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Natale a Napoli, i cento lupi di Ruowang e lo sguardo inferocito del popolo contro il Palazzo

di Valerio Alfano

I cento lupi dello scultore cinese Liu Ruowang, carneade in Penisola, già esposti nel 2015 alla Biennale di Venezia, quattro anni dopo giungono a Napoli.

L’installazione artistica, un branco di lupi di ferro che inferociti accerchiano una figura umana, presumibilmente un grosso cacciatore nell’atto di difendersi, è senz’altro d’effetto.

Diversamente dalle memorabili opere d’arte che negli anni passati hanno segnato il Natale dei napoletani, quest’anno la scultura ha trovato la sua collocazione non più in Piazza del Plebiscito, ma in Piazza Municipio; una piazza che oggi, complice il costante presidio di Polizia Municipale in alta uniforme, la manutenzione dell’area circostante la sede del Comune e, di converso, le più infelici condizioni in cui versa il resto della città, può considerarsi senza tema di smentita tra le più belle di Napoli.

D’altronde “Napoli è piena di turisti” e molti di essi sono crocieristi che arrivano in città approdando proprio qui: bisogna ben figurare. Ad accoglierli in questi giorni, e fino al mese di marzo del prossimo anno, anche i cento lupi di Liu Ruowang.

Se è poco chiaro quale sia stato il contributo economico versato dal Comune per arricchire la cultura del popolo napoletano e dei tanti turisti che affollano la città, “Napoli ne è piena”, di facile intuizione appare il senso dell’opera.

Secondo i più, i lupi ringhianti simboleggiano la natura che si ribella all’uomo, cercando di difendersi ed opporsi ai danni che questi ha provocato e continua a perpetrare nei confronti dell’ambiente con i suoi comportamenti.

Volendo però contestualizzare il significato dell’opera calando questa nella realtà partenopea, potremmo anche metaforicamente pensare che quei lupi assumono qui le sembianze di un popolo; un popolo che, destandosi da uno stato di complice rassegnazione, rivolge lo sguardo incattivito verso Palazzo San Giacomo, reagendo a chi ha ridotto in questo stato il suo territorio, la sua città.

E’ lo sguardo di chi ogni mattina si affida ai mezzi pubblici non sapendo se e come funzioneranno, lo sguardo di chi paga la TASI più alta d’Italia per fare lo slalom tra cumuli d’immondizia, lo sguardo di chi vive in una città sporca, di chi ha rinunciato ad avere una Villa Comunale, un po’ di verde in città, lo sguardo di chi vede in che condizioni versano le strade di Napoli, una città che crolla su se stessa alla prima pioggia.

Ma tant’è, “Napoli è piena di turisti”. Anche per loro il 10 giugno canterà in Piazza del Plebiscito Paul McCartney. Lo ha promesso il cacciatore.

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