglio a pensare a se stessi e alle loro mancanze, invece di guardare alla Juventus e alla sudditanza arbitrale nei confronti del club di Agnelli, perchè quella è da sempre una guerra persa. I cosidetti potenti, susciteranno sempre sudditanza ai più deboli. Marotta e Conte da ex juventini dovrebbero saperlo bene. Diversamente se la si volesse in parte neutralizzare è sulle proprie debolezze che bisogna lavorare, in primis sulla mentalità, fortificandola, proprio quella mentalità che caratterizza ogni singolo calciatore, allenatore o dirigente juventino non appena approdano in questa società prestigiosa, al punto di variare persino il proprio modo di essere, adeguandosi allo stile Juventus, così come ha fatto persino Sarri, ex anarchico pseudo rivoluzionario del calcio e oggi integrato colletto bianconero ‘politically correct’. In realtà, non è solo il potere e la mentalità vincente di questo club a incidere sulle sue vittorie, ma soprattutto incide l’infinita qualità dei suoi protagonisti sulla quale dovremmo essere tutti d’accordo, poi diventa automatico, del tutto naturale che essendo dotati di tanto talento si finisce pure per ammaliare un arbitro un tantino incerto quando c’è da decidere contro, ma capita persino agli avversari stessi quando vi giocano contro che per timore reverenziale si commettono errori, tipo quello di Koulibaly quando per ansia provocata dai fortissimi attaccanti juventini se la butta dentro da solo,e questa si chiama sudditanza non malafede, la soffrono gli arbitri e la soffrono anche altri protagonisti. È la stessa soggezione che si prova in tutti i settori della vita verso qualcosa o qualcuno si reputi superiore che mette per un attimo in uno stato di complesso di inferiorità che tende a favorire i più forti. Non vogliamo buttarla sulla psicologia o la sociologia spicciola, ma quante volte è capitato in tutti i rapporti anche di diversa natura, di subire il fascino del più forte e venirne soggiogati se non addirittura naturalmente dominati? Pensate quando un uomo si ritrova di fronte ad una bella donna e ad un’altra meno avvenente, viene del tutto naturale essere più accondiscendente verso quella più bella, lo dice uno studio scentifico che quando un uomo incontra una donna avvenente per almeno dieci secondi perde deltutto la facolta di reagionare correttamente. Accade la stessa cosa anche in altri ambiti e contesti, tipo quando un commerciante si ritrova al cospetto tra un cliente che spende tanto e un altro che spende la metà pensando solo a risparmiare, quindi è del tutto ovvio essere più disponibile e servizievole verso il cliente ‘migliore’. Si potrebbero fare mille esempi e in linea generale viene sempre fuori una certa sudditanza verso chi ha più qualità, soldi, forza, bellezza, fascino…si chiama ‘potere’, magari non è eticamente e moralmente giusto e dignitoso, ma è la natura umana che regola in questo modo i rapporti degli uni con gli altri è c’è poco da scandalizzarsi se accade anche nel calcio,, che chissà perchè è un mondo che in tanti pretenderebbero ingenuamente dovesse essere un oasi felice, un mondo pilito chiaro e trasparente. Cionostante come in tutte le alrecose della vita almeno fino a che non si possa provare la malafede, la frode, la truffa e l’imbroglio, non ci possono essere accuse, condanne e processi il tutto va accettato come nella vita si accetta la naturale ‘legge del più forte’ che è ben diversa dalla legge che decidono le leggi fatte da uomini imperfetti, e infatti nonostante l’utilizzo nel calcio della Var, si continua a sbagliare proprio perchè anche la Var è gestita da uomini e anche in quel casdo intervengono aspetti di debolezza umana che talvolta inducono a sbagliare. Certo, bisogna sempre fare in modo che il progresso soprattutto tecnologico aiuti sempre più a circoscrivere gli errori umani e a mettere tutti sullo stesso piano, ma comunque nulla potrà mai cambiare del tutto l’imperfezione dei comportamenti dell’istinto primordiale della vita che si rifàò a quello di conservazione perchè a prevalere sempre in ogni ambito,ad ogni progresso ed epoca storica sarà sempre quello dellalegge delpiù forte a qualunque costo. la vita dregli uomini è come quello che gli animali vivono nella giungla, perchè come dice un facile proverbio, ‘pesce grande mangia pesce piccolo?, al di là che ognuno abbia gli stessi sacrosanti diritti di vivere di un altro, ma è pur vero che per sopravvivere o vivere almeglio delle proprie possibilità ognuno deve difendersi con i mezzi che si hanno a disposizione. Poi non è detto che si debba sempre soccombere, altrimenti nemmeno si parteciperebbe,sarebbe tutto già deciso, come purer spesso si pensache sia,perchè capita pure che il più debole si organizzi e la spunti, nelcalcio come nella vita, utilizzando al meglio tutte le possibilità per vincere la sfida apparentemente impossibile. In ogni caso è inutile lamentarsi, perchè si perde due volte: la prima, perchè i nostri rivali sono chiaamente già più forti, e la seconda perchè invece di combattere fino alla fine sfruttando quelle poche possibilità di prevalere, ci si lascia andare ai lamenti, alle lacrime, cercando alibi, indebolendosi ulteriormente, e al danno aggiungere la beffa, la derisione dei vincitori, e anche questo non è che sia molto dignitoso sia per chi subisce che anche per chi infligge la sconfitta. Ci vuole sempre rispetto per gli avversari, sia per i vincvitori che per i vinti, altrimenti si innesca un meccanismo perverso dove poi prevale persino la violenza e quindi il crimine di tutti contro tutti . Lo sport dovrebbe insegnare proprio questo, il rispetto per l’avversario, al di là di chi vince e chi perde, ma purtroppo essendo diventato da tempo anche un business appetibile e allora è inevitabile che diventi più cruento dati gli interessi, al di la dell’aspetto sportivo. Questi interessi in qualche modo riguardano tutti nessuno escluso e se la Juventus domina Inter e Napoli e tutte le altre, anche Inter e Napoli domineranno quelle che le sono inferiori, e la stessa Juventus a sua volta verrà dominata in Europa da chi la sovrasta per gli stessi motivi, a differenza che la Juventus fa di tutto per contrastare i club che le sono superiori con la stessa moneta, quindi investendo, organizzandosi e dotarsi del meglio, mentre in Italia anzichè organizzarsi per esserle, se non alla pari , quanto meno meno migliorarsi di anno in anno, stiamo sempre a pensare ad altro. In poche parole, perchè il Napoli ad esempio, anzichè regalare la vittoria alla Juventus a Torino, che peraltro avrebbe pure meritato per gioco e superiorità, e dopo la clamorosa rimonta non ha pensato persino di vincerla, invece di ripiegare indietro e impaurirsi al punto da commettere addirittura un clamoroso autogol? Quindi, cosa ci sarebbe da lamentarsi se invece di conquistare i tre punti ormai alla portata o quanto meno un punto? Cosa c’è da lamentarsi se in casa con il Cagliari si sbagliano un’infinità di palle gol e perdere addirittura i tre punti sul finale? Ecco, sono quelli i punti che mancano al Napoli peressergli alla pari, per non dire della partita di Torino giocata con una mancanza di agonismo tale, di sicuro più dipendente da una mancaza di mentalità vincente che dagli aiutini che usufruisce la Juventus su altri campi. Poi dovremmo pure cominciare a domandarci s certi aiutini spesso non intervengano a favore del Napoli cpome di altri. Quando si lasciano punti per strada che non si sarebbero mai dovuti perdere, si dirà che può capitare a tutti una giornata storta , e siamo d’accordo, ma è più facile e frequente che possa capitare a chi in seppur con tutto il rispetto ha in attacco Milik e Llorente che ad altri che hanno Higuain e Ronaldo. Questo, al netto di sudditanza e aiutini accade perchè alla fine non saranno mai pochi episoìdi arbitrali adecidere una disputa ma lo sarà sempre la maggiore qualità a fare la differenza. Infatti poi capita pure proprio vantaggio che quando finalmente si è più determinati ci si ritrova un Milik al massimo della forma psicofisica che eguaglia in qualità e concretezza la maggiore caratura di avversari come Higuain e gli capita di risolvere una partita che fino al momento del gol del polacco la stava dominando il Verona. Ma tutto questo no fa altro che rafforzare sempre più il concetto che è sempre la maggiore qualità a fare la differenza, soprattutto quando questa qualità si fa pesare. Tuttavia può anche capitare che la propria qualità spesso venga annullata da comportamenti e atteggiamenti sbagliati, come la mancanza di concentrazione, la supponenza, la leziosità fine a se stessa mostrando comunque dei limiti che determinano le differenze fra calciatori anche se fossrro di pari livello tecniico,e questo è più facile che capiti in squadre e club che hanno più limiti generali essendo meno attrezzati che non in club attenti e vigili che curano qualsiasi aspetto come Juventus dove in un modo o in un altro compensano ai propri difetti del momento con la concentrazione e la cattiveria agonistica inculcata dallo stile del club che in qualsiasi caso non vengono mai a mancare, proprio per quel famoso concetto di mentalità vincente che viene applicata in ogni gara, persino in un’amichevole, a differenza di squadre come il Napoli o quelle più provinciali, che trovano stimoli giusti solo contro le grandi e sottovalutano le squadre minori, è tipico. E allora, invece di frignare sugli aiutini alla Juventus che non smetteranno mai di esistere si faccia qualcosa in più in primis ad acquisire qualità al calcio mercato, ma soprattutto ci si attrezzi oltre che nelle strutture soprattutto mentalmente per raggiungere gli obiettivi con la determinazione e la ferocia di chi deve sconfiggere il nemico, perchè il calcio è la più nobile metafora dell’amore e della guerra perchè come dice un vecchio adagio, ‘in amore e in guerra ogni mezzo è lecito’. Quindi piaccia o non piaccia il concetto di guerra, quando ci si ritrovi coinvolti e la si accetti, serve combattere con il coltello fra i denti, più che affrontarla con le lacrime agli occhi, perchè piangere potrà pure essere consolante, serve a sfogarsi, ma di sicuro non porterà mai alla vittoria, per cui ci si regoli anche di conseguenza se si ambisce a vincere, altrimenti lo si dica chiaramente, che gli scopi sono altri invece di illudere le proprie fazioni.

Pippo Trio

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