I presidenti incompetenti, per scaricare sul tecnico le responsabilità, ordinano il ritiro punitivo-populistico
Novembre 5, 2019
Il Napoli non si è troppo amalgamato e il ritiro si è sciolto!
Novembre 6, 2019

Far cadere il governo e salvare il Pd: il piano di Zingaretti per ‘liberarsi’ di Renzi, Di Maio e Franceschini

di Peppe Papa

Al Pd per salvarsi non resta altro che far saltare il governo, o quanto meno metterlo in discussione come fanno tutti i santi giorni i suoi compagni di avventura, mentre lui cerca di tenere in piedi la baracca con il solito masochistico “senso di responsabilità” che lo contraddistingue.

Al Nazareno dicono basta e su questa ipotesi stanno cominciando a ragionare, intravedendo nella mossa, l’unico modo per liberarsi dall’abbraccio mortale dei Cinque Stelle e dal pressing asfissiante di Renzi per sfilargli il più possibile consensi. Si sono resi conto che se continua in questo modo saranno stritolati e l’eventualità di perdere anche l’Emilia Romagna, si trasformerà da incubo in certezza.

Così Nicola Zingaretti ha fatto partire l’offensiva, facendo filtrare dal suo entourage venerdì scorso che il segretario “nei prossimi giorni chiederà il ritiro, o la modifica dei decreti sicurezza, come stabilito dal governo”. Un avvertimento, cui non ha ancora dato corso finora, ma che è bastato a mettere sull’avviso Luigi Di Maio, che proprio non vuole rinunciare alle misure securitarie imposte da Salvini, e ansia al leader di Iv che non può permettersi in questo momento una crisi di governo senza alternative.

All’agguerrito segretario democratico, certo, toccherà vincere le resistenze di Dario Franceschini il quale continua a sostenere che un’intesa strutturale con M5S è ancora possibile e, anzi, essenziale. Il suo progetto, inconfessato e giocato sottotraccia, è quello di prendere il posto di Conte, pertanto solo in questa ottica sarebbe disposto a considerare con interesse il programma di battaglia di Zingaretti. Magari convincendo Di Maio a dare una mano per sbarazzarsi del comune ‘amico’, sapendo di trovarlo sensibile sull’argomento.

Per il capo politico del Movimento, infatti, è la partita della vita. Messo apertamente in discussione da una nutrita schiera di parlamentari e militanti, abbandonato da Grillo che gli favorisce l’avvocato presidente e la diffidenza che monta in Casaleggio jr nei suoi confronti, ha capito che se vuole resistere l’unico modo è non mollare il governo, anche se continua a giocare d’azzardo provocando continuamente l’alleato, spingendo sempre più a fondo sui punti del programma cari all’elettorato storico penta stellato e non rinnegando alcuna delle nefandezze votate con il precedente socio dell’esecutivo giallo-verde.

Un tirare continuamente la corda che ha convinto Zingaretti a reagire e prendere di petto la questione, sempre che riesca ad andare fino in fondo, giocando la partita ad armi pari con tutti gli altri seduti al tavolo, succeda quel che succeda.

Metterli con le spalle al muro minacciando il voto è il modo migliore per costringerli a scoprire le carte. Per il Pd in fondo, paradossalmente, tornare alle urne potrebbe essere l’occasione per mostrare coraggio e ricompattare incredibilmente il popolo della sinistra conservando, anche in caso di sconfitta, un peso non indifferente nel nuovo scenario politico che si andrebbe a prefigurare con la presumibile vittoria della destra salviniana e la quasi scontata scomparsa M5S.

Senza considerare il colpo inferto a Renzi e Italia viva, alle prese con tempi troppo stretti per dare un senso alla nuova creatura, e allo stesso Franceschini lasciato in mezzo al guado privato del suo privilegiato ‘osservatorio’ ministeriale.

Insomma, in una mano sola, il buon Zingaretti si libererebbe degli impicci di amici e nemici, acquisirebbe finalmente il carisma che finora gli è mancato, imporrebbe la propria leadership sul fronte dell’opposizione e del partito. Unico dubbio: avrà gli ‘attributi’ per farlo? Per le scommesse rivolgersi ai bookmakers.

1 Comment

  1. Rosi ha detto:

    Forse è l’unica mossa da fare. Stare con i 5 stelle è la fine per il PD. Ci vuole un atto di coraggio che probabilmente sarà anche premiato nelle urne. I 5 stelle nonli vuole più nessuno e Salvini comincia a fare paura. O adesso o mai più, coraggio Zingaretti, fai vedere che la sinistra è ancora viva!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *