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CORNER (di Marco Palladino) AAA moderati cercasi: la politica al tempo dei social

Nell’era della politica brandita sui social, combattuta a suon di frasi ad effetto e spot compressi nelle canoniche sei o sette righe di un post, è oggettivamente complicato apparire moderati.

di Marco Palladino

Il messaggio deve essere fruibile alla maggior parte della platea, altrimenti non conquista gli agognati like, e dato che gli utenti, mediamente, sono spesso pigri oppure troppo arrabbiati viste le rare opportunità che offre il sistema Paese per elevare il grado di maturità intellettuale, il messaggio che passa contiene informazioni appena sufficienti per soddisfare le aspettative di fasce meno dotate culturalmente, oppure fa ricorso a toni più aggressivi per accontentare le fasce culturalmente più elevate – represse poiché senza opportunità.

Se analizziamo le attuali proposte politiche in campo, nessuna di queste offre moderazione: non è moderato abbandonare in mare bambini e donne per giorni; non è moderato proporre le frontiere aperte a tutti come giardini di un parco pubblico.

La prima proposta è disumana, la seconda è irragionevole, ne consegue che nessuna delle due ha i requisiti di moderazione.

E non è moderato il reddito di cittadinanza: un obolo di Stato concepito per assistere giovani in età lavorativa, senza offrir loro alcuna opportunità. Non sono moderati neanche certi modi di ‘fare’ politica: non è moderato l’insulto social contro l’avversario di turno; né lo appare un insulto in un’aula parlamentare, o il recente “stalking politico di piazza”, una sorta di restyling ittico delle “contro-manifestazioni” stile anni ’70 i cui epiloghi spesso assumevano i contorni di una spranga (ma speriamo di fermarci prima!).

Essere moderati oggi è complicato. Nessuno sembra averne voglia né coraggio: apparire moderati ha un prezzo che pochi sono disposti a pagare, dall’insulto alle minacce sui social, ma spesso si paga l’effimero consenso.

La politica dimentica il nucleo vitale e dinamico del paese, quello che traina la produttività, composto da lavoratori che hanno poco tempo da spendere sui social.

Per essere moderati bisogna iniziare a concentrarsi meno sul mezzo di trasmissione e di più sui contenuti. Il social è uno dei mezzi, certamente efficace, ma non è l’unico e nemmeno il più potente; se fosse il più potente, infatti, non dovrebbe condurre a livelli così alti di astensione.

Il messaggio dovrebbe stimolare la riflessione al fine di coinvolgere tutti, soprattutto chi la pensa diversamente. Solo in questo modo si potrà pensare a soluzioni più articolate, reali e meno chiacchierate ai problemi.

Il messaggio non deve creare chiusura e separazione, non deve creare soprattutto nemici, altrimenti non è politica e resta confinato nel comizio permanente.

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