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Statuto Pd, “basta caminetti”: lettera-appello a Zingaretti da segretari di circolo e militanti

di Peppe Papa

Basta decidere nel chiuso di una stanza tra pochi ‘eletti’ e poi venire in assemblea a chiederci di alzare la mano come se non avessimo voce e idee.

Non è una rivolta, ma poco ci manca, l’iniziativa intrapresa da diversi segretari di circolo e militanti del Partito democratico di tutta Italia per rivendicare il loro diritto ad avere voce in capitolo in merito alla modifica dello statuto, posta all’ordine del giorno dell’assemblea nazionale di domenica prossima a Bologna.

In una lettera al segretario Nicola Zingaretti, postata su Facebook per la raccolta firme e che ha ottenuto in poche ore oltre 300 sottoscrizioni, chiedono un percorso “partecipato e aperto” prima di prendere una decisione “tanto importante” per la vita del partito. In sostanza una petizione, decisamente una cosa un po’ inusuale per una grande organizzazione politica, che dà la cifra di quanto il Pd sia ormai una comunità confusa, fiaccata dalle diatribe interne e sull’orlo del disfacimento, nonostante gli sforzi del nuovo corso zingarettiano.

Alla lettera-appello è stato allegato un indirizzo mail, che resterà attivo fino alle 9 di domenica mattina, dove inviare la propria adesione e tutto lascia prevedere che saranno migliaia i sostenitori. Eppure tutto sembrava essere andato liscio finora, soddisfatti del lavoro fatto i membri della commissione incaricata di stabilire le nuove regole interne, il presidente Maurizio Martina, Stefano Ceccanti e Dario Parrini che hanno usato toni trionfali per celebrare la riuscita dell’operazione, senza però aver fatto i conti con la base. Stufa di essere trattata come un inutile orpello, massa di manovra inerte che non ha esitato, come abbiamo visto, ad alimentare il fuoco che cova sotto la cenere da tempo.

Due scissioni di seguito, evidentemente, non hanno insegnato niente all’apparato dirigente che ha proseguito con le sue consuete liturgie, senza curarsi di stare scivolando verso il precipizio.

Di seguito, abbiamo deciso di pubblicare la lettera integrale di protesta, in maniera che ognuno possa farsi la propria opinione liberamente, non senza avere prima trascritto l’indirizzo di posta cui, chi intende partecipare, può inviare la sua firma: carozingaretti@gmail.com

Caro segretario,

siamo iscritti al Pd, abbiamo partecipato in questi anni alle vittorie e alle sconfitte, cercando sempre di tenere duro e di rilanciare la nostra iniziativa sul territorio. Abbiamo tenuto aperti i circoli quando a molti sembrava inutile, montato e smontato i gazebo delle primarie, incoraggiato sempre i nostri compagni a continuare a credere nel Pd, cercando di coinvolgere persone nuove.

Veniamo da anni difficili: la sconfitta al referendum del 4 dicembre, la prima scissione del Pd, il risultato amaro alle politiche, la nascita del governo giallo verde e la sua fine, il secondo governo Conte e, più recentemente, un’altra dolorosa scissione e la sconfitta alle regionali.
Non è sempre facile resistere, ma siamo qui con la passione di sempre.

Proviamo ogni giorno a dire a tutti che il Pd c’è ed è la risposta ai problemi del nostro Paese. La tua segreteria sta dedicando molte energie a cercare di riformare il Pd e il suo statuto e questo lavoro ha portato ad una proposta che verrà presentata alla prossima assemblea nazionale di Bologna.
Siamo assolutamente convinti anche noi che serva ripensare il nostro modo di essere ed il nostro statuto per riavvicinare il Pd alla sua gente, ai suoi iscritti e ai suoi elettori.

Lo statuto ha una grande importanza, è la nostra carta fondamentale che racchiude i valori e le regole che tengono insieme la nostra comunità.
Per questo, con questa lettera, ti chiediamo di aprire una discussione vera sulle modifiche proposte che possa realmente coinvolgere quante più assemblee di circolo in tutta Italia, quanti più iscritti, elettori, simpatizzanti, in una discussione pubblica che abbia a disposizione il tempo necessario.

Ridurre questo passaggio così importante ad una sessione di lavoro di appena poche ore con tempi contingentati rischia di essere l’ennesima occasione persa.

Nel frangente politico che viviamo abbiamo bisogno di coinvolgimento ed apertura per il rilancio del Partito Democratico. Pensiamo di meritare questa attenzione, prima che le nuove regole vengano approvate in Assemblea nazionale.

Facciamo parte di una comunità e vogliamo poter dire, per una volta, la nostra su una riforma che non è rinviabile, ma che abbiamo il diritto e il dovere di discutere, per farla vivere e farne un patrimonio di tutti, non solo di un’assemblea che si riunisce alcune volte l’anno.

È di noi che si parla, della nostra idea di Paese, di chi vogliamo essere, di come stare insieme.
Siamo fiduciosi che ci darai questa possibilità e che potremo insieme fare una bella e importante discussione.

Un abbraccio, buon lavoro

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